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Amore meccanico

Non c'è niente di peggio per una vecchia auto del piazzale di uno sfasciacarrozze.
Meglio una bella strizzata con una pressa idraulica e poi l'altoforno che anni e anni alle intemperie, circondati da centinaia di auto nelle stesse condizioni.
Lui era un FIAT 1100 - 103 Unificato del 1957 e ancora ricordava quando erano andati a prenderlo alla Filiale.
< Guarda come è lucido, proviamo i sedili, dai babbo metti in moto. >
Anni e anni di onesto servizio con poche riparazioni e tanti viaggi in giro per il mondo poi, quando i primi acciacchi si erano fatti sentire, era stato riportato alla stessa Filiale e sostituito con una fiammante 131 Diesel.
La vita comunque era ripresa con un onesto muratore che lo aveva trasformato un po' in una specie di furgone/ricovero attrezzi e per molti anni aveva continuato la sua attività.
Ma un brutto giorno successe una cosa terribile; il differenziale si ruppe.
Fu rimorchiato da un meccanico che, dopo averlo smontato, sentenziò che il differenziale non era riparabile e doveva essere sostituito con una spesa astronomica e tempi lunghissimi.
Dopo settimane di attesa per la decisione, arrivò la sentenza; sfasciacarrozze.
Lo portarono al piazzale in un giorno di pioggia e lo sistemarono senza troppi complimenti tra lo steccato e una Kadett 1300 del '65.
Aveva i pistoni spezzati dal dolore e non trovò alcun conforto nella Kadett che, forte della sua provenienza teutonica, era piena di sussiego e stava sulle sue ruote.
Essere accanto allo steccato da un lato era comodo ma da un altro era ancora più doloroso perché da li poteva vedere la statale sulla quale aveva tante volte sfrecciato e che ora era irraggiungibile.
Ogni tanto qualche appassionato veniva ad informarsi per un acquisto ma, quando sapevano del differenziale da sostituire, cercavano qualche altra macchina.
I giorni più brutti erano quelli nei quali venivano a prendere qualche pezzo; un alzacristalli, il carburatore, lo spinterogeno; un vero stillicidio.
Un giorno vennero a prendere la Kadett per portarla alla pressa e, sinceramente, questo distacco non lo rattristò.
Quel posto rimase libero per mesi finché un giorno, finché un giorno portarono una nuova ospite.
Il millecento non credeva ai propri fari quando capì che la nuova ospite sarebbe stata sistemata accanto lui al posto della Kadett e sentì qualche vibrazione nel monoblocco.
La nuova ospite era una Alfa Romeo Giulietta spider del sessantuno colore celeste cielo; aveva qualche rigatura e la capote era rattoppata ma le linee erano ancora splendide e il fascino immutato.
Quasi aveva timore di attaccare discorso ma, dopo aver visto alcune gocce uscire dai lavavetro, prese coraggio:

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 11/09/2013 15:43
    Abbiamo un eccellente autor de favole, e ne sono molto contento!

4 commenti:

  • Chira il 23/09/2013 14:14
    L'anonimo del 18/07/13 è di Chira...
  • Anonimo il 18/07/2013 08:36
    Sarà che oggi sono particolarmente a "pelle scorticata"... mi hai commossa, molto! non è facile dare anima alle cose e tu ci sei riuscito delicatamente e con estrema bravura. Ogni volta che passerò davanti a questi "cimiteri" di compagne di vita mi ricorderò che con un po' di fantasia ci può albergare ancora Amore. Grazie! Uno splendore di semplicità raccontato con sentimento.
  • Anna G. Mormina il 07/07/2013 14:34
    ... ma questa è una splendida fiaba...
    Complimenti Marcello, mi è piaciuta davvero tanto!
  • Anonimo il 02/07/2013 21:09
    Molto carino, complimenti

    Suz