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Cosa possono scatenare gli occhi di un bambino alle persone?

Ecco. Il sole finalmente stava uscendo... Alcuni raggi di sole, coprirono il viso delle persone. C'era il sole, ma non per tutti il sole significava felicità. Non vuol dire che se c'era il sole, c'era l'allegria. E infatti, per alcuni non era affatto così. In un angolo della strada, c'era seduto un bambino, su un marciapiede. Se ne stava lì, con occhi bassi, a guardare il vuoto, sperando, che qualcuno gli dedicasse attenzioni. Ma ormai ci aveva fatto l'abitudine, nessuno gli degnava di uno sguardo, le persone attorno a lui, facevano le cose tranquillamente, mentre lui, aveva sempre avuto bisogno di un attenzione, di un gesto, di un qualcosa che lo avrebbe reso felice e mai assente, come ora. Invisibile, e spesso trattato come fosse Niente. Era trattato come una semplice foglia, che, quando si va in giro, quella foglia si può calpestare e fare quel che si vuole. Ma quella foglia, aveva dei sentimenti, rappresentava molto. Ma le persone non lo prendevano mai sul serio. Non erano mai interessati dei suoi discorsi, ognuno faceva i propri affari. Ognuno si dedicava del tempo, e chi invece, avrebbe perso tempo con un bambino come lui? ''Di anime buone, non ce ne sono. Di anime che ti guardano ancora con occhi dolci. Sono tutti disinteressati e si interessano soltanto al proprio lavoro, ai loro figli e mai ai figli degli altri, oppure a chi è in difficoltà... La cattiveria nel mondo può arrivare fino a questo punto? Se me lo chiedessero, gli risponderei di sì, può arrivare a questo punto, e con me se la stanno prendendo. Con me che sono solo un ragazzino. In questi casi si dovrebbero tirar fuori gli artigli, ma purtroppo non ne ho la forza. E sai che c'è? Sarebbe inutile e devastante. Sprecheresti solo parole, con persone che non ascoltano le tue idee. Direbbero che sono solo un bambino, come sempre, alla fine. Ci si fa l'abitudine, tutto qui.'' Diceva sempre lui, accovacciato. Girò lo sguardo verso i passanti, guardava alcune famiglie, che sorridevano e scherzavano allegramente, e si chiedeva il perchè lui non poteva essere felice in quel modo. Si chiedeva cosa gli mancava, ma lui lo sapeva che cosa gli mancava, ma continuava a ripeterselo nella testa. Rimbombavano nella sua testa, queste parole ''Sono solo solo'', gli occhi del bambino diventarono lucidi in un secondo, le mani iniziarono a tremare e quella voglia tremenda di fermare qualche famiglia e dire ''prendetemi, ho bisogno di essere salvato... Ho bisogno di una famiglia tutta mia''. Quelle parole però, benchè erano importanti e prive di significato, non uscivano fuori dal ''guschio'', dall'anima. Se ne stavano lì, in attesa di uscire, e scatenare una marea di emozioni che solo lui, per ora, conosceva. Stava calando la notte... Il sole stava svanendo, le nuvole coprirono il sole, e il bambino iniziò a preoccuparsi. Quando fece arrivo la notte, lui era sempre agitato, e non riusciva a calmarsi, perchè non aveva mai avuto un posto dove dormire, nessuno che lo accudiva. Il vento tirava lentamente verso di lui... Una signora stava attraversando la strada, si chiamava Mary, è lei che ci raccontò di questo bambino di nome Peter. Mary si bloccò un attimo a fissarlo, per poi raggiungerlo. ''Mi posso sedere qui vicino a te?'' Chiese Mary sperando in un sì. Peter gli fece un po' di posto, e annuì con un sorriso. A pochi dedicava un suo sorriso. Finalmente qualcuno che gli dedicava attenzioni, non gli sembrava vero. Mary gli porse la mano, e con gentilezza, disse ''Io sono Mary'', si presentò. ''Peter'', rispose il ragazzo con un tono un po' distaccato ma gentile. Aveva sempre avuto paura delle persone. Paura delle loro reazioni verso di lui, di una risposta un po' detta male, di quando alzavano la voce. Forse un pò, questa paura ce l'aveva fin da bambino. Ora aveva dieci anni. ''Guarda che loro non sono più fortunati di te... Magari li vedi felici, sorridenti, ma dentro, hanno come tutti, un sacco di problemi.'' Disse Mary, guardando come gli occhi di Peter, erano interessati ad ogni volto che passava. ''Sì lo so...'' Rispose Peter ''Ma però loro una famiglia ce l'hanno... Qualcuno che li accudisca, che se non tornano a casa, gli telefonano e gli chiedono a che ora arrivano... Loro ce l'hanno, chi, alla porta li aspetta. Chi si preoccupa per loro. Io no... E mi chiedo sempre il perchè. é un punto interrogativo alla testa. È un tormento. Ho sempre scavato dentro di me, alla ricerca di questa risposta tanto aspettata. E sono arrivato ad una conclusione... Se ho questa vita, è perchè avrò fatto qualcosa di tremendo. Sono io che sono sbagliato.'' Aggiunse Peter, con tono triste e arrabbiato. Parole confuse, che avrebbero dato fastidio a chiunque. Da dove proveniva quella tristezza? Si chiedeva Mary pensando. Con una mano, Mary, accarezzò i capelli del ragazzo, dolcemente, fissandolo gli disse: ''Vieni, voglio mostrarti qualcosa...'' Gli disse, lo portò con sè dentro la sua casa. Appena entrò Peter, si sentì subito a casa. Venne accolto dalla famiglia di Mary in modo caloroso. E non se lo aspettava, non venne mai trattato così, e quindi per lui, era una specie di ''miracolo''. Era come uno di famiglia, ormai. Passarono un paio di giorni. Era una mattina, erano le sei, gli uccelli cinguettarono. Peter si alzò dal letto, e in punta di piedi, scappò di casa senza far rumore. Mary dopo un pò, si accorse del rumore della porta. Lì c'era molto silenzio, erano in campagna, e quindi si potevano sentire tanti rumori. Indossò le pantofole, e andò verso la camera di Peter. Il letto era vuoto, iniziò a chiamarlo insistentemente, ma non ci fu risposta. Ancora una volta provò, ma niente. Si iniziò da quel momento a preoccupare, i suoi occhi erano coinvolti, si chiedeva dove era andato a finire, se le stava facendo uno scherzo. Ma poi capì. Con lui, già dal primo sguardo, aveva capito che sarebbe resistito poco dentro quella casa. Perchè non ci era abituato a tutto quell'affetto, non lo aveva mai avuto d'altronde. Mary si rivestì, e uscì di casa. L'unico posto dove poteva essere, era in quel bosco, vicino la sua casa. Infatti, lo trovò poco dopo disteso sopra un albero. ''Peter!'' Urlò. Era un urlo di sollievo, finalmente non si era fatto niente di grave. Stava lì, con occhi cupi e discreti, paura che qualcuno si avvicinasse. ''Non avvicinarti! Allontanati...'' Disse Peter. ''Se sei venuta qui per riportarmi a casa, te lo dico già da adesso: No, non vengo. Risparmiati la predica. Tanto non me lo merito. Perchè devo avere tutto quell'affetto? Se ho questa vita, ci sarà un motivo. Se devo essere triste ci sarà un perchè. Perchè vuoi cambiarmi la vita? é vero, attendevo da tempo questo momento, ma non sarò mai pronto... Volevo una famiglia tutta mia, qualcuno che mi diceva quando sbagliavo, e quando era l'ora di fare i seri, ora che ce l'ho avuta, non so perchè faccio così... Non me lo merito proprio, lasciami stare!'' Urlò Peter, ancora una volta. Ma Mary, alle sue parole gli diede poco conto, con un sorriso, si avvicinò a lui. Per sbaglio lui cascò dall'albero. ''Ti sei fatto male?'' Chiese Mary. ''No, tranquilla.'' rispose in tono freddo Peter, mentre i suoi passi si distanziarono sempre di più da quelli di Mary. ''Tu questa famiglia te la meriti più di chiunque altro. Se sono arrivata io, è perchè è il destino che mi ha portato qui... Tu ne hai bisogno. Se non te la meritavi, non veniva nessun segno, niente di tutto questo. Credimi. '' Disse Mary sicura delle proprie parole. Mentre a Peter, scesero alcune lacrime dal viso. ''Scusa'', Disse Peter, mentre l'abbracciò. Un abbraccio spontaneo, che fece tacere entrambi, e che riportò la serenità. ''é tutto ok. Non sei solo. Ci sono io, c'è mio marito che ora sarà tuo padre, ci sono i miei figli che ora diventeranno i tuoi fratelli... Puoi contare su di noi, da ora. E non ci riprovare a scappare di nuovo, intesi?!'' Raccontò Mary scherzando. Da ora Peter aveva appena conosciuto la felicità. Era un attimo. Delle volte viene, neanche te ne accorgi della sua entrata, ma te ne accorgi soltanto alla fine. Ora Peter, se vedeva una famiglia, non gli importava granchè, perchè ormai gli interessava la sua. Si chiedeva solo, se c'erano altri bambini come lui, che avevano sofferto in passato come lui. Sperava soltanto che questi bambini, ritrovarono casa anche loro, e che avrebbero avuto la fortuna che ha avuto Peter pochi attimi fa.

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