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Diario di una psicopatica

La gente mi considerava una psicopatica. In effetti sono sempre stata un po' fuori dalle righe, ma ciò non di certo perché non sono capace di intendere e di volere. Semplicemente non mi è mai piaciuto essere una pecorella in mezzo a un gregge stereotipato... Io sono così, devo sempre distinguermi: perché sono io, diversa da qualsiasi altro individuo. Al liceo ero considerata la sfigata di turno perché la sera stavo a casa, non amavo le discoteche e passavo un sacco di tempo a studiare. Ma io avevo i miei sogni, le mie passioni, le persone a me care e di quello che pensava la gente, sinceramente, me ne sbattevo altamente. Perché? Perché ho sempre amato me stessa per quella che ero e ne andavo orgogliosa. Poi è arrivato il buio. Ho rimosso parecchio di quel periodo, ma non mi vergogno a parlarne. Secondo voi sono psicopatica perché ho passato due settimane ricoverata nel reparto di psichiatria? Vorrei proprio vedere voi al mio posto... Non credo che sarebbe divertente... Direi proprio di no. Ricordo che amavo leggere e non potevo farlo perché i farmaci mi facevano vedere doppio. Amavo scrivere e non potevo farlo perché la mano tremava. Avevo le braccia piene di lividi per via delle flebo... Camminavo come un robot perché mi si erano irrigiditi i muscoli. Sono arrivata a pesare 38 chili... Ma la cosa più brutta è che avevo vent'anni e non potevo vivere come una ragazza di quell'età. Mi imbottivano di farmaci per cui la sera alle 21. 30 crollavo dal sonno e mi svegliavo la mattina dopo alle 9. 00. Questo mi rendeva infelice... Volevo essere una ragazza di vent'anni e non potevo esserlo. Avevo toccato il fondo. E la mia voglia di vivere mi ha spinto a rialzarmi. Proprio per la mia voglia di vivere, per il mio voler tornare ad essere quella che ero il mio medico mi ha preso in simpatia e io non potrò mai smettere di dirgli grazie. Lui ha sempre creduto in me, dal primo giorno. Sicuramente in quel periodo, nonostante il buio, non mi è mai passata la mia voglia di cantare e di urlare al mondo la mia voglia di vivere. Questo mi ha portato di nuovo verso la luce. Solo otto anni dopo ho finalmente realizzato che in quel periodo la mia paura più grande aveva preso il sopravvento su di me: avevo semplicemente paura di rimanere sola. E poi arriva la storia... quella assolutamente sbagliata ma che è comunque esperienza e ti insegna a vivere. È stato il periodo più travagliato della mia vita, ho fatto un sacco di errori e ho imparato la lezione. E adesso, a mente fredda, un periodo così non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Credevo di essere innamorata di lui perché con lui avevo passato una vita... Era stato il mio migliore amico, il fratello che non ho mai avuto... Almeno così sembrava a me. Ero ossessionata da lui... Avevo paura di rimaner sola a tal punto che mi ero incollata come una ventosa. Magari ho avuto degli atteggiamenti da pazza ma quando uno che credi di amare ti dice "ti ho detto ti amo perché mi sembrava giusto dirtelo" come ci devi rimanere? È logico che vai fuori di testa! Della serie che puoi prendere per il culo chi vuoi ma di sicuro non me. Una persona che mentre state facendo l'amore sulla spiaggia ti nomina un'altra donna solo per farti incazzare... come fai a non tirargli un pugno di sabbia negli occhi? E poi non vado avanti. Uno che da te vuole una sola cosa e quando gliela dai si incazza e comincia a dirti quello che devi e non devi fare come se fosse tuo padre e non state manco insieme. E poi tu arrivi al limite. Ebbene si... sono arrivata al limite, quel limite che porta il tuo cervello e il tuo cuore a mettere la modalità "ignora". Quel limite che ti porta a voltare finalmente pagina, a sentirti libera. Certo non posso cancellarlo, ma posso non pensarci. E lo vedi che dice che non gliene frega niente e poi parla sempre di te come se fosse un disco rotto... Oppure leggi il soprannome che ti ha dato, "esaltata del cazzo", e ti scappa un sorriso perché ha ventotto anni e si comporta come un bambino di dieci. Poi leggi i suoi post, i suoi "vaffanculo", i suoi "tutti importanti e nessuno indispensabile, ma certe persone non servono proprio a un cazzo" e ti metti a ridere a crepapelle per quanto è patetico. La ruota gira per tutti e un giorno coltiverai quello hai seminato. Io sono giorni che sorrido e non riesco a togliermelo quel sorriso stampato in viso. Da quando è arrivato quella domenica in macchina mentre ascoltavo Britney Spears non se n'è più andato ed è stato la migliore medicina che io abbia mai preso. Mi sento di nuovo una ragazzina di quattordici anni. Quella ragazzina che nonostante i suoi problemi si aggrappava ai suoi sogni con le unghie e con i denti e anche dentro piangeva fuori aveva sempre il sorriso stampato. Ho ripreso in mano la mia vita e continuo a sognare nonostante ora sia adulta. Ho finalmente voltato pagina, ho trovato il coraggio di farlo e ciò mi rende orgogliosa di me stessa. Sono viva, con i miei pregi e i miei difetti. Ho la mia vita, le persone che amo e non ho più paura della solitudine, anzi, ho imparato ad apprezzarla. Non ho un uomo al mio fianco ma la cosa non mi preoccupa. Ora sto bene così. Arriverà un giorno, ma quel giorno non è oggi. Adesso è il momento di vivere così, spensierata... Per l'amore c'è tempo. Voglio solo vivere la mia vita, giorno per giorno. Voglio fare quello che non ho fatto in passato ovvero mettere me stessa al centro del mio mondo. Perché solo amando me stessa e stando bene con me stessa potrò star bene anche con gli altri. E a questo punto voglio fare dei ringraziamenti. Innanzi tutto voglio ringraziare chi mi ha messo al mondo, mamma e babbo che mi hanno dato tutto e non mi hanno fatto mancare niente. Voglio che siano orgogliosi di me per aver vinto la mia battaglia. Ringrazio la mia migliore amica perché, come dice lei, mi ha corroso il negativo e ha fatto venir fuori il positivo che c'è in me. Grazie anche per le tue parole e la tua carica perché è anche grazie a quelle che io ora sorrido. Grazie ai miei amici, quelli veri, che ci sono sempre stati. Grazie al mio psichiatra, una persona eccezionale che ha sempre creduto in me. Grazie alla mia psicologa che mi ha aiutato a guardarmi dentro e a vincere la mia paura di rimanere da sola. E alla fine spreco un piccolo grazie anche per lui, per essere finalmente uscito dalla mia vita. Non mi importa più niente se ci conosciamo da sempre. Io ho provato a tenere in piedi un minimo di rapporto civile e ho ottenuto sempre calci in culo. Quindi adesso basta, io volto pagina e tu rimani semplicemente dove devi rimanere: nel passato.

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2 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • oissela il 05/02/2014 11:19
    Colpisce la saggezza della protagonista che è riuscita a superare momenti difficili che un po' tutti incontrano nella vita.
    Il titolo lo trovo esagerato, ma ci può stare.
    Ho condiviso i dubbi, le difficoltà, la vittoria(mi si passi il termine)e il finale positivo.
    Scrivi bene e sai riferire.
    Mi auguro di continuare a leggere altre tue storie, autobiografiche o no, poiché scrivi avendo qualcosa da dire.
    Un saluto.
    Oissela
  • Antonio Garganese il 04/02/2014 21:16
    Un diario per una vita ancora giovane che ha già tante pagine di esaltazioni, insuccessi, dispiaceri e risalite. Qualcuno ti ha aiutato per fare uscire il meglio, non succedono solo cose terribili, si insinua uno spiraglio e si può anche rinascere. Auguri e benvenuta, scrivi bene.

2 commenti:

  • Claudia il 05/02/2014 07:11
    innanzi tutto grazie per la recensione e per il commento
    beh qualche errore non può mai mancare
    comunque si, questa sono io parola dopo parola
  • Anonimo il 05/02/2014 06:44
    Beh, molto interessante questo brano... intanto benvenuta, ed il tempo dirà se questo è solo uno sfogo oppure se vuoi metterti d'impegno e pubblicare altro, magari di autobiografico(che io amo molto sia come lettore che scrittore)il quale può essere trattato anche per piccoli avvenimenti, piccoli flash di vita, episodi magari significativi. A parte il fatto che questo racconto-diario-riflessione è taggato racconto breve e quindi non è detto che sia autobiografico, comunque il fatto di scrivere in prima persona rende molto bene il pathos della vicenda... se poi non è autobiografico ancor più brava perché sei riuscita a farci immedesimare. Ha ragione Antonio, scrivi bene, anche se con alcuni accorgimenti anche solo d'impaginazione ed altri piccoli trucchi la lettura diverrebbe ancor più fluida, leggera, godibile.
    Ti segnalo una piccola dimenticanza... La ruota gira per tutti e un giorno coltiverai quello hai seminato... manca un che...
    Bene, di nuovo benvenuta tra gli autori che amano la prosa... speriamo che la tua non sia una semplice apparizione fugace... credo che se resterai potrai contribuire a migliorare il sito e migliorare te stessa. ciaociao

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