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L'evoluzione

L'auditorium era percorso da un brusio uniforme e fitto il quale, dal suo ronzare in alto guardava, seduta in basso, la ragione del suo esistere: una moltitudine di studenti agitati dalla notizia che, quel giorno, la lezione di scienze l'avrebbe esposta addirittura un professorone, insignito della prestigiosa onorificenza concessa dal miglior gota scientifico e letterario che l'umanità possa vantare, quello che pungeva il petto degli scienziati e dei letterati col premio Nobel.
Il silenzio entrò col professore e anche il rumore si sedette in attesa spasmodica, oggi avrebbe saputo aspettare pur di cogliere l'essenza della vita che era, per lui, ancora troppo poco rumorosa.
L'uomo si avvicinò al microfono, ci soffiò sopra per testarne il timbro e uno sputazzo si nascose veloce nella spugna nera e fetida.
— Buongiorno cari studenti enti enti... — disse, senza trasporto emotivo.
Lui li detestava uno per uno quei giovinastri, perché si sarebbero bevuti il suo sapere con la stessa sete irriflessiva che aveva avuto lui quando si era ubriacato, da giovane, delle stesse melense ipotesi alle quali aveva interiormente smesso di credere, dopo la tragica e inspiegabile morte della sua amata moglie.
Iniziò, flemmatico, a infilar parole su una collana di conoscenze che non avrebbe mai trovato chiusura:
— Il sapere dell'umanità ha fatto passi da gigante da quando la sinfonia espressa dalla sola nota dell'antico conoscere si è complicata nel magnifico concerto che innalziamo al cielo oggi— il microfono stridette a questo dire, fastidiosamente nevrastenico in un sovrapporsi di decibel che anticipava quello delle nuvole, e il cui suono stonava peggio di quella sola nota appena evocata.
Appena si calmò quel riverbero, continuò, innervosito dall'ostilità dell'impianto sonoro e da una strana oscurità che scivolava giù, attraversando le finestre, dall'alto dell'enorme salone.
— La cultura ha preso forma dalla concentrazione delle intelligenze, in lotta contro l'oscurità delle profonde caverne dell'animo, e ha contribuito ad affinare lo spirito di un'umanità che si è così unita, abbracciandosi nella consapevolezza di una ricchezza rappresentata dall'armonizzarsi delle proprie, apprezzate, diversità— il silenzio, che era entrato col professore, a questa affermazione si vergognò orribilmente e decise di andare a sedersi accanto al brusio, sperando di confonderci dentro anche il proprio pensiero che, se fosse stato espresso, sarebbe stato un vomito freddo.
Il timbro della sua voce si impostò sui bassi, come si usa nel declamare verità inconfutabilmente precise, o quando si spera di non far fischiare il microfono.
— Quelle stesse intelligenze che sono ora sedute a un passo dallo scoprire la loro origine—
Una vocina secca si alzò irridente dalle scalinate piene, senza che un solo volto ne tradisse la paternità.
— Cadute, vorrà dire! —
Uno stato d'animo da combattimento di galli, ondeggiando rapido tra gli astanti, insinuò loro l'aspettativa di una risposta, lampeggiante nel fuoco di un unico e molteplice sguardo che al professorone parve un chiodo da crocifisso.

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1 commenti:

  • Ellebi il 05/05/2014 00:47
    Di sicuro sai ben scrivere, purtroppo io ho pochissima cultura scientifica e temo mi sfugga parte della tua ironia sulla scienza odierna. Posso dire, io, che poco credito do alle altisonanti previsioni degli scienziati, che per contro, molto mi divertono, come quando parlano del surriscaldamento globale del pianeta provocato dall'uomo, mi faccio qualche risata e mi domando tuttavia come fa tanta gente a credere a una "balla" così spaziale. Complimenti e saluti.

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