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Verità ritrovate cap. 1

VERITA RITROVATE

CAPITOLO 1

L’ultima volta che lo incontrai in sogno, fu la scorsa notte. Quella sera, mi ero scontrato con il gelo invernale ed ero stato fuori casa quasi tutta la notte con il rischio di assiderarmi. Mi trovarono incosciente su una radura di pioppi poco distante dalla capanna e dopo che i miei genitori adottivi se ne accorsero mi riportarono subito alla in casa per paura che quella per me fosse stata l’ultima sera. Mi addormentai con la fronte madida di sudore e il gelo che mi penetrava le ossa.
“James…James, mi senti?” Mi chiamò lo stalliere scrollandomi insistentemente la tunica che sembrava un pezzo di ghiaccio. Nel mio inconscio, sentii qualcuno che mi chiamava ma non riuscivo neanche a muovere un dito. Fu un sogno strano…anzi, un incubo. Mi trovavo in una landa desolata. Intorno a me, la vegetazione andava a fuoco e in sottofondo sentivo una voce che produsse un riso soddisfatto…quasi come fosse stata una vittoria. Sopra di me quelle maestose creature volteggiavano nel cielo permeato di fumo evitando frecce infuocate che provenivano da non so dove.
“Salvati almeno tu James!” Urlò una voce. Mi ricordo che sollevai lo sguardo, e gli unici muscoli contratti erano quelli della mia mano che impugnava la spada.
“Questo mondo ormai non è più nostro!” Continuò la voce seguita da un boato poco distante da me. Era la più splendida creatura che avessi mai visto. Rimasi a bocca aperta con le gambe che non mi ressero dalla paura ma allo stesso tempo dallo stupore. Il drago che era a poca distanza dal mio corpo, continuava a sbuffare fumo dalle narici e ad agitarsi con insofferenza avvicinandosi a me. Fu un attimo…come un lampo. Un esplosione tra il fumo intorno alla pianura fece urlare di dolore la creatura che avevo davanti ai miei occhi…il rumore insopportabile della sua voce agonizzante. Dopo qualche minuto di agonia, si accasciò a terra privo di vita dopo avermi sussurrato queste parole.
“Proteggilo James…proteggilo!” Mi pregò aprendo la sua zampa e protendendola verso di me. Vidi che tra le sue grinze, risplendeva un oggetto a forma di cono e subito allungai la mano per afferrarlo quando un urlo di dolore mi svegliò da quello strano incubo.
“Ehi ragazzo, stai bene?” La vista mi si annebbiò per qualche istante prima di mettere a fuoco dove mi trovavo. La mia fronte, era bollente e continuavo ad avere dei fremiti di dolore lungo tutta la schiena.
“Sei fortunato ad essere ancora vivo. Ancora qualche minuto e andavi a fare compagnia agli dei.” Disse un uomo che mi fissò con un sorriso sollevato. Mi trovavo sul letto della mia stanza. Passarono cinque minuti prima che mi resi conto come fossero andati i fatti e cercai di sollevarmi dal mio giaciglio.
“Se riesci a stare un minuto in piedi, giuro che ti do tutto quello che ho nel borsello!” Disse un uomo davanti a me scrollando un borsello di cuoio attaccato alla cintura.

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