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Gli occhi di chi ha visto un fucile puntato contro

Durante la guerra'' mia nonna disse: ''Avevo solo dieci anni, non c'era niente per nutrirsi. Quando un giorno ci fu un bombardamento e mitragliarono la strada, uccisero tante vite umane, di cui una cosa mi è rimasta nella mente e la ricorderò per sempre... Scesero dalle caserme abbattute dalle bombe, tutti questi tedeschi con il viso ricoperto di sangue, di polvere. In quel momento non vidi il mio nemico ma bensì fratelli ed esseri umani''
Mi disse.
''Sono arrivati gli Americani, ci hanno portato con loro. Quando arrivammo a casa, avevo appena scoperto di aver un fratello in meno. Il dolore mi sorpassò... È come se una parte di me, se ne andasse via col vento... Lasciando solo un eterno ricordo. Lasciando solo lacrime... Quelle lacrime che ti divorano l'anima, quelle lacrime che non riuscivi a trattenere. Di colpo è come se ti sei ritrovata da sola, ero al punto di urlare, ma non avevo neanche l'energia, la forza di far uscire quel male che ancora mi era rimasto in corpo, suggellato. Come quando dentro ad uno scrigno ci metti qualcosa.
Lì dentro a quello scrigno avevo messo la speranza che svanì di colpo dopo quella giornata intera, che sembrava non passar mai...
Che le tenebre, le cose oscure, avevano preso vita e avevano attaccato la felicità, che se ne stava lì in attesa, guardando tutto il male venire su di noi...
Vedendo tutte quelle lacrime scendere, è come se si fosse aperto il petto... Il bene che provavo per mio fratello non si poteva sostituire con niente al mondo... Dalla finestra, affacciata, guardavo i volti delle persone, senza più un sorriso, senza più quella gioia, quella voglia di vivere che circolava nell'anima. Era una pugnalata al cuore. È come se un fiore appassisce... È come se un colpo di vento viene, e la porta sbatte fortemente... Il rumore della porta, nel momento in cui si sente, ti fa paura e inizia a battere il cuore... Ed a ogni battito era una paura in più. E questo, anche per le bombe, appena ne tiravano una giù a terra, i cuori non riuscivano a rimanere tranquilli... Le case bruciate. Negli occhi della gente si nascondeva l'odio, il fuoco, la paura di non ritrovarsi più...
La paura di non ritrovare la mano della persona che amano...
Di girarsi, di non ritrovare, nessuna ombra, nessuno che ti dica ''Non sei solo''.
In quegli occhi chissà se quella felicità avrebbe fatto visita ancora.
Se qualcuno aveva ancora quella spinta da Dio che gli permetteva di fare quel passo per andare avanti... Per togliere quel male che si sentiva nelle vene. Vedere i visi delle persone bruciati ed infuocati, quella carezza delle persone a cui volevano bene che non hanno più, quella smentita voglia di essere di nuovo ''uniti'', di essere di nuovo ''completi''...
Quando sei ad un passo dalla morte, la paura di non esserci più. La paura di non avere più posti in cui nascondersi...
Cosa ci rimarrà ora? Verrà ancora a trovarci la Speranza?
Quella che ci dava una mano per non farci sentire soli... per accompagnarci in una nuova vita anche se certe persone non ci sono più. Anche se certe persone non sono qui davanti a noi... Ce la faremo? Vorrei avere una risposta da chi ci guarda lassù e tace... Ma io lo so che Dio esiste... Sennò perchè io sarei ancora qui?
Come tanta altra gente che ha avuto la fortuna di salvarsi e di sfuggire da così tanta cattiveria e di slegarsi da quelle catene...

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 09/04/2013 13:03
    Le parole corrono senza arrestarsi, quasi avessero il timore di non essere lette, come gli uomini e le donne, inseguiti dalla morte, dall'atrocità della guerra... Una narrativa fluida, scorrevole, che lascia ai brividi la priorità sullo scritto. Bene, molto bene.

3 commenti:

  • Martina Di Toro il 09/04/2013 13:38
    Grazie di cuore a tutti voi!^^
  • denny red. il 09/04/2013 02:26
    È intenso.. profondo come il mare.. fondo come un lago..
    Ben Scritto! Brava Martina.
    Piaciuto!
  • rea pasquale il 07/04/2013 06:51
    Queste cose non andrebbero mai dimenticate. L'uomo è ambivalente, è capace di cose terribili e di cose edificanti. Questo racconto ci insegna che in fondo non esiste l'altro, siamo tutti uguali. Grazie.

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