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Melanie

Quando la solitudine diveniva così lancinante da fendere corpo e mente, saliva le scale a chiocciola lentamente, ma con perseveranza. Arrivata al piano superiore, si accomodava sulla sedia dinanzi a quel tavolo in legno scuro. Allora, ritrovava la compagnia che aveva perso: doveva solo scegliere quale. Ogni giorno osservava foto dissimili: lei accomodata al bar, lei in pigiama, lei da bambina, lei con il vestito preferito, lei in un campo di girasoli, lei con una tazza di tè ed un libro, lei sovente sorridente. Ogni figura aveva un insolito modo di intrattenerla. Tutte chiacchieravano di memorie a breve e lungo termine: sordi ricordi appesi in soffitta. L'aria acquisiva un senso profondo poiché le foto scandivano il tempo di cui la solitudine spesso si ciba. Il sol particolare che le accomunava era un nome: Melanie.
A Melanie piaceva che le sue compagne si chiamassero come lei e percepiva quel primitivo cordone ombelicale fatto di arcaici respiri condivisi. Proprio quel nome le ricordava il sostantivo "melodia": la stessa che immaginò di ascoltare mentre cacciava perdute emozioni galleggianti.
In quei secondi percepì la rinascita nel passato.
Quando le Memorie le ricordarono, come sempre, perché fosse Lei, perché non dovesse arrendersi dinanzi ai volti della solitudine, fece il percorso a ritroso: si alzò dalla sedia, si allontanò dal tavolo senza mai voltargli le spalle, con perseveranza scese i gradini e si stanziò al piano inferiore dove alloggiava la vita reale. Quindi, riprese il suo cammino, sola tra mille volti.

 

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3 commenti:

  • Antonella Intini il 03/02/2014 10:50
    Vi ringrazio. È un percorso che accomuna ogni uomo, ma che ogni uomo deve scoprire in solitudine. Non sempre il passato di ciò che siamo ci dà la forza di continuare, perché siamo logorate dal futuro: "devo diventar questo, devo far questo" e mai "io sono".
    Grazie ancora!
  • stella luce il 03/02/2014 06:54
    Quante volte ci accade di essere Melanie... la solitudine ci porta spesso a pensare al passato ed a desiderare di riviverlo... ma il passato resta in quella soffitta la vita reale è fuori... profondamente bello questo tuo racconto
  • Chira il 02/02/2014 11:37
    Anche nei ricordi, nelle foto in soffitta Melanie va a ritrovare se stessa in brevi momenti lontani lontani o meno: la sua compagnia è se stessa... poi torna alla realtà di solitudine estrema. Racconto esteticamente perfetto dove la solitudine è là, in ogni parola, si tocca e si trasferisce dolente in chi legge. Bellissimo narrare!
    Chiara

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