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Snake

Lucien rientrava a scuola proprio quella mattina dopo due settimane di convalescenza dovute all'intervento di lobotomia al cervello, che si era reso necessario dopo che i suoi deliri si erano aggravati, avendolo portato a credere di essere Federico Guglielmo Quinto di Prussia. Si incontrò con Pascal all'incrocio tra la Via dei Macelli e la barriera che conduceva al terrazzo bellavista. Pascal, ricurvo e con lo zaino debordante di tomi e di quadernoni a ganci, si allungò verso di lui gridando in maniera sguaiata, e senza neanche chiedergli come stava gli levò subito il cappellino blu da major league di baseball e si mise a ridere fingendosi spaventato di fronte alla vistosa cicatrice che come una grande mezzaluna segnava il capo al suo amico. Lucien non ebbe neanche il tempo di dimenarsi e frignolare che Pascal lo prese sotto braccio e lo condusse alla tavola calda di Walter, dove i due consumarono un toast ed iniziarono ad ordinare dei punch al mandarino in serie. Caracollando ne uscirono dopo quaranta minuti e si diressero verso la fermata dell'autobus, che rombando con il suo fumo nero arrivò dopo pochi attimi che parvero un'eternità. Lucien inserì la tessera del bancoposta nella macchinetta obliteratrice e si mise a ballare il Gangnam Style tutto dinoccolato in mezzo al corridoio, e gli altri passeggeri lo seguirono a tempo alzandosi in piedi. Pascal improvvisò un trenino mettendo le mani sui fianchi al controllore, allora i due sgusciarono al volo dal mezzo mettendosi a correre a perdifiato per non arrivare tardi a scuola. Resisi conto che era una causa persa, videro una vecchia Fiat Argenta che spuntava tra le erbacce di un campo incustodito. Montarono su e la misero in moto, ma dopo poche decine di metri si accorsero che tutte e 4 le gomme erano a terra. Smoccolarono nell'arsura e scesero dall'auto, iniziando a spingerla con tutta la loro forza. Arrivarono a scuola sudati come manze facendo un bel marameo al bidello con la gamba di legno, e nella frenesia sbagliarono aula entrando nel laboratorio di chimica, dove la professoressa di cinese mandarino stava facendo un pediluvio e la 5° B stava laboriosamente traducendo dall'italiano al greco i tweet amorosi di Icardi e Wanda Nara. Salutarono trafelati ed attraversando gli androni deserti giunsero in palestra dove c'erano i primini che tra uno sbadiglio e una schiacciata di brufoli stavano facendo esercizi di ipertesto. L'assistente era in gita a Cividale del Friuli ed il prof nell'atrio a fumare tabacco indiano mandando messaggini ad una ecuadoregna cicciona conosciuta su Badoo, così i due ne approfittarono e si misero in un angolo semibuio a ridacchiare pensando all'immagine dell'insegnante coi capelli color topo ed i piedazzi nella bacinella. Si accesero una Camel azzurra ma in quel mentre arrivò una folata di vento dalla finestra aperta, e la fiamma d'accendino diventò una vampata incontrollabile. L'incendio divampò rapidamente, ma i soccorsi tardarono ad arrivare perché i vigili del fuoco erano già schierati a soccorrere Maxi Lopez che era rimasto incastrato sotto all'arco di trionfo. I due amici intanto si erano defilati con astuzia: si fermarono ad osservare da lontano ardere l'edificio scolastico che avrebbe dovuto formarli e renderli uomini.
Il pomeriggio stesso si iscrissero al cepu. Partirono di buon'ora il mattino seguente, Pascal con un Garelli smarmittato e Lucien che lo seguiva a ruota con un decespugliatore, alla volta della loro prima lezione, ma il navigatore dello smartphone che Lucien teneva nella mano tremebonda non era aggiornato, così i due amici ben presto si ritrovarono al limitare della campagna, facendo il loro ingresso nel bosco circostante. Pascal tranquillizzò Lucien, confidandogli che conosceva il posto avendolo bazzicato l'estate precedente per appartarsi proprio con la sorella gemella di quest'ultimo, che lo aveva poi scaricato per andarsi a mettere con il nipote del vice-sindaco. Alle due del pomeriggio stremati e senza miscela entrarono in una vecchia casa che pareva in stato di abbandono. Lucien si stravaccò subito sul divano ed accese la Tv sulle Tartarughe Ninja. Pascal uscì a cercare un po' d'acqua, e nei pressi del lavatoio incontrò una signora un po' attempata. Senza neppure presentarsi, i due iniziarono a limonare ed andarono avanti spediti per due ore. Lucien nell'esplorarsi le narici sentì di soprassalto una fitta alla testa, in corrispondenza delle ferite chirurgiche. L'emicrania andò intensificandosi e Pascal chiamò l'ospedale. Purtroppo l'elicottero dei sanitari aveva finito il carburante, e dopo 5 ore di cefalea straziante, un deltaplano atterrò nel cortile della casa. Era l'odontoiatra, che corse con tanto di stetoscopio verso la porta per raggiungere il malato, ma si imbattè nell'anziana padrona di casa che gli cinse il camice e lo baciò con passione. I due ripartirono immediatamente con il deltaplano, lasciando Lucien al suo destino ed il povero Pascal con il cuore spezzato. Scese l'oscurità, e mentre Lucien stramazzava sul divano emettendo strani versi e cadendo in un sonno profondissimo, Pascal rovistò in cucina e trovò otto scatolette di crocchette per gatti. Se ne cibò con ingordigia e sprofondò pure lui tra le braccia di Morfeo. Nella notte furono destati da un fragore. La terra aveva tremato. Pascal uscì fuori e vide che a poche decine di metri dall'abitazione era caduto un meteorite, formando un piccolo cratere. Il cielo era coperto e l'aria puzzava di carbone e di uova marce. Pochi minuti dopo cominciò a piovere. Lucien, il cui mal di crapa era misteriosamente svanito, suggerì di raccogliere l'acqua piovana dentro ai capironi del latte. Diluviò per quattro giorni e riuscirono a riempirne 1129. Versarono tutto il contenuto dentro al cratere ed ottennero quella piscina che avevano sempre sognato negli spot di Dan Peterson. Pascal si sedette a bordo vasca con i piedi a mollo e guardò l'amico che sbracciava con la grazia di un elefante e faceva smorfie dentro all'acqua ferma e nerastra. Fissò l'orizzonte al di là degli alberi, sorrise e si asciugò gli occhi in preda a chissà quali patimenti. Poi vide avvicinarsi una sagoma femminile. Pareva un'amazzone. Procedeva verso di lui. Gli veniva incontro. La ragazza distolse lo sguardo e senza aprire bocca si tolse vestito e scarpe, rimanendo in costume. Si tuffò. Subito si avvicinò a Lucien che stava nuotando in maniera sempre più goffa. I due dettero vita ad un balletto natatorio poi si avvinghiarono sempre più. Pascal li osservava attonito. Quindi i due riemersero e corsero insieme verso l'ingresso della magione. Lucien, non poteva essere vero. Il povero Lucy, lobotomizzato. Il bimbo Lucy. Lo zimbello della scuola. Pascal se ne stette lì inebetito e sempre più tremolante. Poi prese coraggio e tornò in casa. Lucien era solo, gattonava e singhiozzava smanacciando in mezzo ad un mucchio di segatura. Balbettò qualcosa poi guardò l'amico e lo abbracciò. Uscirono e si incamminarono verso il ruscello fissando per terra le foglie morte, sotto al sole rosso del tramonto. Lucien calpestò una biscia. La guardò strisciar via e tirò fuori il suo vecchio 3310. Giocava a snake.

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