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Parigi in foto

Sette giorni a Parigi ed è tornata, mia figlia. Io so che ogni volta al suo arrivo, torno con lei dove è stata, attraverso le sue foto, il suo narrare ed i suoi occhi.
Ieri sera per tre ore con la sua innata vena artistica, la sua intelligente curiosità sono volata a Paris.
Come spiegare che anche io sono stata a Ile de la Citè con Notre-Dame maestosa, la Saint Chapelle dalle policrome vetrate, al Quartiere Latino odoroso, al centre Pompidou modernissimo e colorato ed ancora la tour Eiffel, gli Champs Elysèes, lungo la Senna vivace, ai giardini Luxembourg verdi, Monmartre e di più...?!
Visioni che ancora girano nella mia mente e nel mio immaginario come potrebbero fare le pale del Moulin Rouge.
Sbirciando il tomo della guida si capisce senza dubbio che non bastano sette giorni per vivere e conoscere una città unica, ma entrambe facciamo posto fra le nostre emozioni di ciò che ci è stato possibile vedere.
Mia figlia non è andata al mercato dei fiori e degli uccelli e questo mi mancherà sempre, ma come fare a dirglielo?
Però è entrata nel cimitero du Père Laschaise per Proust, Sara Bernhardt, Gericault, Edit Piaf e sopratutto Oscar Wilde; mostrandomi la sua tomba mi ha detto: "mamma guarda attentamente, che noti?" ed io sforzando lo sguardo ho visto infiniti baci, stampati di rossetto, sulla sfinge scolpita contenente i resti del drammaturgo.
Inviso dalla sua bacchettona Inghilterra, per aver voluto vivere libero da schemi la sua "diversità", è morto qui, malato e di stenti ma ancora le sue opere sono nei teatri e nei cinema di tutto il mondo, ancora riceve baci, a compenso d'incomprensione e sofferenza.
Non credo che la pietra sia barriera: gli arrivano tutti, quei baci.

 

l'autore Chira ha riportato queste note sull'opera

Della serie: ognuno viaggia come può...


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9 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 12/01/2014 16:32
    d'Edith Piaf...à Gilbert Bécaud.. du Sacre Coeur de Monmarte... a Pigalle la rouge.. Paris c'est une histoire d'Amour... Ti ruba l'anima...

    Molto bello Chiara..
  • Caterina Russotti il 12/01/2014 12:02
    Bellissimo racconto Chira pensa che io sono stata in Francia 4 gg per assistere un ex insegnante di Francese paralizzata. Lei fece quel viaggio per curarsi... Io lo chiamai il viaggio della speranza... Vidi tutta Parigi su un taxi, con lei orgogliosa di farmela vedere... Anche se erano i suoi occhi a parlare per lei. Fu un tour strano... Ma i miei occhi erano contenti di vedere tanta meraviglia. È sempre comunque bello vedere con quanto amore tua figlia condivide le sue foto con te donandoti i suoi viaggi.
  • Rocco Michele LETTINI il 12/01/2014 10:21
    Una foto da conservare... nitidamente zoommata. Solo l'amore vince poi... e questo è quello che vuole trasmettere... BRAVA CHIARA

9 commenti:

  • stella luce il 17/01/2014 11:14
    bello viaggiare anche in questo modo... soprattutto quando il viaggio viene fatto da una persona che amiamo... scusami per non esserci sempre... ma lo sai bene che ti leggo
  • Chira il 13/01/2014 07:04
    Grazie Vincenzo... lo faremo!
  • Vincenzo Capitanucci il 13/01/2014 06:19
    e se non è andata al mercatino dei fiori e degli uccelli... basta "le(g)-gerle" un poesia di Prévert.. per riempirla di un volo profumato di fiori...
  • loretta margherita citarei il 12/01/2014 16:55
    bravissima, gradevolissimo racconto
  • Anonimo il 12/01/2014 13:40
    Brava Chiara, tu hai viaggiato, anzi riviaggiato con le fotografie di tua figlia ed io ho viaggiato con te. Ci sei riouscita con questo bel brano, che mi ha fatto venir voglia di andare a Parigi, città che noi marinai non conosciamo ma impariamo ad amare anche grazie a te, e tua figlia che ti ha rievocato quei bei ricordi. Sempre brava, e mi ga piacere che siamo in tanti a pensarla così, anche il mio amico Alessio che Parigi la conosce bene. ciaociao, un abbraccio.
  • Anonimo il 12/01/2014 12:23
    Meravigliosa Parigi, per conoscerla tutta ci vorrebbe più di un viaggio, anch'io ci sono stato e posso dire che è veramente unica, mi è piaciuto molto il racconto di viaggio.
  • Chira il 12/01/2014 12:16
    Dolcissima Caterina, hai colto il senso vero del mio narrare... la condivisione di mia figlia dei suoi viaggi. Io ne gioisco, come fossi stata con lei! Grazie a te e a tutti gli altri.
    Chiara
  • oissela il 12/01/2014 11:11
    Quel famoso " Maggio" si dissolveva.
    Voyage au bout de la nuit", veniva letto solo dagli intellettuali. " Le Deserteur", aveva perduto il suo fascino.

    Parigi è anche questo.
    Ho divorato il tuo brano e passami una battuta per l'amico Wilde. La fortuna di chiamarsi Ernesto.
    Molto gradevoli i tuoi brani.
    Ciao.
    Oissela
  • mariateresa morry il 12/01/2014 10:40
    Simpatico modo di viaggiare, questo... partecipare alle belle cose viste dagli altri... Oscar Wild pagò non tanto per la sua eccentricità della scelta diversa, ma perchè si rifiutò categoricamente di mandare un biglietto di scuse al padre di Alfred Douglas, con cui aveva una relazione. Le cose vanno capite con lo spirito del tempo. Non credo abbia molto senso definire "bacchettona" una società di duecento anni fa con i nostri parametri, Inoltre Oscar W. si era anche sottratto al mantenimento dei figli per fare la sua dispendiosissima vita, e anche questo gli procurò una infinità di grane giudiziarie... come dire, dietro al grande genio c'è sempre l'uomo, spesso meno grnde del genio,,,

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