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Il Cavaliere e la Strega

La nostra storia ha inizio in una tranquilla e prosperosa contea, un luogo fuori dallo spazio e dal tempo, in cui vivevano un padre e la sua bella figlia ventenne, Giselle. Un giorno, però, la pace di quella regione venne improvvisamente interrotta dall'arrivo di una strega e del suo drago. La strega ridusse in schiavitù l'intera popolazione, e con lei anche Giselle e suo padre. Le giornate per quella gente erano lunghe e faticose, perché tutti erano tenuti a praticare la propria arte a beneficio della strega. Molti per lungo tempo tentarono di spodestarla, ma senza mai riuscirci. Una sera, in una piccola casupola, alcuni giovani, tra cui la stessa Giselle, decisero che era ora di annientare la strega e di riportare finalmente la pace nella contea. Fu così che la notte stessa quei giovani si diressero verso il castello dove la strega aveva stabilito la sua dimora. Entrati di soppiatto nel castello, e ignari di cosa li aspettasse, alcuni di loro iniziarono a dar fuoco alle cose, ma, scoperti, vennero uccisi dal drago. I restanti, terrorizzati per quel che era successo, batterono in ritirata e trovarono rifugio presso un paese vicino, dove furono benignamente accolti dal re. Dopo essere stati tranquillizzati da quest' ultimo, la tremante Giselle iniziò a raccontare al re la terribile situazione in cui versava la sua contea. Gli raccontò della malvagia strega e del suo drago, che agli occhi dei nostri amici sembrava essere invincibile. Il re, carezzandosi il mento, fece convocare il mago di corte, un uomo potentissimo ed esperto di draghi, al quale avrebbe potuto chiedere consiglio. Il mago, pregando Giselle di descrivergli il più accuratamente possibile il drago, consultò il suo libro degli incantesimi e subito pregò il re di procurargli degli ingredienti magici, che gli sarebbero serviti per ottenere un potentissimo infuso, con il quale i giovani avrebbero così potuto sconfiggere il drago. A questo punto il mago chiese d'esser lasciato solo e, dopo tre giorni e tre notti, andò dal re e gli consegno un'ampolla che conteneva uno strano liquido color vermiglio. Avvertì però i giovani che la pozione avrebbe perso il suo effetto se non fosse stata somministrata al drago entro tre ore. I giovani ringraziato di tutto cuore il re per la sua ospitalità e il mago per l'infuso magico, partirono alla volta del castello della strega, certi di riuscire nella loro impresa. Giunti al castello, però, trovarono una spiacevole sorpresa: la strega, con l'ausilio delle sue forze magiche, aveva tramutato la popolazione della contea in esseri demoniaci, che si avventarono sui giovani, rendendoli come loro. Le speranze di riuscire a riportare la pace nella contea sembrerebbero a questo punto nulle, se non fosse che un giovane cavaliere, figlio del re di un regno vicino, di ritorno dalla guerra, venne a sostarsi dal re che benignamente aveva accolto i disperati giovani. Il cavaliere venne a conoscenza della triste storia e decise quindi di aiutare la popolazione della contea e soprattutto Giselle, di cui si era perdutamente innamorato, anche grazie alle meticolose descrizioni del re. Così, messosi in sella al suo fido destriero, si diresse verso il castello della strega, dove oramai il male la faceva da padrone. Entrato nella sala del trono, venne ricevuto dalla strega, il cui pallore fece per un attimo indietreggiare il cavaliere che, però, brandendo la sua spada, cercò di menare un fendente, ma non ci riuscì, e di tutta risposta la strega, con la sola forza del pensiero, lo gettò in terra, immobilizzandolo. Emettendo un'isterica risata, pensò d'esser riuscita ad assoggettare per sempre quella contea, ma dovette ben presto ricredersi. Infatti, proprio in quel momento, entrò nella sala del trono il mago che aveva dato ai giovani l'infuso magico. In un batter d'occhi ruppe il sortilegio che attanagliava il cavaliere, e gli diede una spada magica, con la quale il principe sconfisse per sempre la strega. In quel preciso istante si senti un forte lamento e un tonfo assordante: era il drago che, accasciandosi, moriva assieme alla sua padrona, alla quale era legato da uno strettissimo vincolo vitale. Improvvisamente anche i demoni ritornarono uomini, e tra loro spiccava l'angelica figura di Giselle, che si buttò tra le braccia del cavaliere, che la baciò teneramente. Qualche giorno dopo i due giovani si sposarono e regnarono su quella contea per tanti e tanti anni.

 

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1 commenti:

  • Carmela Vito il 07/04/2013 15:57
    bella storia con un bel lieto fine, ah sarebbe bello che fosse sempre cosi

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