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Rosso di sera

Sarà che per anni è stata - nei venti giorni del suo svolgersi - la caratteristica dei mesi estivi degli anni settanta, ma la festa provinciale dell'Unità di Livorno è stata sempre legata, nel mese di Luglio, alle estati che vanno dall'inizio dell'adolescenza fino alla sua fine.
Mio padre vendeva i libri della casa editrice del PCI e quindi tutte le sere, dopo cena, andavamo alla festa.
Fino a mezzanotte tutte le sere tra i banchi, un tempo numerosi dentro e fuori della Rotonda di Ardenza, con puntate di "azzardo" ai giochi che si facevano per vincere qualcosa di inutile.

Il gioco del porcellino era il più divertente. Un porcellino d'india veniva messo sotto una scatola. Intorno le tane, numerate, legate ai numeri che venivano dati ai partecipanti; veniva quindi alzata la scatola a forma di piramide e l'animale andava a rifugiarsi in una di quelle.
Lo spettacolo "vero", non era il povero porcellino, ma era l'accanimento delle persone per direzionare lo spaesato animale verso il buco corrispondente alla casella con il proprio numero. Era vietato solo tirare cose sulla pista, per il resto urla, fazzoletti ed anche qualche colpo sul bordo pista erano ammessi.
I porcellini in realtà erano più di uno, d'altra parte lo stress andava messo in conto! A volte proprio non voleva camminare, lo spaesato animale.

Allo stand delle piante atmosfera più rilassata, visto che toccava alzare il tappo ed ognuno era artefice della propria fortuna per vincere una pianta piccola o grande. L'errore, per chi voleva tentare il gioco, era andarci subito, appena arrivati. Se avevi la fortuna di vincere una pianta gigante, il problema era continuarla, la serata. Te la dovevi portare dietro in giro per la festa. Vedevi gente che riconoscevi da lontano per la pianta che la sopravanzava di una spanna.
Poi la cosa, in realtà, era solitamente meno drammatica se conoscevi qualcuno in qualche stand, - e chi a Livorno non conosceva qualcuno che lavorava come volontario, in uno stand- Gliela lasciavi e tornavi a prenderla quando andavi via.

C'erano i bar, altri giochi e la Direzione dalla quale partivano i fatidici annunci "il bambino Paolo attende i genitori in direzione..." Conme diceva Dalla del centro di Bologna dove non si perde neanche un bambino, magari si perdeva, ma poi si ritrovava.
Un anno anche la TV! C'erano gli europei di atletica ed un orgoglio nazionalista pervase la festa per la sfida tra la Simeoni e la Akermann... poi Mennea che erano le sicurezze. Le medaglie sicure.

Lo spettacolo ufficiale, però, era assicurato a quella che chiamavano la grande Arena, il luogo cult. Lo spettacolo gratis attirava molte persone a prescindere da cosa si rappresentasse: c'erano persone che si sedevano in prima fila qualsiasi fosse lo spettacolo dell'arena, quasi per "partito" preso.
"Cosa fanno stasera?"

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l'autore Glauco Ballantini ha riportato queste note sull'opera

Trilogia dell'estate - Questa la dedico a mio padre che, spero, la apprezzerà.


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2 recensioni:

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  • stella luce il 11/11/2013 13:26
    Abbiamo ricordi molto simili... leggerti è come rivivere una parte di vita... i tuoi ricordi sino sempre densi di momenti felici... come sempre bello leggerti... io non ho citazioni oerdonami
  • Caterina Russotti il 11/11/2013 13:20
    Ahahhhhh bel racconto Glauco... Mi hai fatto rivivere tanti ricordi... Anch'io ci andavo con i miei a quella festa... È divenuta più grandicella stavo agli stand dei panini... Ed era bello quando tutti andavan via e noi degli stand ci univamo a mangiare tutti assieme, per poi andare a casa un po' stanchi, ma soddisfatti che la giornata aveva dato i frutti sperati. Bello bello... A rileggerti..è sempre un piacere leggerti.

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