username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

L'esercito delle 13 falene

Quelle vibrazioni sulla parte anteriore della mia testa stavano diventando insopportabili e si facevano sempre più forti. Quella sera ero arrivato al punto di credere che il cervello sarebbe potuto scoppiarmi da un momento all'altro e, pensandoci bene, credo che l'idea non mi dispiacesse.
La nonna al pian di sopra ronza come uno sciame di mosconi, producendo versi mai sentiti fuoriuscire da un umano... da un'anziana poi! Maledizione, tutto questo non fa altro che rendere ancor più insopportabile la mia emicrania. Non avevo mai provato un dolore così acuto, tagliente... mi dava quasi l'impressione che mi stessero squarciando da dentro con un coltello. Come se il mal di testa non fosse abbastanza anche la vista iniziò ad affievolirsi, ed un brusio simile al suono che produce il silenzio, si amalgamava per bene con l'anomalia dei versi della nonna. Il campo visivo diventava sempre più opaco, come se portassi davanti agli occhi un velo nero.
Il ronzio mi perforava i timpani: Impazzivo.
Infondo alla stanza notai una piccola chiazza nera, ormai mi veniva difficile distinguere cosa fosse davvero presente o solo dovuto alle allucinazioni di un cervello malandato.
Ma subito dopo...
Qualcosa mi sfiorò la spalla, avevo paura di controllare per evitare i mostri della mia mente, ma presi coraggio e quel che vidi mi fece cedere le gambe e quasi svenire: Era una falena.
Per quanto quell'insetto potesse esser minuto ed innocuo rabbrividii di terrore. Osservavo quelle chiazze nere con esagerata intensità, quasi come se mi avessero ipnotizzato. Non riuscivo più a distogliere lo sguardo. Avevo paura che un mio movimento avesse potuto scaturire chissà quale danno e, continuando ad osservare, quel piccolo essere mi fece paura come fosse lì, piazzato in segnale di minaccia. Le zampette iniziarono a salire sul mio corpo, e le ali emanavano leggere ventate di aria fresca sulla mia belle bollente. Rabbrividii nuovamente.
Alzai finalmente lo sguardo per distoglierlo da quello che era un essere tanto piccolo e spaventoso quanto fonte infinita di terrore, ma...
Il cuore batteva sotto la mia pelle tanto fortemente da non essere in grado di distinguere i vari battiti tra di loro. Mi si prostravano dinanzi falene di ogni figura e grandezza, ma una catturò particolarmente la mia attenzione: le sue ali erano grandi quanto tutta la parete. Riuscivo a coglierne ogni particolare ed ogni linea sul suo corpo scuro, ogni sua vibrazione faceva sobbalzare il mio muscolo vitale che già batteva all'impazzata.
Sarei voluto svenire, avrei preferito svegliarmi se mai quello fosse stato un sogno, un incubo... ma niente di tutto questo rappresentava ciò che era la realtà.
Ero diventato un corpo ghiacciato dentro il quale però, scorreva il mio sangue come della lava incandescente. In tutta la mia vita mai avevo toccato da così vicino la paura, il terrore... che io ricordi almeno.
Il ronzio era diventato ormai qualcosa di davvero insopportabile e, guardandomi attorno sbigottito, non mi davo una motivazione su quel che mi accadeva: ero circondato da un esercito di falene. Ben ventisei ali mi circondavano, ben tredici falene convivevano in quella cucina senza ossigeno, con me. La più piccola continuava a stare felicemente sulla mia spalla, più la guardavo, più mi spaventava. Non avevo nemmeno le forze, il coraggio di mandarla via, eppure, quel'insetto, mi ricordava qualcosa. Stava lì, sul mio corpo, mentre piano piano avanzava sul mio viso sudato. Tremavo, tremavo e tremavo ancora mentre lei, spensierata, diventava sempre più grande nel mio campo visivo. La fissavo in quegli occhietti scuri e piccoli e mi mandava scosse elettriche che mi facevano mancare l'aria. Nient'altro pensavo se non che sarei morto da un momento all'altro.

12

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0