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La guerriera

Abituata a cavarsela da sola, Leya non fece tanto caso alla carovana che transitava in fondo alla valle, pensava anzi che qualsiasi aiuto, le venisse offerto, era solo un ostacolo al suo cammino, quindi si preoccupò di rimanere il più possibile nascosta, senza tuttavia rallentare la marcia, ma sempre attenta a non avvicinarsi troppo.
Era cinque giorni che camminava, in quel territorio selvaggio e sconosciuto, ma dove sapeva muoversi con destrezza, cibandosi con piccole prede arrostite, amare radici vegetali e dissetandosi con frutti dolciastri e acqua di magri ruscelli, era diventata una guerriera sfuggendo alle regole del villaggio che la volevano moglie sottomessa e madre prolifica, era cresciuta tra rozzi uomini dediti alla caccia e donne esperte nel crescere la prole, ma ne gli uni, ne le altre l'avevano domata quando era una ragazza, figuriamoci adesso.
Quando decise di abbandonare il villaggio, era certa che nessuno l'avrebbe seguita ne cercata, in fondo, a chi mai poteva interessare una donna che tutto sapeva fare tranne che essere una degna moglie ; agli occhi degli uomini del villaggio, lei appariva come una figura incompleta, troppo asciutta e muscolosa per generare la vita, troppo astuta e intelligente per sottomettersi alle regole domestiche. Così, quando per due giorni non la videro rientrare, nessuno se ne preoccupò.
La carovana avanzava pigramente sospinta dalle possenti zampe di quadrupedi mansueti, in testa alla fila c'era il carro di Yark, esperto e rispettato uomo che guidava il resto del gruppo con coraggio e imparzialità, tanto da essere stato eletto loro Capo indiscusso. Con lui, viaggiava la moglie ed i quattro figli, tre maschi poco più che ragazzi e una femmina Shara, già in età da marito.
Yark, conscio della sua responsabilità, stava sempre attento a non mostrarsi mai debole ed insicuro,
anzi, faceva della sua fierezza un arma contro la quale nessun altro uomo poteva competere, sapeva guardare sempre più lontano di qualsiasi altro, annusava ogni ostacolo prima che si presentasse, prevedeva le intemperie prima che si scatenassero e, nell'occorrenza, difendeva chiunque fosse stato in pericolo, con la sua forza ed abilità , in quanto ad astuzia, non era secondo a nessuno, e se mirava con l'arco una preda lontana, difficilmente mancava il bersaglio.
Ma tutte queste sue doti non bastavano per accorgersi che la sua carovana era seguita e spiata , da Leya.
In quella landa desolata, la carovana di Yark rappresentava, in fondo, l'unico punto di riferimento e nell'occorrenza l'unico posto dove rifugiarsi nel caso fosse stata attaccata da qualche selvaggio in cerca di vittime che, seppur raramente, imperversava in quei territori, anche se Leya non possedeva nulla di prezioso, rimaneva sempre una giovane donna, che anche il più grezzo uomo avrebbe voluto possedere, non sapendo che questo lo avrebbe di certo portato a morte sicura.
Ma le stelle erano con loro, il viaggio proseguiva senza ostacoli e giunti nei pressi della sorgente del fiume decisero di concedersi una pausa rigenerante, dove poter allentare le cinghie alle bestie e dove togliersi di dosso la stanchezza, riempiendo le pelli di nuova acqua pulita.
Anche Leya decise che era giunto il momento di lavarsi via i sudori del cammino scivolando in

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 28/05/2013 23:40
    È un racconto gradevole, interessante, dove si denota una gran voglia di dare libero flusso alla scrittura. Un controllo più attento alla punteggiatura e alla euilibrata suddivisione dei periodi lo renderebbe ancora più fruibile ma queste sono soltanto mie considerazioni personali che lasciano il tempo che trovano.
    Apprezzata,

2 commenti:


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