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Solo Fumo

Solita piazza e medesimo campanile.
Al bar di Augusto, gli abituali sfaccendati tiravano le orecchie all'asino.
Per noi giovani... noia, tristezza e voglia d'andar via.
Di donne, nemmeno a parlarne, però ci pensavamo sempre.
I Vecchi, uno per volta, se n'erano andati e nessuno ne sentiva la mancanza.

Questo clima sonnacchioso si risvegliò nel periodo delle Elezioni.
Al bar... prendete, prendete pure... sbraitava Augusto.
"La consumazione è già stata pagata da Don Attilio"
Che don Attilio si fosse candidato a primo cittadino, già lo avete intuito,
tuttavia non mi dispiace riferirvi il seguito, con i suoi annessi e connessi.
Bisognava contrastarlo, ma non era facile opporsi a chi offriva da bere.
Un veloce passaparola e la sera, beata incoscienza e beata gioventù,
decidemmo di approntare una lista civica e di conquistare il Comune.

Don Attilio medico e zoticone alla Charles Bovary, aveva una bella moglie.
Aveva anche un mucchio di soldi e questo faceva di lui un uomo di rispetto.
Figlio d'arte e abile politico, stava in una botte di ferro.
Figuriamoci se fosse preoccupato dalla nostra discesa in campo?
Tuttavia, al bar di Augusto, per noi... niente cuccagna.
Eravamo delle zanzare e lo sapevo, tuttavia la mia bella faccia appesa
sugli alberi e sui muri mi piaceva.
Sindaco del paese?
" Il No", non stava scritto da nessuna parte e i Cittadini avrebbero deciso.
Sapevo bene che il nostro azzardo era destinato a fallire, ma stando in ballo,
dovevo ballare e quando si balla, si balla al meglio.
Il fattaccio avvenne proprio davanti al bar.
" Tu non sei nessuno! L'hai capito? Perché ti sei presentato?"
Mi resi conto che era Don Attilio e che ce l'aveva con me.
Garbatamente risposi che eravamo in Democrazia.
Non lo avessi mai detto!
Protetto dalla sua cricca, sfoggiò un repertorio di contumelie che per pudore,
non oso nemmeno riferire.
La piazza si era riempita e la parte peggiore di lui concluse l'arringa con:

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 15/01/2014 17:01
    E sivede che tra tanto fumo, la moglie non s'era accorta che c'era anche dell'arrosto!
    A parte la battuta, il racconto è gradevolissimo e pone un accento acuto sull'arroganza di alcuni uomini e dei politici in particolare.
    Venire eletti, ad alcuni, dà l'autorità di ritenersi al di sopra di tutti. Un po' di ridimensionamento e di umiltà, a suon di ceffoni, a questa classe di politicanti, non ci starebbe male!

5 commenti:

  • Anonimo il 20/01/2014 13:37
    Perché mai mi era sfuggito questo racconto? Mi sa che a volte pubblicano i testi che io sono già a letto... bello, come tutti i tuoi racconti, qui c'è anche notevole ironia... l'ho trovato per caso... ciaociao
  • oissela il 15/01/2014 19:22
    Per Loretta: bonjour madame, enchanté de faire votre connaissance.
    Grazie per la lettura e per i complimenti.
    A risentirci.
    Alessio
  • oissela il 15/01/2014 19:19
    Per Salvatore: Devo firmare un armistizio con la grafica.
  • oissela il 15/01/2014 19:17
    Per Salvatore: Il brano è un diletto Comunque, vero è che cui mi abbandono di tanto in tanto. Comunque, vero è che nei piccoli centri,
    in occasione di elezioni amministrative, si formano liste con candidati che esercitano di fatto un forte potere ricattatorio e
    spesso il risultato è scontato. Ne approfitto per chiarire a chi non la conoscesse l'espressione "tirare le orecchie all'asino"
    Semplicemente: giocare a tresette.
    Ciao.
    Alessio
  • loretta margherita citarei il 15/01/2014 17:16
    molto apprezzato complimenti

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