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La mia Ombra e la mia musa

Era una bella giornata di sole. La solita routine dava inizio alle danze. Quella mattina camminavo con passo veloce, e mentre cercavo di schivare autisti impazziti e mogli inviperite con i loro mariti, il mio corpo era immerso in sane emozioni, brividi d'amore che si hanno quando si ha una cotta per qualcuno. Mi sedetti ai primi banchi di una grossa aula della mia facoltà. L'aula era particolarmente fredda quella mattina, ma non me ne preoccupai più di tanto perché ad un tratto vidi lei, la mia musa poetica, ispiratrice di tutte le mie virtù, dei miei canti segreti e delle mie insonnie notturne. Il suo sorriso accarezzava dolcemente la mia pelle ruvida che diveniva limpida per magia dell'amore, e quella che inizialmente sarebbe stata una classica lezione universitaria divenne la mia lezione più bella e non capivo come mai lei avesse questo grande potere su di me, o ero io che mi facevo influenzare da lei, visto lo stato in cui mi trovavo. Ogni volta che mi passava accanto, giravo lo sguardo, respiravo affannosamente mentre, madido di sudore, cercavo di non attirare la sua attenzione, poiché molto probabilmente non avrei potuto proferire parola. La giornata trascorse tranquillamente in sguardi furtivi scambiati da lontano, mentre tutte le storie raccontate dal professore rimanevano nell'aria, aria piena dei miei pensieri e di tutte le mie paure che stavano iniziando a prendere forma cominciando seriamente a spaventarmi. Queste paure le vedevo riunirsi dinanzi a miei occhi, formavano l'Ombra di quell'Alessio tanto sensibile e spesso frainteso dai suoi amici.
Il ricordo di quella giornata riflette, in parte, anche quello che sono ora, ciò che posso fare o che la mia mente dice di non poter fare. Lo stravagante Alessio, avvilito, pieno di emozioni, emozioni che di solito non prova, uno strato di ghiaccio che spesso raffredda il suo organismo ma che alimenta la sua Ombra che lo segue anche nei posti più luminosi del pianeta. Mi sono sempre chiesto come può una persona, come il Doppio Alessio, che vive la vita della sua Ombra, cercare di piacere alla sua musa che vuole l'Alessio originale? Non posso farle questo favore, poiché quando la luce del Sole brillerà come sempre, anche la mia Ombra scomparirà, lasciandomi nudo di tutto ciò che ho costruito finora. Perché se io non sono io, quale amore le potrò mai dare?
Forse mi serve soltanto il tempo di un secondo per sapere qual è la mia essenza e solo così potrò affrontare la mia Ombra e dare tutto me stesso alla mia musa. Quel secondo così breve che non riesco a contare, perché quando lo faccio, penso inevitabilmente a lei.

 

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3 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 17/03/2014 06:03
    Molto bello Alessio... riunificarsi con la propria ombra... per esere capaci di amare totalmente... chissà a volte basta un secondo... o una intera vita...
  • Anonimo il 16/03/2014 20:01
    Due modi di comportamento in uno stesso corpo fanno a gara, ma è una gara senza rivali che possono sottrarci l'oggetto del desiderio. La razionalità accresce i dubbi nel contrasto che disarma, eppure sarebbe un bene apparire privo di inutili difese per ottenere la ricompensa del desiderio. Carpe diem... per carpire le risposte. Una lettura scorrevole, anche se alcuni periodi mi risultano un po' lunghi, privi di idonee pause.
  • Caterina Russotti il 16/03/2014 19:40
    Stupendo, non è facile scrivere un racconto che analizzi il proprio essere... Un essere fartto di desideri e fragilità... Il testo scorre bene ed è stato un piacere per me leggerlo. Complimenti.

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