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Pagine gialle 1980-1981

Sto vivendo la mia solitudine...
e ti chiedi perchè quella staffa crudele abbia ucciso con tanta facilità quell'uomo sulla corsia d'emergenza dell'autostrada.
Attimi. Attimo quello che sto vivendo nell'ascolto improvviso di questi singhiozzi idioti, fatti di pianto assurdo.
Oggi non si piange, ma si deve solo ridere, sorridere o essere irritati( vedi cartelloni pubblicitari). Sono troppo grande per piangere, un'adulta che piange di se stessa;ormai non resta altro che dirsi la propria disperazione nella banalità di un'esistenza fatta di niente.
Vorrei morire, dolcemente, ma morire, lo penso con serenità, lo immagino con dolcezza.
Provo a chiudere gli occhi e pensarmi morta, non è così terribile poi.
Ma pensarlo non basta. Quante persone morirebbero se si potesse farlo così? Forse metà del genere umano.
Ed io qui sola con la mia morte pagliaccia. Pronta a soffrire per me morta, ma sono sempre viva.
Anche la morte non ci è concessa quando la si desidera e penso con tenerezza a persone conosciute e sconosciute, animali e cose per cui ho significato e che hanno significato. Non voglio pensare a quelle che mi hanno voluta uccidere lentamente, alla loro freddezza nell'eseguirere l'esecuzione senza un attimo d'incertezza, di smarrimento.
Sono qui che muoio nella mia fantasia, mentre tutti vivono inconsapevolmente la loro
morte.
E penso a te, che per me non sei stato altro che lettere, parole, ed è strano che io pensi a te e non a mia madre o al mio ragazzo.
Penso ai tuoi pensieri, alle tue parole e questo fantasticare mi dà una tenera tristezza, una dolce rassegnazione.
Ma se penso, se continuo a sentire l'eco dei miei singhiozzi, questo sguardo ormai spento mi appare ancora più odioso. Questi occhi troppo tristi e lontani mi disturbano soprattutto quando guardandosi si velano di lacrime di vecchio.
E pensi a quando eri piccola e giocavi e ridevi, e non sentivi queste sensazioni odiose o forse anche allora andavi sola al buio a soffrire.
Non posso pensare di torturarmi così e contemporaneamente scrivere delle mie sensazioni di orrore per l'indifferenza forse anche mia.
Per questa stupida dimensione di essere umano che ha tutto da invidiare anche un cane che dolcemente dorme in un sole delicato prigioniero di sogni colorati e tiepidi come il suo stesso alito sulla mia mano.

 

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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 25/08/2013 19:24
    Ciao Marilena, l'ultimo racconto tuo che ho letto risale all'agosto del 2011 ed era una bellissima favola per adulti: Cinderella.
    Ti ritrovo con questo bel brano, assai ben scritto, triste ma di una tristezza giusta, pacata, distesa... parli di vita e morte eppure il cuore del lettore sente un battito costante e non subisce traumi forse perché si autoconvince che la razionalità che sta dietro questo bel modo di scrivere ci sia anche nella protagonista.
    Un piacere averti riletto... davvero un bel testo, anche raffinato nella sua narrazione. Un saluto.

6 commenti:

  • marilena il 22/08/2014 16:22
    ringrazio l'anonimo che mi ha spinto a scrivere e devo a lui i miei due ultimi racconti brevi, ancora grazie
  • marilena il 31/08/2013 14:48
    Grazie per i commenti preziosi che mi avete inviato ed anche per l'incoraggiamento a scrivere di più ( fosse per me lo farei più spesso ) ma il lavoro mi prende totalmente comunque ci proverò.
  • stella luce il 27/08/2013 15:23
    letto e riletto... non so mi ha lasciato una sorte di inquietudine... devo ammettere parlare di una morte pagliaccia che ti prende quando vuole come un palo così all'improvviso, mi porta a pensare alla fragilità del vivere... non so... vi rifletterò ancora
  • Moment il 25/08/2013 21:37
    Non avevo mai pensato alla morte in questi termini, ad una rassegnazione così serena, alla voglia di abbandonarsi alla liberazione. Racconto toccante e straziante, ma lucido.
  • Anonimo il 25/08/2013 20:02
    Trovo questo racconto molto suggestivo, sia nella tristezza da te descritta, compreso il diventar adulti che ci rende sempre più consapevoli di quanta sofferenza ci sia, sia nel narrare la tua concezione di alcuni aspetti della vita, seppur drammatici. Complimenti.
  • Anonimo il 25/08/2013 19:26
    Ah, dimenticavo, scrivi di più, e pubblica che ti fa bene ed inoltre il sito ne ha bisogno, specie in narrativa, ma anche in poesia. Hola.

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