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Ipotizzando, non a caso, sul caso

Ipotizziamo che la realtà relativa sia iniziata dall'esplosione chiamata Big Bang dalla scienza. Prima di andare oltre è necessario soffermarsi su alcune considerazioni, quali sono quelle riferite al porsi la questione del cosa sia potuto esplodere. La scienza dice trattarsi di una sfera estremamente compressa, ma non può dare risposte, e nemmeno fare ipotesi, sulla provenienza di questa sfera materiale. La stessa esplosione necessariamente costituisce la polarità opposta all'implosione, perché la realtà manifestata ha polarità contrapposte che cercano di risolversi, attraverso la loro complementarità, nell'unità generatrice. Fingiamo che sia il caso ad aver costituito questo principio primo generatore: l'esplosione dovrebbe obbedire al caso, nel suo espandersi indefinitamente, ma il caso non è che caotico nel suo disordinato procedere, e questo significherebbe che alcuni elementi della deflagrazione potrebbero avere una direzione che non segue la raggiera tipica delle esplosioni e, dunque, essendo casuale, l'esplosione potrebbe avere in sé parti che non sarebbero costrette a seguire le altre, finendo col cozzare tra loro in un dividersi esponenziale. A questo disordine totale, essendo il caso a governare, non si opporrebbe la possibilità che si stabilisca un ordine diverso da quello caotico, ma in questa confusione è sempre possibile, non essendoci regole né leggi diverse dal caso, è sempre possibile, dicevo, che un ordine del tipo consequenziale che conosciamo, ordine stabilito tra cause e loro effetti, si formi accidentalmente. Da questa formazione, essendo il caso a comandare, si dovrebbe tornare al caos, ma ipotizziamo che non sia stato così, e che quella consequenziale formazione si sia indefinitamente ampliata, obbedendo a se stessa e alle proprie nuove leggi, invece che al caso. Sarebbe possibile, perché il caso, non essendo propriamente una legge, potrebbe sottomettersi a una legge che gli si è mostrata accidentalmente superiore. In questa eventualità il nuovo ordine, subentrato a sostituire il caotico caso, è quello che conosciamo, mentre il caso, al quale sarebbe impossibile assegnare un ordine prestabilito, dovremmo chiamarlo Principio primo, o Dio misterioso come tuttora si fa, con la differenza che si tratterebbe di un Dio che ha abdicato in favore di una scimmia la quale, battendo casualmente sui tasti costruiti coi legnetti di una macchina da scrivere, trovata per un colpo di culo in mezzo al disordine, ha scritto la Divina Commedia (solo la prima strofa, perché le altre sono state scritte dai suoi discendenti i quali, per puro caso, non erano delfini).
Questa mia dissertazione è più intelligente di quella attraverso cui la scienza ha fatto innamorare di sé l'intera, stupida, umanità, che ancora si chiede le ragioni del non aver capito la trama che l'esistenza ha ordito, al puro fine di dover contrariare un'umanità... decisamente più intelligente del caso al quale dovrebbe la vita.

 

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2 commenti:

  • bruno guidotti il 11/05/2014 17:43
    Bella esposizione, ma penso che sarebbe il: CASO, di esporla ad un convegno astrofisico, magari ad Erice.
  • Ellebi il 11/05/2014 12:49
    Questo ulteriore brano sul "caso" è un caos a cui è difficile star dietro, e non potrebbe essere altrimenti, parlando della grande e caotica e primordiale esplosione. Non ne so molto, ne molto mi intendo delle cose concernenti la scienza, e comunque io credo in un "disegno intelligente" , e quindi in questo caso non di sicuro nel "caso. Saluti

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