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Il cuore è ancora vuoto

Brest, domenica 21 aprile 2013, seduta su di una panchina guardo ancora una volta il tramonto, osservo i gabbiani volare bassi sul mare stranamente quieto, ma chi si accorgerà che Lei non c'è più.
Poco distante dei bimbi, amorevolmente guardati dalle loro mamme, si rincorrono gioendo di quei pochi raggi di sole che questo inizio di primavera ci regala. I bimbi hanno in mano dei palloncini, le loro voci riempiono l'aria, i loro volti spensierati riempiono i cuori delle mamme. Spesso ho dei flashback di quando la vidi per la prima volta. A volte mi soffermo a pensare alle sue labbra, al suo viso, al suo sorriso. Dio fa che il suo ricordo non sfumi mai. Una lacrima mi riga il volto. Ho il cuore a pezzi, il dolore è ancora troppo vivo per godere di questo clima gioioso. Una bimba con il suo palloncino azzurro si avvicina e...
- <anche la tua mamma è lassù in cielo?>
Mi guarda, si aspetta una risposta...
- <no piccolina è la mia compagna che è volata lassù!>
Si avvicina un uomo molto giovane, molto triste, troppo giovane per essere cosi triste, accarezza con tenerezza la bimba...
- <la sua mamma è morta, adesso ci guarda da lassù>.
Con delicatezza accarezzo la bimba.
- <Sei piccolina ma diventerai una donna. Diventerai una donna con le ali.>
Sorride.
- <Se vuoi, mandiamo il mio palloncino lassù in cielo per la mia mamma e la tua compagna>.
Mi alzo, asciugo le mie lacrime, bacio quel palloncino, il dolore non è solo mio, guardo il messaggero del nostro amore volare sempre più in alto e...
con il cuore pieno di pace torno a casa dalle mie figlie.

 

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5 commenti:

  • Caterina Russotti il 15/09/2013 13:36
    Scusa il sta arrivando! Dimentico sempre di correggere prima di dare l'invio... Era "sa".
  • Caterina Russotti il 15/09/2013 13:34
    Mi spiace che in molti non abbiano letto il tuo racconto... Io sono l'ultima persona che possa dirti se la prosa è scritta correttamente.. Certo è che leggendola, non solo mi è piaciuta... Soprattutto nella parte della bimba che capisce la donna più di quanto possa immaginare il padre.. Tanto che usa la parola compagna e non per le nostre mamme.. Ma soprattutto perché i sentimenti in questo racconto vengono trasmessi con delicatezza in chi Sto arrivando! Leggerli e coglierai. Complimenti
  • Anonimo il 15/09/2013 13:14
    si snetono davvero le lacrime... lasciano una scia... e poi i bambini sono la voce "più vera" che c'è...
  • Vincenzo Capitanucci il 13/05/2013 13:41
    letto con molto piacere Andrea... dolcezza e sensibilità... c'è molta Francia... nei Tuoi racconti... da Brest a Parigi... o meglio nella Tua vita... essendo autobiografici...
  • Anonimo il 09/05/2013 17:07
    Poche letture e nessun commento... strano.
    Comunque anche per questo brano posso dire che il commento fatto all'altro calzerebbe pure qui.
    Unica cosa: non ho ben capito se lei è sposata, oppure no, come ha avuto due figlie e quando si è resa conto della sua omosessualità. Non per entrare nella sua intimità, mi creda, ma solo per poter meglio capire il suo brano. Un saluto.

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