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Sono arrivata ad una conclusione. Non sono in grado di fare la stronza. Non sono capace di non pensarlo, di non cercarlo, di farlo aspettare. Fare aspettare le persone, fare la preziosa non è nel mio carattere. Io sono più libera, senza frontiere. La faccio facile. E infatti mi vedono facile. Ma è quello che sono. Non credo di essere in grado di cambiarmi. Ci soffro, molto. Perché dopo vengo data sottointesa. Sempre, e da tutti. Data per scontata, mah sì, la Emma, chi se ne frega, posso non cercarla per giorni e tanto appena la vedo mi salta al collo e dopo dieci minuti scopiamo. Uno che mi dà il buongiorno alle 14. 00. Cosa devo dirgli? Mi manchi tanto Emma. E poi non hai neanche le palle di scrivermi ad un orario decente. Ci sto male. Tanto. Alterno momenti di depressione a momenti di felicità. Passo da attacchi di malinconia a sorrisi sinceri.
Ieri in partita ne ho ammoniti tre, espulso uno, e allontanato il mister, non ho paura di tagliarti fuori dalla mia vita. Tanto so che se ti risponderò 'Giorno ❤' dopo non avrò tue notizie fino alla sera, per la buona notte. Perché in realtà non gliene frega niente di me, nulla. Ma nulla dura. Ma non volevo fosse questa la fine. Scusa, non volevo andasse così. Ti voglio bene. Ti voglio bene con tutta me stessa, ma non riesco ad andare avanti. Mi piaci, forse ti amo, ma era meglio prima. Era meglio prima.
Ho il caos in testa. Mi mancavi. Eri il pezzo mancante. Eri quello che aspettavo. Eri quello che volevo. Sei quello per cui ora sto male, sei quello per cui la mattina non ho la forza di alzarmi, di fare ogni minimo gesto. Sei quello che ora odio. Ma dove prima c'era amore è normale che ora ci sia odio. Il punto è che non bisogna mai innamorarsi, bisogna sempre dare un'idea di distanza dalla persona. Ma io non ci riesco, non posso farlo, non sono così. Non sono preziosa, ma devo essere curata. Forse ti mancherò, ma troverai un'altra, tu starai bene. Ma non so come starò io. Non so quello che potrò fare, non so come reagirò. Non ne ho idea. Starò male? Sì, sicuramente. Ma più di così? È difficile, ma non impossibile, anzi è piuttosto probabile. Sto male. Non lo dico, ma lo grido. Devo ascappare da qui, ne ho bisogno. Devo isolarmi, devo prendermi una pausa. Devo stare sola. Senza te, e te, e te. Qualcuno mi tenderà una mano, prima o poi. Mi piaci, ma non puoi piacermi, perché mi fa star male. Molto male. E tu non te ne accorgi. Non capisci. E per questo sto iniziando ad odiarti.
Odio.
Amore.
Sono combattuta. Fin troppo. Ma cos'è l'odio senza amore e l'amore senza odio? Nulla. Ma, in fin dei conti, noi cosa siamo? Nulla. Viviamo nel nulla, e la mia sofferenza non è nulla, in fin dei conti. Nulla.
Sto commettendo un errore dopo l'altro, ma non fa nulla. Tanto. La vita va, la vita viene. E io sto male, e non c'è nessuno ad aiutarmi, non c'è nessuno ad amarmi veramente, nessuno che non mi voglia cambiare. Nessuno. Ma non demordo, non desisto, non ho intenzione, di aspettare ancora per stare bene. E il mio stare bene inizia con lo star male, perché dovrò separarmi da te. Ma poi staremo bene entrambi, insieme senza l'altro. Staremo bene, fidati di me. Lo faccio per noi, ti sto lasciando andare, forse ci ritroveremo. Un giorno. Ma non credo. Non siamo calamiti, non ci rincorriamo a vicenda. Ci dimenticheremo e basta. Ma saremo liberi, saremo felici. Tu con chi vuoi, io sola, a pensare, a cosa ho sbagliato sta volta perché tutto finisca così. Ma sarò pronta a riprovare, con un altro, e non farò gli sbagli che ho fatto con te. Saremo felici, insieme senza l'altro.

 

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