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Sogno con lapislazzuli

La notte del Venerdì Santo feci un sogno. Camminavo da solo in un largo viale occupato qua e là da tavolini con sedie dove la gente sgranocchiava qualcosa. Ad un certo punto il viale terminava in un muretto, oltre il quale ci stava direttamente il mare.

Al muretto, diversi bagnanti prendevano il sole in costume e osservavano le onde. Anch'io mi misi a osservarlo. L'uomo vicino a me, un uomo sulla sessantina leggermente robusto, si mise a conversare di qualcosa, mi parlò dell'oggetto che stringeva tra le mani. Notai una collana in oro con delle sfere blu in lapislazzuli (il lapislazzuli è una pietra semipreziosa usata in gioielleria fin dai tempi dei faraoni). Poi compresi: l'oggetto non era una collana ma un rosario. Il giallo dell'oro e il blu del lapislazzuli spiccavano al sole. Ma, forse per disattenzione, l'oggetto scivolò dalle mani dell'uomo direttamente oltre il muretto e cadde in acqua.
Fu così che entrambi scavalcammo il muretto per cercare di recuperarlo, invano.
Ad un primo tentativo, l'uomo riuscì ad acciuffarlo, ma il rosario come un serpente, sgusciò nuovamente e si perse fra le onde.
Costernati, con fatica, scavalcammo il muro per tornare indietro (nel frattempo il mare si era ingrossato ed ebbi il timore di non essere al sicuro).
L'uomo tornò dalla moglie e dalla figlia, che gli fecero una romanzina per essere stato così distratto e per essersi fatto distrarre da uno sconosciuto (anche se sembrava una così brava persona).

Dopo, da sveglio, andai a controllare in internet il significato del mio sogno: il rosario rappresenta la fede, il colore blu la spiritualità.
A dire il vero, il Giovedì Santo, ero entrato in Cattedrale verso le undici del mattino e la chiesa era stracolma di fedeli che ascoltavano la Messa, ma ne ero subito uscito, quasi ne fossi stato catapultato fuori da un senso di estraneità. In un mondo dove non c'è più spazio per la solidarietà e il rispetto, dove l'ipocrisia la fa da padrona, tutta quella gente che assisteva alla Messa mi era sembrata così finta, quasi senz'anima... e le statue dei Santi con aria di minaccia e di sfida!

Nel sogno, il rosario non appartiene a me ma ad "un uomo". La fede non è mai stata mia, ma si è mostrata in sporadiche occasioni. Il fatto che scivoli così velocemente (come un serpente) dalle mani, è chiaro. Basta un niente, una leggera disattenzione, e il gioco è fatto, la fede finisce inghiottita dalle onde. Sparisce dalla nostra vita lasciando un vuoto e un gran senso di solitudine (e una gran voglia di scappare dalla chiesa stracolma di fedeli).

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Vincenza il 10/04/2013 09:47
    Nel tuo racconto forse è parecchie persone si sentiranno di essere di fronte ad uno specchio. Tutti anche i miscredenti, gli agnostici, gli atei... hanno fede. Fede in una persona che amano, in un Dio che non vedono ma che sentono. Tutti a nostro modo preghiamo anche quelle persone ipocrite che vanno in chiesa per dovere. In realtà quello che conta è l'essenza... ovvero non è importante andare tutti i giorni a messa o scorrere il rosario ogni pomeriggio ma farlo con il cuore senza ipocrisie e nelle nostre azioni quotidiane, forse unica vera essenza.
    Molto significativo.
  • Anonimo il 30/03/2013 08:06
    Purtroppo, quella che spesso consideriamo fede è solo un coinvolgimento emotivo, tipico soprattutto del giovedì e venerdì santo. Anche chi crede d'aver fede è messo alla prova dal frastuono delle onde del mondo e spesso scopre la pochezza del proprio credere. La preghiera dovrebbe aiutarci a non interrompere questo legame con Lui, unico garante della nostra fede è della nostra coerenza.
    Vincè , questo mi fa dire il tuo significativo racconto, aperto ad innumerevoli altre riflessioni.
    Buona Pasqua!

1 commenti:

  • Anonimo il 30/03/2013 17:20
    Quello che conta, è la nostra risposta a prescindere dagli altri.
    Racconto interessante... ti confesso che qualche volta recito il rosario ma fatto col cuore.

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