PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Qui hanno deciso quanti anni è giusto c'hio abbia

Le diecimila pale del ventilatore. Sono solo tre.
È il movimento che inganna, che da forza. Se ti muovo davvero veloce puoi dare l'illusione di avere qualcosa in più. Il trucco.
Qui si parla di cose, opinioni, chi deve usare prima il cesso, chi ha la facoltà di decidere e chi no.
Qui hanno deciso quanti anni è giusto ch'io abbia; ventiquattro.
Il mio amico mi chiama dalla terra natia, la sento incastrata tra i polmoni.
Mi rendo conto che non è il materasso sul quale sprofondo, non le pareti macchiate di vita altrui, non la difficoltà di camminare a piedi nudi sul lido fatto di pietre appuntite, né l'odore sconosciuto di diciassette persone che occupano questo abitato fatiscente.
Le storie di questa gente che si intrecciano e chiedono di essere ascoltate.
Ma io non ho tempo.
Alle otto mi fermo a guardare il riflesso rosa del cielo sul mare, l'acqua perfettamente piatta, nessuna increspatura, qualcosa di omogeneo che non vedevo da mesi.
Le barche ci galleggiano sopra senza spostarsi di un millimetro eppure so che si spostano lo stesso.
Sulla strada di fronte a me non ci cammina più nessuno perché è ora di cena.
Mi concentro sulla bellezza, è relativa. Non provo niente.
Constato che forse non ho mai visto acque così limpide.
È il nuovo rito, stare lì a guardarle e ammettere che abbiamo qualcosa in comune: staticità.
M'interrompono.
"Guarda! Guarda cosa s'è fatta sul piede!"
Il ragazzino guarda il tatuaggio. Avrà si e no undici anni.
"Il mio è più bello del suo" continua il fratello maggiore "Il mio è grande e lungo".
Il ragazzino lo guarda, sorride, poi dice ma va a cagare va.
Suo fratello gli ha insegnato il senso della vita, gli ha fatto vedere cosa significa essere un figlio di puttana. Cresce a pane e bestemmie.
A volte li guardo e sorrido anche io, so che un infanzia non andrebbe mai sporcata.
Eppure mi chiedo se dentro questa realtà sia davvero possibile rimanere puliti.
Non ci crede nessuno.
Avere undici anni significa masticare più forte un pezzo di carne che diventa sempre più stretto, sempre più duro e stare attenti a non beccare mai l'osso.

 

2
4 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Anonimo il 10/04/2013 12:11
    La realtà va avanti sempre e comunque, con noi e senza di noi, ma certo sono determinanti le nostre scelte, anche se difficili.
    Pensiero profondo e apprezzato.

4 commenti:

  • Sonia il 10/04/2013 13:48
    Sono d'accordo con te Salvatore, scelte determinanti.
    Thank You Guys!
  • denny red. il 10/04/2013 01:35
    È un tema che.. ha un'infinità color di sfondi, di capitoli.. di titoli.. di inizi di fine di tempi di tempo..
    È un tema che...
    Ciao Viola!
  • Sonia il 06/04/2013 23:26
    La vita...è difficile. La vita è nostra, la vita prende la piega verso la quale noi l'indirizziamo. Forse, a volte, siamo noi che freghiamo la vita. Grazie mille di aver letto ed apprezzato,
    un bacio a te
  • augusta il 06/04/2013 08:59
    che dire mi piace...è molto forte... perchè la vita ritengo che sia una grande fregatura...

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0