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Nella foresta della mia mente

Tornai a scuola dopo una sospensione di alcuni giorni. Mi accompagnava un educatore. Mi sentivo sempre lo stesso: apatico, odioso, indisponente, rompiballe. Il professore mi accolse con un viso severo che faceva pensare ad una predica sul comportamento in classe.
L'educatore ascoltava l'elenco delle regole che avrei dovuto rispettare e sembrava che fosse pronto lui a comportarsi bene al posto mio. Io cercavo di apparire umile e di nascondere la mia irrefrenabile sfrontatezza, perchè sapevo che lui non poteva aiutarmi nè tanto meno la scuola. Non avevo voglia di studiare e facevo di tutto per farmi notare dal professore di lettere che invece mi rimproverava spesso, ma lui aveva ragione ed ero io che ero sbagliato, disadattato, cattivo. I miei genitori non erano una famiglia ed io urlavo dentro di me.
Dopo le promesse che mi sarei adattato alle regole della scuola, il professore strinse la mano al giovane educatore che si raccomandò con me di essere serio e responsabile.
Un bidello mi accompagnò in classe e, salendo i gradini, iniziai ad ululare come un lupo aggressivo e ferito.

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • vincent corbo il 05/04/2014 08:02
    Bravo Carmine, continua a scrivere. La nostra mente è una foresta inestricabile e la scrittura spesso aiuta a fare chiarezza e ordine nel groviglio dei pensieri e dei ricordi.
  • Anonimo il 04/04/2014 13:18
    Mi hai fatto arrivare quelle urla fino in fondo all'anima. Se non si colgono certe urla, specie dei giovanissimi, quanto possono lacerare!... Perché mai si potrà educare chi, profondamente ferito, non venga prima curato con amore.
    Molto essenziale, incisivo il tuo raccontare.

3 commenti:

  • Gianni Spadavecchia il 14/04/2014 17:21
    Un urlo per troppo tempo represso e soffocato fin nell'anima.
    Un bisogno di attenzioni, di affetto, di famiglia.
    Bel "racconto", intenso e triste.
    In un pezzetto mi ci rispecchio.
  • Carmine Impagnatiello il 06/04/2014 10:16
    Dire grazie è poca cosa.
  • Ellebi il 04/04/2014 20:58
    Brano breve e sorprendente, ed eccellente sotto ogni punto di vista. Complimenti e saluti.

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