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La sirena

Dal buio affiorano tutti i momenti più belli della mia vita, tutte le persone che ho amato.
È dunque questo il passaggio tra la vita e la morte?
Sento il freddo dell'acqua che mi circonda e inizia ad entrare in bocca e nel naso.
Sento mille mani che cercano di afferrarmi, mai io gli scivolo sopra.
Sento che sto perdendo i sensi...
Un calore mi investe il viso, un calore familiare, come se ci fosse il sole a scaldarmi. Anche un rumore che distinguo benissimo... no, non è un rumore, è un suono bellissimo, quello delle onde del mare che si infrangono sugli scogli.
Un formicolio su tutto il corpo. Sono vivo, o è solo un illusione?
Ancora non ho aperto gli occhi, forse per la paura di vedere dove sono.
Qualche cosa di caldo si appoggia sulla mia guancia, una mano. Riesco a socchiudere gli occhi e vedo delle ombre indistinte davanti a me.
Piano piano riesco ad aprire meglio gli occhi e cerco di mettere a fuoco quello che ho davanti. Una donna, una donna bellissima. Ora la distinguo bene il suo viso: bianco, le labbra rossissime, i capelli scuri che controluce evidenziano dei bellissimi riflessi rossi. Mi colpiscono i suoi dolcissimi occhi azzurri che mi guardano rassicurandomi.
Lentamente riesco a prendere coscienza di quello che mi sta attorno: sono sdraiato sopra uno scoglio, vicino al mare, sento gli schizzi d'acqua sul corpo e la sensazione è gradevole.
La splendida donna continua a sorridermi senza ancoa aver detto una parola. Ora distinguo anche il suo corpo: è inginocchiata al mio fianco e il suo seno è scoperto, un seno bellissimo.
Ora che l'immagine è molto chiara apprezzo ancora di più la sua bellezza, esaltata da due conchiglie azzurre che porta come orecchini e una collana di coralli. Un piccolo neo alla sinistra del mento rende il suo viso familiare, ma è una sensazione.
Cerco di sollevarmi per prendere una posizione più comoda. La ragazza mi aiuta prendendomi per le spalle. Ora sono seduto e riesco a vedere meglio tutto quello che mi circonda: il mare, il cielo, il sole, gli scogli, la ragazza.
I miei occhi inevitabilmente vanno a cercare la parte del suo corpo che fino a quel momento non non avevo potuto vedere a causa della mia posizione.
Fui colto da una sensazione di orrore e il mio corpo si irrigidì come vidi quello che c'era sotto il suo busto: era un pesce, una coda di pesce!
Sentii un crampo allo stomaco, ero terrorizzato e lei si accorse del mio stato d'animo e vidi il suo viso rattristarsi.
"Non aver timore, non sono un mostro" mi disse con una voce calda, molto bella e rassicurante.
"Sei una sirena, ma le sirene non esistono, sono frutto della fantasia" e mentre dicevo queste parole istintivamente mi allontanavo da lei.
Allora forse sono davvero morto, queste cose non esistono sulla Terra.

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3 commenti:

  • bute 76 il 23/11/2009 07:56
    Ci sarebbero parecchie segnalazioni da fare riguardo al tuo linguaggio che spesso risulta non adeguato. Non scrivi in maniera ricercata, e questo potrebbe essere un pregio, il problema è che rasenti la sciatteria.
    Ad esempio parli di labbra "rossissime", e poi dei riflessi sempre rossi nei capelli della sirena. Il lettore vorrebbe uno sforzo maggiore e "rossissime" è davvero brutto. Allo stesso modo il lettore vorrebbe qualcosa di più di banali "era bellissima", o corpo "davvero bellissimo", perché al lettore è piuttosto noto - per non dire arcinoto - che le sirene sono bellissime.
    La domanda "È dunque questo il passaggio tra la vita e la morte?" arriva troppo presto e con un dunque che non conclude niente, spezza il ritmo della prima parte in cui descrivi l'annegamento ed il risveglio del protagonista, e non aggiunge, semmai toglie suspence al racconto.
    Altra segnalazione: il lettore avrebbe preferito un trattamento meno superficiale dell'attrazione erotica tra il protagonista e la sirena, che descrivi solo dal lato del protagonista, tralasciando completamente il trasporto della sirena. La vicenda finisce così per avere un carattere onanistico che non era forse nelle tue intenzioni. Rimanendo dal lato del protagonista, avresti invece potuto cogliere dei segnali di un desiderio reciproco che avrebbero aumentato il coinvolgimento del lettore, rivelandogli un protagonista attento.
    Ma, a parte quanto detto, ciò che veramente non va rimane il fatto che non hai scelto il tempo della narrazione: sul "fui colto..." in cui scopri il corpo di pesce della sirena usi un passato remoto che arriva troppo improvvisamente, e disturba la lettura, fino ad allora proceduta piuttosto bene al presente e in prima persona...
    Il cambio del tempo della narrazione riesce meglio con le storie raccontate in terza persona, in prima risulta sempre forzato e troppo repentino.
    Banale il finale.
    Non bene, per quanto lo spunto potesse essere buono: ti invito alla revisione e ad una scrittura più attenta.
    Saluti
    l'apicoltore
  • miryam maniero il 12/03/2006 14:13
    ci son momenti nella vita che crediamo sia l'ultimo istante... poi d'incanto non so cos'è... magia di vita o qualcos'altro... mi hai ricordato attimi intensi di vita che ancora cerco di capire... Grazie.<br />
    Ciao miryam
  • miryam maniero il 12/03/2006 14:13
    ci son momenti nella vita che crediamo sia l'ultimo istante... poi d'incanto non so cos'è... magia di vita o qualcos'altro... mi hai ricordato attimi intensi di vita che ancora cerco di capire... Grazie.<br />
    Ciao miryam