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Amami come sono - parte 2 -

Questa notte, apparentemente non tanto diversa dalle solite notti, Serena si sta preparando per andare in discoteca. Canta sempre mentre si prepara per uscire. La sua voce è molto melodica e riecheggia per tutte le stanze della casa. Giò e Carlo non si tirano mai indietro quando si tratta di cantare! Giò fa il cantante di professione e, spesso, quando si trova a casa di Serena, i due giocano a fare le dive del rock. Si divertono molto insieme... Spesso ridono di se stessi sentendosi stupidi. "Abbiamo una certa età, ormai! Diamoci un contegno!", si ripetono. Cinque minuti dopo sono di nuovo ad interpretare questa o quella canzone. A volte cercano per tutti gli armadi qualcosa da mettersi per emulare le cantanti che imitano. Giò, con un paio di lenzuola, crea dei fantastici abiti da sera! L'ultima occhiata allo specchio, ed i tre amici sono pronti per la serata. C'è un po' di strada da fare per arrivare in discoteca. Sono circa 100 chilometri che, però, scorrono come fosse niente in compagnia del loro cd di "musica che solo noi gay possiamo capire", come sono soliti definirlo. Un brano dopo l'altro, un balletto dopo l'altro, ed in un batter di ciglia sono già davanti all'ingresso del locale. C'è tanta gente stasera! Il parcheggio è stracolmo di automobili e molti ragazzi passeggiano per la pineta. Carlo, che non perde mai l'occasione di farsi notare, scende dall'auto ancheggiando come una modella in passerella. Giò prende per mano Serena e i due si guardano intorno. "Mamma mia, Giò! Guarda che figo quello!!!". "Tesoro, non è roba per te, lo sai! Quello è mio!". E così ridono di gusto. La fila per entrare è davvero interminabile... Da lontano, Serena scorge un volto amico. "Samuele? Che ci fa qui? È etero lui!". "Amore, anche tu sei etero e sei qui. Magari è venuto con degli amici...". "Già...", pensa Serena tra sè e sè. Si avvicina a Samuele per salutarlo. "Samu! Pazzo, cosa ci fai qui?". "Sono venuto con mio fratello ed alcuni suoi amici. Veniamo spesso qui. Gli amici di mio fratello sono gay, il locale è molto bello e ci divertiamo parecchio... E tu? Come mai sei qui?". "Accompagno le mie sorelle, Carlo e Giò". Serena sorride sempre quando le definisce sorelle. È molto legata a Giò e Carlo, e li considera davvero fratelli. "Vieni, Samu. Te li presento! A loro fa sempre piacere conoscere un bel ragazzo!". Intanto, la fila si è dissolta. "Avete la tessera dell'Arcigay?", chiede il tipo alla cassa. "Certo, tesoro bello!", risponde Giò con il suo solito modo di fare da seduttore. Presi i biglietti, si avviano all'ingresso del locale. "Brithney Spears!!! Dai, corriamo a ballare!". E si scavano tra la folla uno spazio in cui inserirsi. Samuele si allontana, e va a raggiungere il suo gruppo di amici. I tre lo seguono per un attimo con lo sguardo, poi, presi dalla musica, iniziano a ballare. "Guarda quello! È già sul cubo!". Giò si riferisce a Carlo che, come sempre, vuole stare al centro dell'attenzione. Serena scoppia a ridere, e nel frattempo anche Giò si è allontanato per avvicinarsi a un bel moro palestrato. "Ok, mi hanno lasciata da sola... Vado a bere qualcosa!". Fa cenno a Carlo e a Giò da lontano e si avvia verso il bancone. Lì, per coincidenza, ritrova Samuele a fare la fila. "Samu, mi hai salvata dal fare la coda! Tieni il ticket. Per favore, mi ordini un Long Island?". Mentre parla con Samuele, lo sguardo le cade sul ragazzo accanto a lui. "Oddio, che bel ragazzo! Ma è possibile che quando vengo qui devo perdere la vista con tutto questo ben di dio?". Questo ed altri pensieri le passano per la mente, e dentro di sè spera che quello sia il fratello etero di Samuele. "Samu, ma i tuoi amici? Dove sono?". "In giro. A proposito, lui è mio fratello Alessandro". Serena tira un sospiro di sollievo. Gli porge la mano impacciata, intimidita da quel bel tipo. Alessandro le si avvicina. "Mio fratello mi ha detto che vi conoscete sin da bambini. Ma è possibile che io non ti abbia mai vista? Samuele non mi presenta mai le sue amiche, e invece dovrebbe farlo!". Serena stava al settimo cielo! Aveva conosciuto quel bel ragazzo, scoperto che era etero e, nelle sue parole, leggeva tra le righe un complimento. "Ragazzi, posso restare un po' con voi? I miei amici mi hanno abbandonata". "Certo, anzi! Devi! Beh, qui sono a loro agio. Lascia che si divertano". Alessandro le sorride e le tocca la spalla. "Che ne pensi se usciamo fuori a fumarci una sigaretta?". Serena fa cenno di si con la testa. Samuele resta a ballare, e i due si avviano verso la porta da soli. In pineta si sta benissimo. L'aria è piacevolmente fresca, mentre dentro fa un caldo terribile. Ormai l'estate è alle porte, e tutti preferiscono stare all'aperto. I due si siedono su una panchina. I loro sguardi si incrociano. Si sorridono. Chiacchierano del più e del meno. Alessandro le prende la mano. "Non sai per quanto tempo ti ho cercata!". Serena aveva il cuore in gola! Certe frasi la incatenavano per sempre ai piedi della persona che le pronunciava, ed in quel momento lei si sentiva inscindibilmente legata a lui. Alessandro le accarezza la guancia e per qualche minuto i due si guardano in silenzio. Sembrava che lui sapesse bene quanto Serena amasse il silenzio! Anche se la parlantina non le mancava di certo, per lei i momenti di silenzio erano magici. Tra le carezze di Alessandro, lo scricchiolio delle foglie degli alberi sfiorati dal vento e quel silenzio mistico non si accorgeva dello scorrere del tempo. La serata era finita. La gente usciva dal locale e il parcheggio iniziava a svuotarsi, ma loro due erano ancora lì, isolati da tutto il resto, in un mondo tutto loro. La voce degli amici li riporta alla realtà. Dovevano andare via. "Quando posso rivederti?", chiede Alessandro con tono ansioso. "Quando vuoi... Segnati il mio numero". Alessandro le da un bacio sulla guancia e la guarda finchè non sale in auto. Il motore si accende e, nel contempo, si accendono anche i pensieri nella testa di Serena. Automobile e pensieri iniziano il loro viaggio, ognuno verso la propria direzione.

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