accedi   |   crea nuovo account

L'albero e la panchina quel giorno delle sei del mattino

Un albero dalla chioma giallognola, immerso nel gelo delle sei del mattino d'un 16 dicembre in una città settentrionale, avvolto dalle tenebre e da quella nebbiolina che si rivela solo all'illuminazione gialla dei lampioni delle piazzette deserte si chiede: "perchè sono costretto a subire tutto questo, la solitudine in attesa di spogliarmi con dolore agli occhi di tutti, di chi porta dei caldi piumini e dorme sotto altrettanto calde coperte in altrettanto calde dimore?"

A quel punto sentì una rauca risposta al suo interrogativo. Proveniva da una vecchia panchina di legno, ormai orfana della vernice verde che contraddistingueva la sua cute organica anni prima, ubicata sotto di lui: "questo è il nostro destino amico Castagno, amico mio. I e te siamo fratelli, io sono fatto della tua stessa materia anche se quest'ultima origina dalla violenza dell'uomo. Noi siamo cose, non meritiamo rispetto alcuno, così come non ne merita nessun ragazzino arrogante che ci prende a calci o ci calpesta o ti strappa la corteccia provocandoti un terribile dolore. Lasciali fare, un giorno un sacerdote dello spirito tornerà sulla terra e ci libererà da questa vita grama. Ci riuniremo banchettando su tavoli dorati, al cospetto di commensali buoni, generosi e divini mentre osserveremo l'annientamento di quelli che ora sono i nostri aguzzini.

 

0
3 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

3 commenti:

  • stella luce il 23/01/2014 10:07
    Molto interessante questo tuo raccconto, questo dialogo tra chi è e chi è stato trasformato... credo che tutto in questo mondo abbia vita e vada rispettato...
  • oissela il 23/01/2014 07:53
    La panchina aveva fatto i suoi anni ed avendo una certa età,
    non le restava che lamentarsi.
    Un po' cattivella, la panchina, quando si ripromette di banchettare
    su tavoli dorati(fatti con quale materiale?)per osservare l'annientamento dei suoi aguzzini. Ho un po' stravolto la logica
    del tuo racconto, ma avendo un certo numero di primavere, me lo si perdoni.
    Brano adatto al web, ben scritto e gradevole.
    Oissela
  • loretta margherita citarei il 23/01/2014 04:43
    originale ma anche il ciclo della natura è logica divina, l'albero è sottoposto alle sue leggi.
    verrà il giorno della giustizia divina per tutti... piaciuto

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0