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Le lacrime che non conoscevano felicità

Viveva in una tana isolata, un bambino di nome Fred, che non aveva mai visto la luce del sole.
Piegato, con la schiena per terra, nessuna anima passava in quel campo di grano isolato. Si può dire che non aveva mai visto il volto di una persona e né tanto meno una voce che poteva fargli compagnia.
Aveva gli occhi impauriti, terrorizzati... Era stato abbandonato appena nato... Lo accudì una nuova famiglia che però, lo lasciò solo all'età dove erano certi che se la sarebbe cavata anche senza il loro aiuto. Mano a mano che cresceva, queste domande iniziavano ad entrargli in testa come una tortura, come se gli sconfiggevano l'anima...
''Perché mi hanno lasciato da solo?''
''Sarò importante per qualcuno?''
''Perché non avevano pietà quando le loro mani si staccavano dalle mie e quando le mie lacrime iniziavano a scendere?''
Si dice spesso che di fronte agli occhi di un bambino, anche le persone più cattive diventano buone... Eppure loro, nel momento in cui gli diediero un ultimo sguardo, per poi lasciarlo qui, non provarono niente. Non erano ritornati più per vedere come stava... Eppure la speranza di Fred era sempre accesa... Ogni volta, da quella porta piena di polvere, aspettava che erano loro ad aprirla e a riprenderlo per portarlo a casa: Quella casa dove non ci aveva mai fatto visita. Quella casa che non sapeva di che colore fosse... Quella casa dove non poteva rifugiarsi quando iniziava a piovere.. Si chiedeva anche come fosse la sua reazione se un giorno verrebbero a bussargli la porta... Ma quella era l'unica domanda a cui non riusciva a trovar risposta.
In tanti avrebbero detto: ''Sicuramente non sarà buona come reazione'' eppure lui, aveva l'animo buono... Non li odiava, nonostante lo avevano lasciato solo quando il freddo si iniziava a sentire, quando il buio si iniziava a vedere.
Tante volte metteva le mani su le sbarre, abbassava lo sguardo e pregava che qualcuno sentiva la sua voce... Ma la sua voce, per la troppa paura che lo pervadeva, non usciva fuori... La voce rimaneva nell'anima, rinchiusa... In quel cerchio che solo lui conosceva perfettamente a memoria.
Voleva uscir fuori ed essere come la forza di un vento potente che spazza via le foglie che trova nel suo cammino...
I pomeriggi, erano pesanti, il più delle volte li passava giocherellando con dei piccoli sassolini che trovava sotto le scarpe...
Costruiva delle piccole ''torri'' con essi... Erano di diversi colori. E, delle volte, invece delle torri, formava delle lettere con scritto:
''Mamma e Papà: due nomi che non ho mai conosciuto'' Questa frase era ad effetto, di tanto significato e estranea al corpo di Fred.
C'erano alcuni giorni che, quando dormiva, nel sonno quella frase si sentiva spesso risuonare nel vuoto. Non sopportava essere un'anima sola. Era chiaro che, gli mancasse la sensazione di quando una persona viene abbracciata. Anzi, non ricordava più come fosse: riscaldarsi in un abbraccio in una notte d'inverno. Sicuramente l'unico abbraccio ricevuto, era quello di quando lui appena nato, andò subito tra le braccia della madre. Forse quello era l'unico contatto che aveva avuto con lei. Ma ora, il sonno non gli veniva neanche più... La notte faceva tremendamente paura negli occhi di Fred, e rimaneva sveglio per proteggersi e per assicurarsi che nessuno gli facesse del male.

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