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Insano

Insano

Suonai il campanello restando in attesa. Nessuna risposta, solo il ronzio della porta automatica che si apriva. Come sempre, feci le due rampe di scale con calma, assaporando lentamente ciò che avrei trovato di li a poco. La porta era socchiusa, una lama di luce verde filtrava dallo spiraglio, e il forte sentore d'incenso mi penetrò subito le narici, provocandomi il consueto inebriante stordimento. Varcai la soglia e richiusi con calma, evitando che anche il più piccolo rumore potesse rovinare quell'atmosfera densa di promesse e mistero. Lei, seduta sul divano, mi osservò attraverso la maschera che era solita usare durante i nostri incontri, una sottile striscia nera di pelle a coprirle gli occhi e parte del viso. A parte quella era completamente nuda. Le gambe accavallate esaltavano i polpacci scolpiti e muscolosi mentre i capezzoli, duri e appuntiti, spiccavano come due dardi al centro dei seni pieni e sodi. Le labbra carnose, lucide di rossetto, stringevano un bocchino sottile color avorio, il volto circondato da un'impalpabile nebbiolina azzurrognola. Chiusi gli occhi e li riaprii, quasi che quella visione fosse solo un sogno, frutto insano della mia fantasia malata e vogliosa di perversione. Ma bastò il suono della sua voce a riportarmi alla realtà, una voce roca e profonda, una voce che mi sciolse ancora una volta come ogni volta. Obbedendo all'ordine, mi lasciai cadere sul divano e attesi. Non gradiva che prendessi l'iniziativa, tutto doveva partire da lei e solo lei avrebbe dettato i tempi, da quel istante ero semplicemente il suo schiavo.
Trascorsero minuti interminabili, durante i quali faticai a mantenere il controllo. Potevo sentire e vedere i battiti del mio cuore martellarmi e sollevarmi la camicia sottile, la volevo ma dovevo attendere. Dopo quella che mi parve un'eternità, tolse ciò che rimaneva della sigaretta dal bocchino spegnendola in un portacenere a forma di conchiglia, quindi si voltò nella mia direzione. Non avevo dubbi su ciò che sarebbe successo di li a poco, ciononostante sentii l'eccitazione aumentare a dismisura e la mia mano, mossa da forza propria, corse alla cerniera dei jeans. Il colpo arrivò senza preavviso. Un dolore lancinante seguito da un bruciore altrettanto lacerante mi partì dalla mano sino ad arrivarmi al cervello. Come d'incanto, un frustino era apparso nelle sue mani. Le dita lunghe e affusolate lo stringevano con fermezza, mentre le labbra assunsero una piega sadica e gli occhi, sotto la maschera, luccicarono d'eccitazione. Mi prese la mano e se la passò sui seni, la scia di sangue fresco risaltò netta sulla pelle candida, quindi mi afferrò la nuca e mi ordinò di ripulirla...

Fu la donna delle pulizie a ritrovare il corpo. Intenta a pulire il pianerottolo, avvertì subito l'odore pur tenue dell'incenso. La porta era semi aperta, e dall'interno non filtrava un ben che minimo spiraglio di luce. La cosa le apparve strana in quel palazzo signorile e abitato da persone benestanti, nessuno si sarebbe mai sognato di andare a dormire senza chiudersi bene dentro. Cautamente, spinse l'uscio mettendo appena dentro la testa. Immediatamente fu assalita da un altro odore che, mischiato a quello acre dell'incenso, le bruciò occhi e gola. Non riuscì a capire di cosa si trattasse, solo che era sgradevole, molto sgradevole. A tentoni cercò l'interruttore e lo trovò. L'urlo scosse il palazzo sin alle fondamenta e, nel volgere di qualche minuto, una piccola folla si era radunata davanti all'appartamento. La povera donna, semi svenuta e in stato di shoc, fu portata via da un paio di inquilini, mentre i più coraggiosi entrarono e inorridirono. Il salotto era praticamente tappezzato di sangue. Le pareti, il pavimento piastrellato di bianco, per non parlare del divano dello stesso colore. E proprio sul divano si trovava la parte più ampia del corpo, tronco e arti inferiori. Un braccio, staccato di netto alla base della spalla, spiccava bluastro in un angolo mentre l'altro, tranciato all'altezza del gomito, sporgeva da sotto un tavolino basso, anch'esso lordo di sangue. Dal tronco erano stati asportati i seni, al loro posto due cavità nere con i tessuti lacerati ben evidenti. Ma a coloro che fissarono inebetiti quello scempio non sfuggì un particolare, nessuna traccia della testa. Più tardi la scientifica avrebbe fatto passare l'appartamento in ogni suo centimetro, ma del capo della vittima nemmeno l'ombra. Inoltre, le mani e le dita erano state praticamente scuoiate via, come se l'assassino volesse rendere praticamente impossibile il riconoscimento attraverso le impronte digitali. Cosa che in effetti mise in notevole difficoltà gli inquirenti, unita al fatto che, pur sembrando incredibile, nessuno dei vicini seppe dire con esattezza chi occupasse l'abitazione.- Una volta era un palazzo serio...- Disse con voce sdegnata un anziano signore. Alto e magro, indossava una vestaglia da notte d'altri tempi decisamente troppo larga.- ... abitato da persone per bene e ci si conosceva tutti...- Più tardi, gli inquirenti vennero a saper che la proprietà dell'intero palazzo era stata, di recente, venduta ad un'agenzia immobiliare molto nota. Essendo molto vicino al centro e a svariati uffici, l'agenzia non era andata per il sottile, affittando gli appartamenti a prezzi elevati e non accessibili a tutti. Per la maggior parte, si trattava di avvocati o funzionari di banca, persino il direttore del più grande istituto di credito della città vi aveva soggiornato per qualche tempo, in attesa che fosse ristrutturata la propria villa in periferia. Gli impiegati dell'agenzia confermarono che l'appartamento era stato affittato tre mesi prima a una giovane donna, tale Anya Nowak, di origine polacca. Ballerina di nightclub professionista, si era presentata con denaro contante asserendo che avrebbe dovuto soggiornare in città per sei mesi circa, pagando anticipatamente l'intero periodo. Solitamente il regolamento prevedeva un minimo di un anno, ma la giovane, dopo aver riaperto il portafogli, aveva aggiunto un notevole extra, chiudendo sul nascere la questione. Non l'avevano più rivista.

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2 commenti:

  • danio il 09/06/2013 10:16
    Felice ti sia piaciuto, grazie e buona domenica.
  • Ellebi il 09/06/2013 01:47
    Un racconto dell'orrore perfettamente confezionato. Il pazzoide assassino, noto, è un prete... ed è pur vero che di questi tempi in cui pare ci siano solo ecclesiastici cattolici pedofili, il personaggio risulta verosimile, rendendo verosimile tutto il racconto. Bravo dunque, e saluti.

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