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L'Usuraio

Aveva speso parte della propria esistenza, nel costruirsi una vera fortuna.
Sempre nell'ombra e sempre pronto a mercanteggiare.
Anche con la sua cattiva coscienza.
Un Usuraio, che non si rendeva conto dell'inutilità del proprio operato e
del male causato a tante, a troppe persone.

L'inverno aveva stirato le cuoia e nell'aria sentori di risveglio primaverile.
Nel cielo celeste, un gorgheggiare continuo di canti d'amore.
Nel ruscello, alimentato dal disgelo delle nevi, guizzi argentati.
Nell'Ospizio, i pazienti ammalati e ancora in vita.

Si narra che Qualcuno restò folgorato sulla via di Damasco e si narra anche
che qualcuno si sia pentito dei propri peccati.
Non folgorato, né pentito, il nostro rapace Usuraio giaceva in un cantuccio,
aspettando che il cancro, diagnosticatogli, facesse il proprio dovere.

Già! Il proprio dovere?
Si era dato la pena di nascere e imparò presto che era dura vivere
in una società egoista e piena di falsi sorrisi.
Imparò a dominare le proprie passioni e imparò anche a trarre vantaggi
dalle disgrazie altrui.
Vendeva moneta ed era esoso.
In tanti s'erano arricchiti, comprando il suo danaro e facendo ottimi affari.
Tanti altri, meno fortunati, si erano rovinati per restituire interessi e capitale.
Così vanno le cose della vita e così l'Usuraio si arricchiva.
I prestiti gli erano sempre stati richiesti e mai, Lui, li aveva offerti.

In quel cantuccio rifletteva sugli epiteti di cui lo avevano gratificato.
Licantropo, Vampiro, Succhia-sangue, Avvoltoio, Sciacallo, Serpente, Cancro...
Nessuna illusione.
Adesso, il cancro era il suo capitale e quei dolori lancinanti erano i suoi
miseri interessi.

 

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2 recensioni:

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  • Matteo Contrini il 20/01/2014 13:33
    Racconto molto efficace, mi piace come sei arrivato a descrivere la condizione meschina e amorale dell'usuraio attraverso uno stile secco, senza fronzoli, proprio come la coscienza del protigonista. E poi bello il finale, che con parole lapidare conclude la storia, come del resto fa il cancro con ogni vita umana
  • Anonimo il 16/01/2014 17:12
    Tanto, la resa dei conti arriva per tutti! Il tuo è anzi un usuraio fortunato, s'è riuscito a morire di malattia.
    A parte le battute, gli usurai li considero alla stessa stregua degli sciacalli, che rubano dopo ogni catastrofe, approfittando delle sventure altrui.
    Certo, qualcuno si sarà pure arricchito, con i soldi presi a strozzo, ma si sarebbe arricchito ugualmente se i soldi glieli avesse prestati la banca. Invece, tante banche ti mettono in mano di questa gente e spesso a repentaglio della vita tua e dei familiari.
    Ottimo racconto!

15 commenti:

  • stella luce il 17/01/2014 11:04
    un racconto molto attuale direi... sia per la figura dei tanti usurai legali e non che succhiamo tutto ciò che in una vita una persona può avere... che per questa orrenda malattia, il cancro, che uccide ancora oggi tante persone e che non osserva proprio che tipo o tipa sei, lui è equo con tutti.
  • oissela il 17/01/2014 10:25
    Per Vincenzo: Una sola elle per Oissela. Grazie per il passaggio e per l'adeguato commento.
    Ciao.
    Alessio
  • oissela il 17/01/2014 10:10
    Per Carla:Mi state coccolando assai e ne sono felice come un bambino.È per colpa di Giacomo lo essere io venuto a gironzolare da queste parti. Grazie per l'accoglienza che si manifesta anche con i commenti.
    Ciao.
    Oissela
  • oissela il 17/01/2014 10:09
    Per Carla:Mi state coccolando assai e ne sono felice come un bambino.È per colpa di Giacomo lo essere io venuto a gironzolare da queste parti. Grazie per l'accoglienza che si manifesta anche coni commenti.
    Ciao.
    Oissela
  • oissela il 17/01/2014 10:02
    Pour Jacques: A business. Business is business e poi avevo bisogno di un angolino tranquillo.
    Ciao Giacomo e alla prossima.
    Oissela
  • oissela il 17/01/2014 09:53
    Per Chiara: La vita riserva spesso sofferenze a chi non lo merita.
    Grazie per la lettura e per il commento.
    Ciao.
    Oissela
  • oissela il 17/01/2014 09:49
    X Paola. Ho letto e apprezzato molto un tuo scritto, relativo alla
    vita dei Siti. Grazie per la lettura e per il commento.
    Ciao.
    Alessio
  • oissela il 17/01/2014 09:46
    X Loretta:Grazie per la lettura e per il commento.
    Ciao.
    Alessio
  • oissela il 17/01/2014 09:43
    X Salvatore: Auguriamoci una società in cui la figura dell'usuraio
    resti solo un ricordo.
    Grazie per la lettura e per la recensione.
    Ciao.
    Oissela
  • Vincenzo Capitanucci il 17/01/2014 06:01
    Quel Qualcuno a Damasco ligio alla tradizione pensava di fare il bene... mentre l'Usuraio convive con l sua cattiva coscenza... usurando infin dei conti... soltanto il suo io..

    molto bello Oissella...
  • Anonimo il 16/01/2014 19:35
    un bel leggere sei bravo complimenti...
  • Anonimo il 16/01/2014 19:12
    Un racconto di vita realista ed efficace nella rappresentazione di un'esistenza che fa del denaro e della sua accumulazione unica ragione di un esistere, se si può chiamare esistenza questa tendenza ad arricchire rovinando la vita degli altri. già di suo è una figura meschina, ma dopo questo racconto viene ancor più in odio. E a nulla serve la malattia finale per riabilitarlo ai nostri occhi... anche se una malattia come quella, che personalmente non sopporto, non la si augura a nessuno. bravo Alessio... un bel narrare... sei stato un bell'acquisto per PR... o un prestito?... ahahahaha... e in tal caso quale è l'interesse?... ahahahah... ciaociao.
  • Chira il 16/01/2014 17:59
    Può sembrare che alla fine giustizia sia stata fatta ma... mio padre è morto di cancro tra atroci sofferenze ed era un uomo di pace, giusto, misericordioso, non aveva fatto che bene agli atri... Misteri della vita! Bellissimo narrare.
    Chiara
  • Anonimo il 16/01/2014 17:49
    ... quelli che si arrichiscono sulle disgrazie altrui e altro, li spendessero solo di salute!

    Racconto significativo, letto tutto d'un fiato. Molto apprezzato.
  • loretta margherita citarei il 16/01/2014 17:03
    i soldi ora gli servono x curarsi, personalmente nn mi suscita pena chi s'arricchisce sull'altrui miserie, piaciuto

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