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La nuova alba

Non avevo che tempo da perdere passando le mie dita tra i capelli. Lo specchio che mi era stato regalato da bambina dalla mia zia Greta stava ancora posato sul davanzale della finestra. Lo presi tra le mani e dovetti soffiare un po' per spostare tutto lo strato di polvere che offuscava la mia immagine. Mi ritrovati poi a chiedermi se quel sole che iniziava ad intravedersi da dietro i colli, segnassero l'arrivo della domenica o del lunedì. Ma alla fine, perché me lo domandavo? Tanto per quanti conti avessi potuto fare non sarei riuscita ad ottenere una risposta. Un altro pezzettino di sole scorgeva, la penombra nella quale mi ritrovavo un po' s'affievoliva e riuscivo a veder meglio riflesso il mio volto.
Avevo perso il vizio di guardarmi allo specchio come facevo da ragazza e accidenti, le rughe avevano del tutto cancellato i miei lineamenti. Avevo un nome si, ma che altro se pure la mia identità andava scomparendo? Le scelte sono scelte, e dovevo averne coscienza.
Quanti anni avevo, forse settanta? Una certezza l'avevo, la solitudine la si sente forte e chiara quando non è più lo scheletro a sorreggere te, ma sei tu a dover sorreggere lui.
Era passato tantissimo tempo dall'ultima volta che avevo visto Tom e le mie tre figlie, e la cosa peggiore e per me al tempo impensabile, era che mi mancavano, eccome se mi mancavano. Fissavo ancora a volte lo specchio, altre il sole che ormai si dava da fare per illuminare questo nuovo giorno, mentre pensavo a quanto avrei voluto abbracciarvi o sentire un ''grazie'' da una delle mie bambine, che avranno passato la loro adolescenza a maledirmi.
Ero stata io a scegliere di scappare, a scegliere di andare via senza nemmeno versare una lacrima. Credevo fosse l'unica cosa utile che potessi fare scappare. Non ero mai stata una brava moglie, tanto meno una brava madre. Sarei stata una donna migliore solamente pensandovi di più dopo l'abbandono e invece, niente.
L'aria faceva fischiare le fessure e la giornata appariva fresca. E se fossi venuta da voi, per vedervi ancora anche solo per una volta? Non avevo troppo tempo per pensare, la mia vita sarebbe potuta finire da un momento all'altro ed io sarei morta con le lacrime agli occhi.
Vivevo lontano dalla città, e camminare in mezzo alla campagna rendeva il vento più freddo e la strada ancor più ricca di nostalgia. Pensavo a voi, a te Tom, che per quanto non sia stato un uomo perfetto, cercavi di volermi bene. Le mie paure avevano preso il sopravento ed ora, cosa mi resta? Avrei camminato per molto tempo ancora, e i miei muscoli irrigiditi dall'ansia, da quello che probabilmente era inverno, e dalla vecchiaia, sarebbero stati al limite della sopportazione.
Dopo quattro ore passate a percorrere la città intravedo forse la ''nostra'' casa?
Bussare era una decisione difficile se ad aprire saranno tue figlie che probabilmente non ti riconosceranno o un uomo che avrà passato una vita intera a pensare quanto codardo sei. Infondo non avevo nulla da perdere se non perdere ancora se non avessi bussato; quindi bussai. Due colpi incerti, il terzo ben più forte.
È uno strano momento l'attesa, quasi ingannevole, passi anni nella solitudine con le mani in mano e poi sono quei due minuti a farti sentire tutte le emozioni che pensi proverai.

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