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Il pasticciogoloso

C'era un piccolo negozietto di pasticceria, si trovava nella zona più frequentata di un piccolo paesino di provincia: ridente cittadina sormontata da una collina sempreverde sia in estate che in inverno, sia che ci fosse il sole che la pioggia. Il proprietario, a riassumere il suo carattere in un'immagine, lo si poteva paragonare per assurdo all'insegna che recitava a caratteri gommosi bianchi e gialli come i mirabolanti cordoni, la scritta: "PASTICCIOGOLOSO" sul fronte del suo irresistibile locale. Ma era molto riduttivo, perché dentro si spalancava un mondo che aveva preso forma dalla mente geniale di un uomo speciale. Bradley, questo era il suo nome era una persona creativa, spiccata con una fantasia galoppante. Tutti lo conoscevano in paese e d'altronde lì, tutti si conoscevano tra loro: la comunità era formata da poco più che un centinaio di anime. Ma la sua fama si era spinta oltre, lontano. Tra le viuzze di campagna che collegavano le cittadine; dove calessi in legno diventavano latori di un messaggio; alle taverne lungo strade battute; salendo per ripidi tornanti; nelle casupole con tetti di paglia e fieno, insomma ovunque si spandeva come germogli di grano buttati a grandi manciate la sua formidabile arte.
Fin da piccolo si era appassionato ai dolci, ma non come si poteva immaginare, essendo un bimbo, nel mangiarne per assecondare i piaceri del palato; ma diventandone l'artefice. Assieme alla mamma sin dai dieci anni di età, si metteva in cucina a impastare, stendere e non ultimo a fare delle vere e proprie opere di pasticceria.


Ben presto carpì l'alchimia di questa straordinaria arte per farne propria l'essenza stessa. Le dosi erano combinate perfettamente senza l'utilizzo della bilancia, mettendo insieme gli ingredienti con un'abilità da scienziato provetto. Si destreggiava come un acrobata da circo, inventando e reinventando se stesso. Era visto come una bambino prodigio. Iniziò a sperimentare e, vista la sua formidabile capacità di trasformare le materie prime in dolci, cioccolate, caramelle di ogni genere, i genitori, costruirono lui un piccolo laboratorio dietro casa. Qui per diletto, fece i suoi primi passi verso quello che sarebbe stato un trionfo. Inizialmente faceva assaggiare le sue creazioni agli amici più stretti, ai parenti, ma nella cittadina non si faceva altro che parlare del prodigio del bambino dalle mani d'oro, giungendo sempre più persone, nella bottega, incuriosite dal grande talento di Bradley.



Un giorno andò con la madre in paese, non gli era stato detto niente ma erano tutti coinvolti al lieto evento. Le strade erano deserte quella mattina, un fatto eccezionale, lo trovava curioso Bradley, " stamane sono tutti rinchiusi in casa" disse alla madre, " saranno tutti a casa con la febbre", le rispose in tono scherzoso. Camminarono lungo la strada principale per fermarsi, bruscamente, " che succede?" disse Bradley, " non so vedilo con i tuoi occhi!" Lui non capiva, si trovavano di fronte la piazza centrale dove zampillava la stupenda fontana con la sirena e la sua lunga coda ricurva; proprio nella zona antistante, dove sfilavano gli eleganti portici di un colore rosa pastello con gli edifici del prefetto, del comune e le scuole. Ritornò con lo sguardo dove si trovavano; di fronte sfilavano i negozi più in voga: la Signora Matilde con il suo adorabile negozio di merletti e ceramiche più famose della contea, andando più indietro con la testa vide il negozio dell'orologiaio Tommy, con la sua precisione maniacale per questa infallibile disciplina che lui aveva migliorato e reso impeccabile; e ancora il giocattolaio Riddy che faceva ancora a mano pezzo per pezzo, servendosi di abili artigiani, le sue prestigiose bambole e giocattoli della più incantevole fattura; ma sempre più stupito Bradley notò che non c'era nessuno all'interno.

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 14/06/2014 17:43
    Sì... ho già diversi consigli da darti... dopo le prime due pagine ho già indivuduato come migliorare la scorrevolezza... se vuoi ne parliamo in privato. Il discorso è lungo e devo farti esempi. Un saluto... ciaociao

5 commenti:

  • Anonimo il 14/06/2014 17:38
    Brava Paola... fai bene ad insistere con le critiche, le osservazioni... ciò significa che vuoi un commento serio e questo fatto ti rende onore. Appena finito il lungo racconto provvederò... magari prima della partita dell'Italia( ebbene sì, sono un appassionato di calcio... ma non solo... tutti gli sport, specie se acquatici)... holahola
  • Paola il 14/06/2014 16:35
    Grazie mille del commento, mi aspetto anche delle critiche però.. Che sicuramente ce ne saranno da fare..

  • Anonimo il 14/06/2014 16:01
    bene, anch'io ho iniziato a leggere questo lungo racconto( come l'amico Oissela) e devo dire che scrivi davvero bene; bell'acquisto per Poesieracconti. Ciaociao
  • Paola il 16/02/2014 16:42
    Grazie per il consiglio, ho intenzione di pubblicare anche cose più brevi... Andrò a leggere anche i tuoi...
  • oissela il 14/02/2014 06:34
    Benvenuta in questo sito.
    Ho letto due pagine e conto di leggerne ancora.
    Spesso la lunghezza di una storia, che va bene per il cartaceo
    spaventa il lettore sul web.
    Un saluto.
    Oissela

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