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Il viaggio della conoscenza

Abbiamo deciso di andarci. Quest'estate se ne era parlato ma io avevo declinato, non mi sentivo pronta e tantomeno ero nello stato di affrontare un tema così delicato. Dopo un inverno che sembrava non passare mai e un'estate arrivata all'improvviso non mi volevo tuffare in un viaggio il cui scopo era quello di conoscere ciò che ci era stato detto in molti modi con diverse storie ma che mai era stato visibile e tangibile.
Rituffati nel freddo inverno e in previsione di una vacanza di mia iniziativa e poi di comune accordo ci siamo decisi a partire. Credo che non sarà uno dei soliti viaggi, no, qui dovrò soppesare tutte le implicazioni che ci possono essere al livello emotivo; non ci dovrò andare con uno spirito leggero, come se si andasse in un posto come tanti in visita perché questa è storia ma di quella che ha sconvolto, sradicato le più truci storie di battaglie in qualcosa di più accettabile e meno oscuro.
Qui la battaglia non c'è stata, qui è successo che un uomo è stato ridotto a un oggetto che non aveva né più né meno sostanza dello stesso; ridotti al niente, martoriati, saccheggiati nella loro dignità.
Mi sono sentita come chi andasse a violare una realtà, come chi non fosse degna di entrare perché il ricordo è cosa dura, l'afflizione può spettare solo a chi l'ha vissuta o da chi riporta la traccia indelebile tramandata... chi sono io per entrare in un luogo di sofferenza per me che la sofferenza non l'ho provata, sì posso come tutti abborrire, restare attonita ed incredula. Vedendo un film le lacrime possono scendere copiose ma poi tutto continua.
Ho pensato, allora che mi sarei fatta carico di un bagaglio superiore a quello a cui ero già stata preparata. Questo sarà per me il viaggio della conoscenza, che implicherà anche quella interiore.
Tutti nel ricordare la Shoà, ci rendiamo effettivamente conto che è successo relativamente in un tempo non troppo lontano dal nostro. E per ciò si inorridisce anche di più. Fosse successo mille anni fa ci saremmo trovati meno esposti a quest'evento abominevole. Come si può a distanza di quarant'anni pensare che si siano potuti compiere dei crimini così ben studiati e non ostracizzati. Un clamoroso vilipendio ai danni dell'intera umanità. Perché il carnefice era sostenuto da altrettanti carnefici che se non erano i mandanti diretti erano tuttavia i consacratori di un regime senza più nessuna remore, pudore, umanità. Per le vittime che non erano preparate sarà stata una sorta di Armagheddon anticipata.
Ho letto e riletto come hanno preso il potere con una mano che incedeva sulla terra come un ombra assassina. Dapprima facendosi concedere l'appoggio di qualche parlamentare non lungimirante, che al momento giusto veniva destituito e nominato al suo posto un legislatore senza scrupoli che seguiva i diretti comandi maggiori di esaltati razzisti. Prima c'erano leggi su carta che impedivano il normale svolgimento di una vita quotidiana, restrizioni che non permettevano di andare ad occupare posti spettanti alla razza ariana. Venivano costretti a svendere le loro attività commerciali, a non sostare in zone pubbliche riservate alla razza pura. A portare sul petto una stella che simboleggiava la loro subordinazione e la loro inferiorità. Si non c'era ragione di restare, era stato fatto per scoraggiarli a restare e prendere "il largo". Ma l'emigrazione di ebrei non era massiccia, qualcuno, pochi decidevano di andarsene. Affezionati alle loro case, ai loro quartieri. Mai si sarebbero aspettati un trattamento che non si destina neanche al peggior criminale. Dal giorno alla notte vennero massacrati, uccisi deliberatamente o spediti con viaggio di sola andata ai campi della morte. Quella che comunemente viene definita come la "Notte dei Cristalli" è la dichiarazione più virulenta di odio. Ebrei uccisi, ebrei deportati altri trattenuti dalle autorità in custodia cautelare. Tutte le sinagoghe e i luoghi di culto violati e distrutti.

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