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Un giorno qualsiasi

In un giorno qualsiasi, mi alzai al suono di una sveglia, un oggetto nato in un epoca già barbara, la vogliamo chiamare una delle prime protesi? Come e dove, e soprattutto a chi era venuta in mente un idea del genere?
No, niente barba, ormai da anni la mia pelle era liscia come la palla di un biliardo, ma le abluzioni si, a quelle non avrei mai rinunciato... fatte bene portano via tempo, l'acqua non serve solo per lavarsi, e poi le lozioni, o come le volete chiamare, un intruglio d'erbe annegate nell'olio, paura delle radiazioni? Forse... ma se ne era perso il senso della cosa, la notizia, forse addirittura la parola...
Il grande comunicatore dal P/C di casa non parlava ormai da anni di cose del genere... C'erano? E cos'erano? Qualcuno ne sussurrava urtandoti una spalla nella folla del metrò, bisognava esser prudenti, ogni incontro veniva ripreso da telecamere, gli assembramenti, vecchia paranoia del potere, erano temuti sommamente, sommamente... e per questo, oltre alle telecamere erano accesi microfoni, sempre, nelle pubbliche vie, nelle piazze, dappertutto... Ma nessuno osi dire che non c'era libertà, potevi andare, tornare, spendere, e poi ripartire... E siccome la libertà non si era mai potuta spiegare a parole, si era deciso in una grande assemblea di saggi che l'umanità aveva perso troppo tempo dietro quest' idea, così astratta... cos'era la libertà? Nata nella testa di chi aveva troppo tempo per pensare, frutto di una cattiva digestione di qualche filosofo?... Del resto erano spariti libri e documenti, testimonianze, ed anche le chiese erano musei... Ma non di opere d'arte ( finite chissà dove, qualcuno sussurrava, bruciate!)le chiese erano musei dello spazio, nude, con la loro architettura inesplicabile, non erano state abbattute, forse per ua forma di superstizione...
Ho divagato, scusate, stavo parlando delle radiazioni, e delle mie lozioni... Dunque, le radiazioni non si sa se c'erano... Del resto anche se c'erano la medicina avrebbe trovato un rimedio, a vivere si viveva, e pure a lungo, sempre e comunque, ed avere due, o quattro mani, oppure sei dita, che importanza poteva avere? Vivevi, vivevi... con più mani potevi fare più cose, lavorare meglio, e con sei dita, bè, avresti salutato meglio...
Così uscii, perfettamente lucido e cosparso, dopo una notte senza sogni, senza più sogni...

 

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5 commenti:

  • Fabio Magris il 12/08/2014 19:55
    Aspetto ulteriori racconti di tale genere. Confesso che ne vado matto. Scrivi pure di getto... l'importante è il contenuto. La forma e la grammatica la critico quando compero un libro... Da parte mia ben vengano i 3 puntini di sospensione quando c'è bisogno di una sospensione. Io ne abbondo sempre...
  • ciro giordano il 08/02/2014 21:45
    grazie Oissela, ho qualche altra cosetta che devo rivedere con calma però... grazie ancora
  • oissela il 08/02/2014 13:48
    Piacevole lettura e gradevole divagare.
    Come mai un solo brano all'attivo?
    Mi piacerebbe incontrare altri tuoi brani nella sez. Narrativa.
    Ciao.
    Oissela
  • ciro giordano il 11/05/2013 15:13
    grazie Charles, riconosco che andava guardato con più attenzione, sono contento che almeno per il contenuto ti sia piaciuto.. grazie per averlo letto
  • Anonimo il 11/05/2013 13:48
    Molto interessante, onirico, surreale ma fino ad un certo punto.
    Peccato per la forma; mi scusi l'autore ma non posso fare a meno di notare che, così come è buono il contenuto di questo brano, allo stesso modo è pessima la forma, la punteggiatura ed infine compare anche un errore ortografico che, in un racconto tanto breve, non dovrebbe comparire. Mi riferisco a un idea; si noti che idea è femminile.
    E poi le consiglierei di limitare al minimo, come suggerito da tutti i più autorevoli scrittori, l'uso dei tre punti di sospensione. Senza acrimonia. Un saluto.

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