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Chiamò

Aprì gli occhi. Sapeva che la sveglia aveva suonato almeno 4 volte, ma non aveva nessun valido motivo per alzarsi ed iniziare una giornata che sapeva non avrebbe significato nulla, portato a nulla.

Le giornate scorrevano tutte uguali da un mese a quella parte. E pensare che sarebbe dovuto essere il suo ultimo mese prima di diventare ufficialmente donna. Per la società. L'ultimo mese in una città che l'aveva fatta sentire viva. E che allo stesso tempo le ricordava il vuoto malinconico che porta con sé la morte. Non poteva ripensare alla scelta fatta molti mesi prima, nella convinzione che sarebbe stata la cosa giusta. La cosa giusta... termine che le sapeva di casa, le sapeva di famiglia. Una famiglia che non aveva mai avuto. Che le provocava sensazioni di calore, certa che le cose sarebbero andate come lei avrebbe voluto. Era convinta che, alla fine, tutto, questa volta sarebbe stato un vissero felici e contenti, non avrebbe rovinato tutto come al solito. No, questa volta era diverso. Era diverso perche lui la aspettava a casa, lui che aveva lasciato la sua casa, le sue tradizioni, per lei. Per lei aveva abbandonato una madre possessiva e super comprensiva che lo aveva rovinato, facendogli credere che era un artista, assecondandolo, senza mai dire no. Un padre prossimo alla sedia a rotelle che lo aveva spinto in questa folle storia, i suoi amici, la sua facoltà, la sua vita. S. si chiamava, ed era un ragazzo di 25 anni, di una bellezza quasi angelica, innocente. Ma la vera cosa che in lui la aveva colpita era il suo sguardo. La prima volta che si erano incontrati lei aveva fotografat la purezza di quell'uomo nudo che la osservava. Lui veniva da un altro pianeta. Non poteva in alcun modo essere sfiorato da alcunché di volgare. Lui era puro. Il pìù puro fra tutti quelli che aveva pericolosamente cercato nel suo cammino, fra tutti quelli da cui si era fatta scegliere, fra tutti quelli di cui aveva dovuto accontentarsi. Quindi nella sua mente non esisteva nessun altro che poteva prendere il suo posto.

La convinzione pero non basta sempre. Questo pensiero quella mattina la stava infastidendo, le stava ovattando la testa di pensieri di ripensamento.
Si domandava se infondo sarebbe stato possibile che un uomo più giovane e indubbiamente più bello di lei le sarebbe stato accanto ancora per molto. Se potesse essere per sempre possibile che lui non si sarebbe stufato di lei.

Magari avrebbe dovuto riconsiderare la sua scelta di tornare a vivere con i genitori, in quel piccolo paesino chiuso nella sua mediocrità, per fare due anni la serva ad un avvocato senza vedere uno spiraglio di luce. O di denaro. E poi prendersela anche nel culo perche lui non voleva darle quell'idillio familiare di cui tanto le piaceva sognare e di cui amava riempirsi spesso la bocca con lunghe chiacchiere da 4 soldi. Un figlio, gridava con enfasi non umana, cos'è una vita senza un figlio? Paradossalmente lei era gia rimasta incinta. Ma il signore volle che la paternità non fosse certa, e quindi la soluzione era solo una. La vita-sogno costruita nella sua mente non permetteva un fuori programma come quello. Fu doloroso, per molto tempo, ma alla fine riuscì a trovare il modo per convivere con quello che lei chiamava OMICIDIO.
Parole, definizioni, che spesso lasciano il tempo che trovano.

Lei era decisamente confusa quella mattina. Non riusciva a capire perchè ci stesse pensando solo ora. Doveva ricominciare a vivere come aveva sempre vissuto. Non poteva fidarsi di lui e sacrificare le sue amicizie, la sua città, la sua malinconica ricerca disperata della perfezione, sapendo che in fondo non l'avrebbe mai trovata. Era più facile rovinare prima ciò che inevitabilmente non sarebbe durato in partenza. Le venne in mente di chiamarlo e di rimandare poi ogni decisione a dopo la chiamata, e il responso dipendeva da quanto la sua voce avrebbe potuto rassicurarla. Chiamò.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 02/04/2014 05:40
    Un racconto sapientemente costrutto... IL MIO PLAUSO E IL MIO ELOGIO.

3 commenti:

  • Anonimo il 01/04/2014 20:40
    decisamente ottimo racconto breve molto ben articolato ed espresso in prosa. le sensazioni più recondite vengono espresse in forma lieve e delicata. piaciuto. brava
  • loretta margherita citarei il 01/04/2014 20:06
    bel racconto, brava chira tvb
  • gianni castagneri il 01/04/2014 19:43
    bellissimo racconto, oltretutto di quelli che lasciano immaginare il finale, come piace a me... pero' non capisco una cosa... lei ha cambiato sesso? benissimo se e' cosi', l'importante e' trovare la propria strada, ma - se e' cosi'- come aveva potuto rimanere incinta in passato?... magari fosse possibile la cosa!!!

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