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IL DIRETTORE M. - QUARTA PUNTATA

  Quando M. domandò di chi guidava quell’auto sconosciuta,  la moglie rispose, quasi a scatti, che si trattava di una signora che aveva domandato indicazioni, e, accortasi di avere sbagliato strada,  era ritornata indietro.  Una signora, aggiunse la Signora M.,  senza che lui avesse domandato alcunché, sui quarantacinque,  castana chiara di capelli,  un po’ abbondante di figura.  M., per alleggerire quell’ atmosfera  di ingiustificata tensione, ironizzò sulla capacità femminile di immagazzinare, in due battiti di ciglia, ogni particolare  di qualunque altra femmina della specie umana a portata di occhio.  La Signora M. rispose con un sorsetto tirato,  e si congedò frettolosamente, spiegando di essere un po’ in ritardo, ed avviandosi verso la fermata dell’autobus.
    M., nonostante fossero da poco passate le dieci, trovò la casa in perfetto ordine, anche se  qualche particolare,  come il detersivo per pavimenti dimenticato in corridoio, o una macchia ancora impolverata in un angolo della credenza del salotto, tradiva la fretta di uscire della moglie.  Nello studio, dove lui si sistemò per lavorare,  era stato lasciato, nel bel mezzo della scrivania, il piumino per la polvere.  Lui lo spostò,  e,  dopo avere acceso il computer, si accinse  a disporre opportunamente i carteggi che aveva portato a casa.  Preso in mano il primo fascicoletto, si bloccò con i fogli a mezz’aria, realizzando, solamente in quel momento,  che la descrizione della conducente della Mercedes  poteva benissimo corrispondere a quella della Signora D. 
  Quando, più tardi, si collegò con la propria casella e-mail, dove doveva ricevere della documentazione  utile per il lavoro che stava preparando,  M. scorse gli indirizzi degli arrivi  con  lentezza,  quasi con timore, e, quando trovò  una nuova e-mail  della Signora D. , guardò l’ora con attenzione, cercando di calcolare se,  dopo averla inviata, lei avesse trovato il tempo di arrivare davanti a casa, di trovarsi al portone giusto nel momento in cui ne usciva la Signora M.  Guardò l’ora, e si diede dello stupido. Non aveva la minima idea di dove fosse situato il computer da dove la Signora D. gli aveva spedito le e-mail, e, si tranquillizzò infine, forse più per non sentirsi uno scemo, che per vera convinzione, concludendo che la descrizione che la moglie aveva dato poteva corrispondere, in quella città così grande,  a decine di migliaia di donne.   
  La mail di Erica, che lui lesse, dulcis in fundo, dopo avere scritto un bel numero di pagine, era, come la prima, fresca, piacevole, permeata di una vena di provocazione latente, lieve, eppure pervasiva. Rileggendo la propria risposta, scritta quasi fosse una mente estranea a guidargli le dita sui tasti,  il Diretore M. constatò, stupito, ma non pentito, di avere  risposto,  in un tono altrettanto sottile, signorile, ma  inequivocabile, pur non avendo, al pari della Signora D. digitato anche una sola lettera di un qualche termine esplicito.  È quasi fosse una mente estranea a condurgli la mano, premette il tasto d’invio senza un solo attimo di dubbio.
Appena in tempo, perché , non appena l’e-mail  ebbe preso la strada della rete, la Signora M., nuovamente serena come al solito, fece capolino alla porta dello studio, annunciando, che, nonostante  lei fosse tornata solamente in quel momento,  e non avesse atteso a pranzo, quel giorno,  né il marito, né i figli,  entro mezz’ora sarebbe stato  pronto in tavola.
M. trattenne, a fatica, l’impulso di arraffare le carte sparse sulla scrivania, e di andarsene, in ufficio, o a passeggio, o, magari,  guidando senza un dove, ed un perché, nella speranza assurda di incontrare Erica. In ogni caso gli prudevano le mani dal desiderio di uscire sbattendo la porta con uno botto plateale, di quelli che fan tremare i lampadari del condominio tutto. Erano passati anni, decenni, da quando aveva sbattuto così una porta, da quando, soffrendo tanto da stupirsi di essere ancora vivo, era uscito, conservando almeno un’apparenza di dignità, dall’ appartamento di Arianna.

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 10/02/2011 22:14
    Si, molto brava.
    Aspetto sviluppi incuriosita.

    Suz
  • luigi deluca il 26/03/2007 16:52
    Benissimo, io amo, scrivere e leggere storie a puntate, e la tua mi sembra intrigante al punto giusto, può avere tranquillamente sia sviluppi "in giallo" che "in rosa", le puntate sono brevi al punto giusto, le lunghe annoiano, in genere, e scritte, si vede, con passione, con "furore d'artista", Che dire di più oltre che BRAVA?
    gigi
  • ian romanto il 22/03/2007 18:18
    bella, a quando la quinta puntata?

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