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La dolce furia

Sopra all'immane vortice cosmico, percorso dallo scorrere della spirale del tempo che si avvolge e svolge attorno alla centralità dell'Essenza, immobile opera il Mistero, e l'eterno attimo finge la durata nel suo aver bisogno di estendersi per divenire.
La Non esistenza anticipa l'esistenza, nel contenere le sue indefinite potenzialità che saranno fecondate dall'Essenza.
Al centro la sacra Intenzione, che è Libertà assoluta, dona libertà senza potersi contraddire.
Io, angelo antico più del tempo, accarezzo la vita degli esseri, perché mi è stato affidato il compito di rigenerare.
So bene che le creature dell'universo raramente mi ringraziano, ma è la sottomissione che fa splendere la mia luce, e il mio essere libero attraversa l'obbligo di assecondare una legge incompresa.
Il dover rigenerare l'esistenza, considerato da una ridottissima angolazione, significa accompagnare gli esseri al riconoscere l'inevitabilità della propria consunzione.
L'atto del donare è più prezioso del dono fatto, per questo ha bisogno di essere rinnovato.
Non è un mutevole sentimento che può alimentare la Realtà che non muta.
L'esercizio del mio ufficio avvicina tutto ciò che ruota alla centralità che non ruota, ma per sfuggire alla sua crudele attenzione ci si deve sottrarre alla rotazione universale, e solo il ricordarlo aumenta la mia luce.
Per non ruotare occorre fare il percorso inverso a quello che ha generato la vita... procedendo a ritroso fino all'inconsistenza del Mistero più grande nascosto nel più piccolo dono.
In pochi riescono a superare gli ostacoli che allontanano l'immortalità.
Si deve dire che il brillio dello zero affermato negli embrioni di esseri sia della stessa natura del Mistero che glielo ha infuso, per riflessione, sacrificandosi senza modificare nulla di Sé.
Compiuto il primo volere ogni nuova manifestazione ha inizio, e dal punto privo di dimensione che replica il suo non esserci inizia a vibrare la giostra dell'esistenza, modulandosi in armonia con le leggi del vortice universale.
È uno spettacolo indimenticabile, soprattutto per chi, come me, dovrà poi ricondurre i piccoli vortici, nei quali trema la vita degli esseri, al punto dal quale la possibilità universale sacrifica la propria perfezione senza perderla.
Da quello sfavillio primordiale nuove esistenze desiderano essere, e sarà in quella stessa luce, generata alla fine dalla brace, che si placherà la loro furia vibratoria, abbandonandosi all'abbraccio del Mistero che ama.
La morte che genera nuove e diverse vite prende la furia degli esseri per mano, riaccompagnandola alla fonte del suo ciclo vitale, facendo in modo che possa adornarsi, un giorno nel tempo, attorno all'eterna centralità, la stessa per tutti gli esseri, rivestita dall'arabesco nuovo che ognuno ha ricamato vivendo.

 

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