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Calamità

Un giorno vi svegliate e sentite uno strano impulso: voglia di evadere dal solito tran tran quotidiano. La casa vi sta stretta, l'ufficio vi opprime e poi le solite cose da fare come la spesa al supermercato, le bollette da pagare e via dicendo vi appaiono come mostri tentacolari che vi avvolgono in un abbraccio terrificante. é ora di prendervi qualche giorno di ferie e partire, anche se non è estate, anzi l'autunno sta aprendo le porte all'inverno; ma forse è proprio questo che vi intriga: mentre gli altri rimangono sommersi dai soliti pensieri e preoccupazioni voi decidete di dare un taglio e andare lontano, per trascorrere un momento di assoluto relax da qualche parte... già, ma "lei" cosa ne penserà? Così con l'aria di chi ha avuto una visione ed è stato baciato dal destino per una missione irrinunciabile, comunicate l'intenzione alla vostra compagna che, ignara, aveva già preso un appuntamento dall'estetista, uno dal parrucchiere e si era anche premurata di prenotare i biglietti per un concerto sinfonico facente parte di un ciclo dal titolo preoccupante: "Requiem e Messe solenni del 1800-1900". Dopo un periodo di tempo che vi sembra interminabile, passato a spiegare i vantaggi di un viaggio in questa stagione ed averla invogliata con descrizioni di luoghi, paesaggi e percorsi turistici allettanti -naturalmente durante una cena a base di pesce in uno dei migliori ristoranti della città- lei finalmente acconsente, ma quasi accontentandovi, facendovi percepire che vi ha fatto un favore e che quindi siete in debito, e anche se le fa piacere cambiare aria per un po' non lo ammetterà mai! Si parte. Dopo avere prenotato i biglietti e un albergo in una importante capitale europea, controllate il meteo: la temperatura oscilla tra 4° e -2°C! La cosa vi entusiasma ancora di più: l'avventura inizia. Scesi dall'aereo vi dirigete verso l'uscita alla ricerca di un mezzo che vi porti nelle vicinanze dell'albergo ma, appena fuori dall'aeroporto, un'aria gelida vi investe e una fittissima nebbia vi costringe a prendere un taxi. Ovviamente il conducente si guarderà bene dal fare il tragitto più breve, invece vi condurrà in lungo e in largo applicando la tariffa più alta e voi, alla fine, quando stremati dalla fatica del viaggio e dal freddo avvisterete finalmente l'insegna dell'hotel che vi sembrerà come un miraggio nel Sahara, vi sentirete così contenti da lasciargli anche una buona mancia! Adesso ci siete, avrete tutto il tempo per vedere la città, almeno il centro e i principali monumenti, chiese, musei etc. etc. ma già dopo il primo giorno passato alla scoperta delle peculiarità del posto, notate nella vostra compagna qualche segno di insofferenza appena accennato, eppure evidente ai vostri occhi. Nonostante abbiate pianificato un certo tipo di visita del centro cittadino, inspiegabilmente finite con il trovarvi sempre nella zona più commerciale e non si tratta di negozi dalle grandi firme o gioiellerie alla moda ma semplicemente di souvenir. Alla fine vi ci ritrovate dentro, immersi, come se la mano di un'entità superiore e beffarda vi ci avesse spinto. State inspiegabilmente passeggiando alla velocità di una formica zoppa lungo una strada dove ogni negozio vende le cianfrusaglie più inutili e colorate. Si tratta di almeno un chilometro disseminato di esercizi commerciali ognuno dei quali vende pressoché la stessa roba e, come se non bastasse, il centro della strada è occupato longitudinalmente da bancarelle che propongono anch'esse gli stessi articoli. Questa moltitudine di forme e colori provoca in lei una voglia irrefrenabile di guardare e soffermarsi continuamente presso ogni banchetto e alla porta di ogni negozio. Vi scoprite a fingere interesse per un cane a molla o una palla di vetro con la neve dentro, perché non volete scontentarla e soprattutto per non sentirvi dire che non vi piace fare niente insieme. Con ogni probabilità anche a lei non frega niente di quella roba ma la voglia di soffermarsi a curiosare è più forte. Cominciate a percepire un senso di stanchezza generale: i piedi vi dolgono, la schiena è rigida ma vi rendete conto che la vostra personale "Via Crucis" è appena iniziata, quindi facendovi forza proseguite. La temperatura è prossima allo 0°C e in cuor vostro sperate che anche lei risenta dell'umidità e abbia voglia magari di un tè caldo, così dopo aver cercato di attirare l'attenzione con qualche colpo di tosse e un paio di finti starnuti, le proponete di entrare in un caffè ma lei interessata e invogliata da tutti quegli oggetti preferisce continuare, operosa come un'ape che vola di fiore in fiore, nella sua ricerca. Proseguite anche voi, perché dopo tutto, pensate, siamo qui anche per questo, mentre vi asciugate un po' di muco che fa capolino dalle narici gelide. Lei sembra impassibile alla temperatura e anzi prosegue nella ricerca con ancora più entusiasmo. Adesso pare che abbia focalizzato l'oggetto del suo interesse: le calamite! Si intende per calamita quell'orribile, inutile e inconcepibile pezzetto di terracotta, legno, plastica o qualsiasi altro materiale con un disegno o una stampa che di solito raffigura il luogo che si è visitato, cui sia applicata dietro, appunto, una calamita. Ora il problema non è rappresentato dalla calamita in sé, ma dal tempo che una donna è capace di dedicare all'acquisto di tale oggetto. Razionalmente la maggior parte degli uomini interrogati sull'argomento -ammesso che questo possa considerarsi un argomento di un qualsivoglia interesse- risponderebbero dimostrandosi a favore della distruzione completa di ogni forma di manufatto- calamita esistente sul pianeta, eppure, forse dopo un po', anche voi potreste scoprire di essere colpiti dalla compulsione della ricerca.

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