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L'addio

Era di mattina presto e sul marciapiede della piccola stazione sostavano solamente loro.
Due donne ancora giovani, vestite di nero. Viso abbronzato, qualche ruga precoce: pelle da contadine. E un militare, un giovane carabiniere. E tutt'attorno un nugolo di bambini.
- Buoni, piccini, state quieti... - dicevano ora una, ora l'altra delle madri, di controvoglia con la testa altrove.
Piangevano in silenzio. E l'uomo tirava su col naso, sforzandosi perché gli occhi non gli si bagnassero. E accarezzava i bambini e le donne: avrebbe voluto avere dieci mani, quel giorno.
- Perché fate così? - chiese una curiosa avvicinandosi. - Vi è forse morta (non lo voglia la Madonna!) una persona cara? - E si segnò.
- Ah, brava cristiana - singhiozzò una delle due, - è come... è come se oggi ci fossero morte, non una, ma cento persone care.
- A cominciare da questo nostro fratello... - soggiunse l'altra prendendo per mano il carabiniere, che si lasciò attirare goffamente verso di lei.
La donna fece la faccia strana.
- Andiamo a Genova, a imbarcarci per l'America... - spiegò estraendo il fazzoletto dalla manica, una delle sorelle.
- Ché i nostri mariti stanno già là - aggiunse l'altra.
La curiosa allargò le braccia e fece dondolare il capo. Poi disse:
- Però... io so che all'America si sta bene... E se uno fa fortuna, può sempre ritornare...
Il giovane si era girato di spalle e fingeva di scrutare in lontananza se arrivava il treno.
Le donne guardavano per terra.
I bambini baruffavano per le caramelle dello zio.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 10/06/2013 11:15
    Breve ma c'è tutto il pathos di un addio... di quelli che ormai ci sentiamo raccontare dai nostri vecchi, di quando si " doveva" andare lontanissimo a far fortuna, di chi continua a farlo in senso inverso sulle nostre coste, nei nostri giorni. Tagliente ed efficace nella sua brevità. Ancora, per me, scritto in modo ineccepibile!
  • loretta margherita citarei il 27/12/2012 05:35
    piaciuto molto auguri

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