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Costi umani o costi disumani?

In quest'ultimo periodo il dibattito, negli Stati Uniti, sulla pena di morte si è fatto ancor più forte a causa degli sconvolgimenti economici dovuti al periodo di crisi, trascurando la dimensione etica ed umana della pena capitale.
Lo stato americano dell'Illinois, ad esempio, nel 2011 ha abolito la pena di morte, in quanto un rapporto elaborato da una commissione istituita proprio per calcolare i costi della pena capitale, ha stimato che dal 2003 al 2010 le spese dello stato ammontavano a 100 milioni di dollari.
Parlando sempre di cifre, uno studio ha mostrato che nel solo anno 2008 la California ha speso 137 milioni di dollari, in aggiunta la commissione ha dichiarato che se la condanna a morte fosse stata tramutata in ergastolo a vita la spesa sarebbe stata di soli 11, 5 milioni di dollari. Il paradosso di questi 137 milioni di dollari è che non vi è stato neanche un condannato è lo stato continua ad avere nella sua legislazione questo tipo di pena, anche se un referendum popolare a novembre potrebbe far cambiare le cose.
Negli Stati Uniti, come si può notare, il dibattito politico, sulla pena di morte, ha spostato la sua attenzione dalla dimensione etica a quella economica, anche se come si vedrà gli USA sono fra gli stati più garantisti dei diritti umani fra quelli che adottano nella loro legislazione la pena capitale, grazie forse, all'introduzione di discipline pluraliste, infatti il dispendio di milioni di dollari è dovuto proprio a questo: le spese processuali, la detenzione dei condannati sino alla condanna e delle persone in attesa di giudizio sono circa 30 volte superiori rispetto ad altri procedimenti penali.
Al contrario l'Arabia Saudita si contraddistingue rispetto ad altri stati che adottona la pena capitale in quanto connotata da norme religiose. Infatti va a punire crimini come l'apostasia (il distaccarsi dalla religione islamica per un'altra), l'esercizio di arti magiche e il traffico di droga, inoltre durante il periodo del Ramadam la sfera d'azione, della pena capitale amplia il suo raggio.
In questo paese non vi sono procedure che possano garantire un minimo principio di non colpevolezza dell'imputato, la maggior parte dei processi, che si concludono con la condanna della persona imputata non ammettono neanche un secondo grado di giudizio, oltre a ciò le prove per condannare una persona potrebbero essere considerate, da un qualunque giudice occidentale, insufficiente anche solo per comminare una pena detentiva.
In aggiunta, per capire meglio la dimensione religiosa, che connota questo stato, basti analizzare il rito di esecuzione della pena di morte che avviene d'avanti ad una moschea con il boia che sguaina la spada e taglia la testa della persona accusata di aver commesso un reato, con "l'ovazione" di sottofondo, di compiacimento della folla che acclama: "Allah è grande". Qui possiamo notare quanto l'intuizione di durkeimiana memoria sia vera, infatti la folla inneggiante il suo dio per la condanna a morte della persona, non fa' altro che rinsaldare le coscienze buone di quella data società dal torto subito.
Concludendo con l'Arabia Saudita possiano notare come i costi della pena capitale siano irrisori rispetto agli Stati Uniti, dove essendoci più garanzie processuali, la spesa per la pena di morte viene ad essere esageratamente superiore, tanto che, come si è visto alcuni stati recentemente hanno abolito o stanno abolendo la pena di morte per gli alti costi processuali e di mantenimento dell'imputato.

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1 commenti:

  • Ellebi il 15/05/2014 01:09
    Davvero interessante. Sarebbe pure interessante, sui costi economici della "giustizia" esaminare quella italiana, anche se non ha la pena di morte, magari in riferimento a quella degli Stat Uniti. Mi scappa da ridere al pensiero che la nostra ha tre gradi di giudizio e i processi civili e penali durano lustri e anche più, ma il costo maggiore, io temo, non è neppure quello economico, è invece proprio quello della giustizia con la G maiuscola. Ottimo dunque il tuo brano, e dato il tuo interesse per questa materia fondamentale per uno Stato, non vi può infatti esservi Stato e Comunità Nazionale senza un sistema giudiziario, cimentati con la giustizia italiana. Complimenti e saluti.