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Nessuna via d'uscita

Una lampada da notte lasciava sprigionare dal battiscopa appena una sottile lama di luce, sufficiente per vedere gli amici, Virginio e Armando, nel letto festonato di pizzo. Si chinò nella semioscurità: Arnaldo aveva la bocca leggermente aperta, con il labbro inferiore ancora bagnato di latte appena bevuto; per qualche momento li ascoltò respirare ne loro sonno profondo. Il "controllore" era nudo sotto la vestaglia di seta viola; inclinò la testa e scrutò i dormienti socchiudendo gli occhi e annusando le loro guance coperte da striminziti peli della barba.
Virginio spalancò gli occhi per mostrarsi stupito.
"Meglio dormirci sopra, "tesoro". È ancora notte fonda!", disse a voce molto assonnata. "Non rispetti neanche il nostro riposo pure in vacanza! Fai l'amore quando ti va."
Virginio lo sentì mormorare. Sentì il fruscio della coperta quando glielo stese addosso al corpo nudo. Arnaldo ritornò al terrazzo superiore dell'albergo "Intercontinental 7. 8. 4.", sito davanti la spiaggia gay di Long Beach e questo dovrebbe già bastare. Considerata una delle mete più hot dell'estate per chi ama i party anche in pieno giorno in riva al mare.
Arnaldo si sdraiò ad osservare l'aurora "americana". Egli aveva due vite separate. Non parlava mai di affari, ma qualcosa filtrava comunque nonostante la segretezza. Figlio di un facoltoso industriale siderurgico bergamasco, sapeva e teneva per sé quel che sapeva: i conti numerati in Svizzera, come li avevano tante aziende rispettabili. Ma la quantità di denaro e la facilità con cui fluiva, lo sorprendevano, anche se in casa di suo padre era stato abituato ad avere il meglio di tutto.
Dunque, figlio di benestanti; per lui futuro aziendale, completa dirigenza direzionale! Anche gli amici Virginio e Armando erano figli di importanti industriali del Nord Italia, ragazzi intelligenti, pieni di risorse (psichiche), simpatici, belli: maschietti che avevano la "pappa" sempre pronta, ragazzi parassiti di mamma e papà. Difficile negare l'effetto dello strapotere politico di papà sulle ricchezze ereditate... Consideriamoli in rappresentanza di tutti i "figli di" dei grandi poteri economici. A scriverli per intero non basterebbe un volume.
Arnaldo li aveva conosciuti su un sito per gay; e gli era stato facile "appiopparli" per serate piccanti in quanto erano tutti residenti a meno di dieci chilometri in linea d'aria gli uni con l'altro. I dintorni di Milano erano luoghi loro prediletti per serate da sballo; nella bergamasca, loro territorio di residenza, puntavano sulle palestre e saune; più ragazzi da palestra, corretti ed educati... Se domani sparissero tutti i gay della Terra, tutte le palestre chiuderebbero. Alla faccia degli stereotipi, non c'è palestra che non sia piena di gay, pronti a fulminarti per qualche rotolino.
Arnaldo Quadrani, ventisei anni, bollente dal corpo perfetto, viso d'angelo, sensibilità particolare e fascino indiscusso. Alto 1, 83, capelli e occhi scuri, profilo greco e i suoi hobbies spaziavano dal suonare le percussioni, al cinema e al canottaggio. Molto determinato nonostante la dolcezza del suo viso e i suoi obiettivi erano già chiari.

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