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Post-it

Non sembrava vero. Il corpo freddo di quella donna galleggiava in un mare di sangue come uno di quei canotti gonfiabili che i bambini usano per giocare a riva. Gli occhi spalancati erano l'immagine del terrore, la testa leggermente rivolta verso sinistra, come se stesse dormendo. Non serviva la scientifica per capire che era stata uccisa con un coltello, colpita più e più volte con una ferocia fuori dal comune, in un crescendo di rabbia e morte, follia e istinto omicida. La casa sembrava in ordine, a parte qualche sedia spostata e un vaso rotto, probabilmente nella guerra tra la vittima ed il suo aggressore. Non c'erano segni di scasso. Suo marito era lì, tornato di corsa dal lavoro, a guardare il corpo di sua moglie come non l'aveva mai visto. Nessuna lacrima, nessuna parola. Bloccato, in piedi davanti alla donna della sua vita, distesa in un fiume rosso, addormentata per sempre in un incubo. C'era un particolare che colpiva gli inquirenti e tutti quelli che si imbattevano nel corpo della trentanovenne uccisa: i vestiti erano intatti, tutto lasciava intendere che non ci fosse stata alcuna violenza sessuale, ma la donna aveva il braccio sinistro nudo, la manica della maglia di seta rosa era stata strappata e portata via, e sul braccio un biglietto colorato, un post-it. C'era scritto MAMMA, a caratteri grandi e con inchiostro blu. La donna aveva un solo figlio, aveva otto anni. La scena del crimine escludeva che un ragazzino potesse aver combinato tutto quel macello. Il marito, interrogato dagli inquirenti e entrato di diritto in cima alla lista degli indagati, non riusciva a darsi pace: sua moglie era una donna buona, amata e apprezzata dal vicinato, con molti amici e nessun nemico. Quel corpo, quel biglietto, quella scritta sul braccio spogliato della manica, non c'era una spiegazione logica a quel macabro disegno. Sembrava un incubo, un delitto così efferato e strano. In una casa normale, senza nessun segno di effrazione e senza indizi che conducessero ad una rapina finita male, il corpo di una donna era riverso a terra, inondato di sangue, con un biglietto sul braccio sinistro nudo con la scritta MAMMA, grande e con inchiostro blu.
Un uomo, da lontano, guardava quella casa circondata da auto della polizia e si chiedeva perchè tutte quelle persone erano così incuriosite dalla situazione. Gli dava fastidio la morbosità della gente, assetata di gossip e cronaca nera. La morte, quando non tocca da vicino, piace guardarla. Quando era successo a sua madre, vent'anni prima, lui aveva otto anni. Abitavano in una bella casa, non molto grande ma con un bel giardino che la faceva sembrare la casa di persone ricche, persone da derubare. Successe che entrarono in due, urlavano e ridevano come pazzi. Lui ebbe soltanto il tempo di nascondersi nello sgabuzzino e guardare la scena da uno spiraglio della porta semi aperta. Sua mamma, alla vista di quei due, cominciò ad urlare come una forsennata per attirare l'attenzione del vicinato, colpendo di sorpresa i criminali, che tentarono di zittirla afferrandola per un braccio e portandole la mano alla bocca. Furono attimi concitati, secondi in cui successe di tutto. Sua madre, una donna bella e generosa, combatteva senza paura, mentre lui non ebbe il coraggio di uscire. Nella colluttazione le strapparono la manica della sua maglia rosa, prima di colpirla con una coltellata alla gola e scappare. In quel momento finì tutto. La paura, la vita di sua madre, la sua vita. Non l'avrebbe più rivista, non vide più nessuno. Neanche tutte quelle macchine che illuminavano di blu la casa di quella donna morta, uccisa con quattordici coltellate e segnata da un biglietto giallo.
Il ricordò gli provocò strane sensazioni. Voltò le spalle a quella scena e corse via, lasciandosi dietro un pezzo di seta rosa.

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • stella luce il 13/04/2013 07:53
    Nn amo questo genere di racconto, ma mi ha rapita nella lettura... bravo!!!
  • Rocco Michele LETTINI il 13/04/2013 05:34
    UNA SEQUELA GIALLA MIRABILMENTE COSTRUTTA... PIACEVOLE LETTURA PIERPAOLO

3 commenti:

  • Anonimo il 07/05/2014 23:53
    ottimo racconto scorrevole e dalla trama oiginale ed interessante. complimenti
  • Pierpaolo Orefice il 18/04/2013 17:11
    Hai pienamente ragione sulla questione della ripetizione nella frase del bambino, Charles. A volte ci sfuggono cose elementari. Per quanto riguarda la scritta Mamma, è una cosa voluta, come la lunghezza del racconto (breve). Ciao e grazie.
  • Anonimo il 18/04/2013 14:08
    Una buona penna, pur se in alcuni casi ci si lasciano sfuggire ripetizioni, come il periodo: " La donna aveva un solo figlio, aveva otto anni."... molto meglio scrivere un solo figlio, di otto anni.
    Poi c'è la ripetizione della descrizione della scritta mamma, l'inchiostro blu... insomma, migliorabile, pur se di buona fattura.
    Infine ci si chiede se la brevità del brano sia una scelta oppure la mancanza di frecce nella faretra.

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