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L'insostenibile leggerezza dell'essere

Ecco qui a raccontare una delle tante storie della mia infanzia, che probabilmente puo essere davvero accaduta. L'era di questa storia non posso assicurarvi quale sia, ma leggendo, voi potete capire di che era si tratti. Ecco che ve la racconto:
In un'aperta e vasta campagna, sono situate poche fattorie ed attorno a loro un paesaggio povero di alberi ed un piccolo fiume che sfocia dopo un po di km da quelle fattorie in una cascata che crea un piccolo lago artificiale. Dall'altra riva si nota un'enorme fattoria con molte stalle, molti silo e vasti campi di raccolto di frutteti e grano. Quella fattoria è molto conosciuta dalla gente, l'unica strada per andare lì un grande ponte che passa sopra a quel fiume e poi una strada accuratamente pulita ma sterrata per arrivare tranquillamente li in modo che i veicoli non si danneggiano. In quella fattoria viveva una famiglia completa. Quella famiglia era conosciuta per il buon latte e altri prodotti che trasportavano per le fattorie oltre il ponte. La loro economia era molto attiva:una giovane donna lavorava i capi a domicilio in casa propria, due nonne che stavano assieme ai nipotini e quel lavoro che lo effettuavano due nonni ed un giovane uomo. L'uomo si chiamava Harald, la sua moglie si chiamava Sofie e i tre bambini si chiamarono Nick, Anastasia e Léon. Nel giro di due anni, però morirono le due nonne, più in là il nonno paterno ed infine l'altro anziano rimase paralizzato su una sedia, ma nonostante tutte queste disgrazie non fermarono la forza lavorativa dei due mestieri in corso. Una sera, dopo le disgrazie, i bambini volevano andare a dormire con qualche storiella, è lì c'era soltanto il loro nonno materno che si mise a raccontare la storia di un albero magico, la storia parlava di un albero che diede fortuna a dei bambini come loro e che col passare degli anni quei ragazzi divennero ricchi grazie alla magia dell'albero e come ogni storia si conclude"... e vissero felici e contenti". I bambini la ascoltarono e pensarono se la storia fosse realmente accaduta, ed allora nella notte i tre si accordarono di attraversare quell'enorme ponte e di andare vicino all'altra riva dove c'è un vecchio albero e desiderare ognuno di loro, la propria vita futura. Quella mattina i tre andarono ad esprimere i loro desideri all'albero. Tornando a casa la cosa funzionò. Infatti alla porta della fattoria si presentò un uomo ricco che voleva acquistare il loro terreno e a loro trasferirli in città in una delle sue case, quella famiglia arrancò un po' sulla proposta, ma poi non ci pensò due volte e si trasferì in città, questo significò per loro, la perdita del bestiame, dei frutteti e dei loro mestieri, ma l'uomo ricco propose a Harald e Sofie che il loro lavoro non è perso, l'uomo ad Harald li propose un lavoro da corriere per prodotti alimentari in una sua azienda e a Sofie li promise di farla conoscere in città per la sua abilità in cucitura e di continuare il suo lavoro, l'uomo infine diede una cifra esorbitante a quella famiglia che si trasferì in città. Infatti le cose non andarono male, anche se ci fu la perdita dell'altro nonno, in pochi anni, i bambini divennero ragazzi, che più in là si costruirono la loro vita e più dopo si sposarono;i genitori iniziarono a sentire i loro primi acciacchi di vecchiaia che li costrinse a chiedere pensione anticipata. Dopo tutti i fatti elencati Harald e Sophie morirono ed i tre ormai adulti, rimasero soli ognuno con le loro dolci metà ed ognuno ebbe dei figli, ma col passare degli anni si accorsero che le cose non vanno come devono andare, perché i loro figli presentarono malattie incurabili per ogni medico presente sulla faccia della Terra, allora i tre si misero d'accordo di rivedersi dove tutto è iniziato. Arrivarono tutti e tre assieme ed andarono verso l'albero e desiderare ognuno di loro l'immunità alle malattie, ma purtroppo il loro destino è segnato, perché l'albero lo avevano sradicato dal terreno, forse per vecchiaia, lì soltanto un'enorme fossa ed accanto dei cumuli di terra alti tre metri. I tre si disperarono di quello che videro con i loro occhi;se ne andarono da lì ma tornarono il giorno dopo, Nick e Léon portarono una grossa lapide e la fissarono nel terreno. Sulla lapide c'era scritto: "Scusa albero abbiamo sbagliato, sei stato soltanto sfruttato per la ricchezza, invece potevi fare cose più grandi e noi siamo stati gli ultimi a ferirti con lo sciocco desiderio di ricchezza, anzi ti abbiamo inflitto il colpo di grazia e farti morire dentro e per farti abbattere da chi non meritava di farlo. Non pensavamo che soffrivi a causa dello stesso e ripetitivo desiderio, ti chiediamo perdono."Sotto c'era la firma dei tre ragazzi. Infine ognuno di loro si inginocchiò alla lapide e misero un seme di girasole nel terreno che lo bagnarono davanti alla lapide, con l'acqua di quel piccolo fiume e infine pregarono. I tre se ne andarono con la speranza che un giorno rivedano l'albero che ritorna alla vita. La morale della storia dice: "Se vuoi essere leggero nella vita non pensare sempre alla fortuna c'è sempre qualcos'altro a cui riparare, l'insostenibile leggerezza dell'essere, non si basa soltanto sul principio di ricchezza, ma anche di altri principi, anche se esso è banale".

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 05/06/2013 11:56
    Un racconto che scorre proprio come la favola di una realtà vera, con una morale su cui soffermarsi a riflettere per riuscire a dar senso al nostro vivere e a quello della umanità tutta, presente e futura.
    Complimenti!

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