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Leggera brezza

< Luciano, scusami con Anna e Luca ma io non vengo.>
< Siamo alle solite Carla, abbiamo organizzato tutto da un paio di settimane e ora. . . >
< Lo so, ci ho pensato, vorrei venire ma poi, lo sai, il mare mi fa stare male e rovinerei la giornata anche a voi. >
< Ho ascoltato il bollettino meteo; calma piatta tutto il giorno e leggera brezza nel pomeriggio. >
< Sono felice per voi, buon divertimento >.
La conosco troppo bene, inutile insistere, prendo il la borsa frigo, le esche ed esco di casa; la giornata è veramente splendida, anche se molto calda. Arrivo, come al solito, per tempo alla barca perché voglio controllare che tutto sia in ordine; lo so che andiamo a poche miglia ma il mare deve essere sempre affrontato seriamente.
Appoggio il cellulare sulla plancia e scoperchio il motore; gasolio 3/4 ok, olio motore ok, liquido refrigerante ok, olio invertitore ok, sentina asciutta; mi sembra tutto a posto.
Sistemo la borsa frigo, collego le batterie e accendo la radio collegandomi al bollettino Meteomar che conferma quanto già avevo ascoltato a casa.
Sono a prua a controllare il salpa ancore quando sento arrivare un SMS.
No, questa poi non ci voleva; Luca e Anna non possono venire.
< Va bene, vado da solo. > mi dico accendendo il motore.
Mentre il motore si scalda, accendo il GPS e imposto come way-point la mia posta preferita, la 58. L'ho trovata un giorno per caso con lo scandaglio; uno scoglio che si eleva per qualche metro su un fondale di 45 metri completamente piatto di fango e sabbia una diecina di miglia al traverso di Marina di Pisa; con questo tempo i paraghi dovrebbero esserci e poi con quei gamberetti che ho preso ieri faranno la fila per abboccare.
Percorro lentamente i fossi e il porto poi, appena fuori, controllo la temperatura del liquido di raffreddamento e scateno i miei duecentoquaranta puledri entrando in planata in pochi metri; poi calo i giri per risparmiare il carburante ma a 1300 giri resto tranquillamente in planata grazie ad una carena veramente ben disegnata.
Imposto la schermata del GPS su "autostrada" e applico il pilota automatico di mia invenzione; la barca ha una sola elica sinistrorza che tende ad arrampicarsi sull'acqua facendo girare la barca a destra e quindi io applico un elastico da bagagli alla ruota del timone per contrastare questa tendenza; semplice ma efficace.
Prendo le canne, le allungo, e attacco i "calamenti" alle "tornichette" sempre tenendo d'occhio la videata del GPS e controllando che non ci sia nessuno sulla mia rotta.
Ogni tanto mi alzo per correggere la rotta e controllare le pressioni e le prestazioni; olio 2, 8 ATE, liquido di raffreddamento 85 °C, motore 1300 giri, 18 nodi, tutto a posto.
Mi sorpassa un gommone della Guardia Costiera che per fortuna non mi ferma per un controllo; ho tutto in ordine ma, tutte le volte che ispezionano la barca, minimo, ti fanno perdere mezz'ora.
Il GPS, con un bip-bip, mi avverte che stiamo per arrivare, riprendo il controllo del timone e riduco i giri; guardo sullo scandaglio e vedo che siamo sui 45 metri e poi eccolo, arriva il mio scoglio. Lo sorpasso appena e calo l'ancora sempre controllando sullo scandaglio il fondale; il GPS mi da 0, 00 dal Way Point 58, spengo il motore.

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2 commenti:

  • sılɐɹʇsnɐ snɐʞ il 09/01/2014 13:10
    mi piace ma giustamente ci vuole la seconda parte!
  • Chira il 08/01/2014 17:12
    Ehiiii! Marcello, che si fa così?! Vedi un po' di farti soccorrere e vieni a raccontarlo... La prima parte è zeppa di termini a me totalmente sconosciuti (da lupo di mare... io sono un sasso e non ho barche!) ma poi il racconto prende però sul più bello (o brutto..) si ferma. Dai, torna con la seconda parte!
    Chiara