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[Senza titolo]

Ripeto le cose a memoria e mi lascio vomitare addosso le foglie stanche della sera.
Ho saputo correre più veloce di tutti, ed ora.. tremo..
Le lacrime, su di me, sono graffi di pietre affilate dalla pioggia..
Io..
.. non ce la faccio a lasciarti andare..

Sei passato così, con quel viso ancora pieno di me e mi hai salutato da lontano. Le nubi mi hanno detto che eri tu.
Il bollitore ora è caldo.. lo senti? Doveva essere il nostro ultimo tè.. Ma forse sarai già arrivato…
Chissà..
Quando Marta è corsa nella mia stanza con gli occhi sbarrati e le mani urlanti e protese verso di me non c’era più nulla da fare.. L’ho capito subito. L’ho guardata.. e ti ho visto. Dormivi tra le lame della ferrovia.. Tutt’attorno la gente si stava affollando, lanciando grida di terrore. Alcuni, più sommessi, si voltarono e presero a guardare la mia casa.. Li vedevo oltre le tende pesanti e i capelli di Marta che pazza mi era corsa tra le braccia. Ero io a sorreggerla. Incapace di reagire e.. vuota.
Improvvisamente.. vuota.

 

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