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Adolescenza

Sessant'anni appena compiuti. Molte cose fatte. Molte, spero, ancora da fare. Come per molti, giunge il momento della riflessione, tirare le somme, ... insomma. Non sei tu a chiederli, ma i ricordi che sembravano fossero stati dimenticati, affiorano alla mente, riempiendo i tuoi momenti di assenza. Eccoli in fila come i soldatini di plastica che allineavi nei tuoi momenti di gioco., a riportarti indietro nel tempo quando...
Avevo quattordici anni quando scoprii che esistevano anche le donne. Ma, timido com'ero, mi limitavo al sesso "fai da te" usando come immaginario erotico qualunque particolare, anche involontariamente mostrato, delle passanti, delle donne che frequentavano casa. Certo gli anni 60, per chi che come me, viveva in un paesino in provincia di Lecce, non erano quelli passati dai miei coetanei in città, dove l'occasione per incontrare una ragazza non si limitava solo all'andata alla messa. Ogni anno nel mio paese, si svolgeva la festa del santo patrono. La grande festa richiamava gente anche dai paesi vicini, e danze e canti rallegravano le persone, che si facevano coinvolgere in Pizziche e Tarantelle sfrenate. Splendide donne ballavano la Pizzica con movimenti che incantavano i miei occhi intenti a frugare sotto le gonne quando queste erano sollevate per dar sfogo alla danza. La pelle lucida di quelle cosce si rifletteva nei miei occhi lasciandomi estasiato. Fu allora che in me si delineò quello che per me era da ritenersi un corpo femminile perfetto. Un piedino aggraziato, senza bozze, affusolato e leggiadro anche quando veniva posato pesantemente a terra dopo una volteggiata. La caviglia doveva essere sottile e in proporzione con la gamba che a sua volta doveva completarsi con un polpaccio non troppo accentuato. La coscia ben tornita doveva fare da preludio ad un fondoschiena tenuto su dalla sola forza della gravità. Il seno non troppo grande, doveva accompagnare il movimento del busto. Il viso dei una dea e folti capelli scuri, completavano quelli che per me erano e dovevano essere i particolari di una donna.
Durante le danze speravo che la gonna si alzasse all'altezza del sedere. Vi lascio immaginare la reazione ancora più dirompente del mio sesso, che spingeva contro i pantaloni facendomi quasi vergognare, pensando a quanti se ne potessero accorgere. Era diventata una mania, guardare sotto le gonne svolazzanti. Quante seghe in ricordo di quelle visioni, ma si sa agli adolescenti basta poco per eccitarsi.
Ecco in assoluto il mio primo ricordo adolescenziale, dovuto forse al fatto che molte di queste dee sono passate nel mio letto, ma nessuna di queste si è fermata abbastanza da rapire il mio cuore. Non so se resterò solo, non so quanto mi resta da vivere, so solo che sono qui per ricevere e dare ancora.

 

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