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L'eroe

Oggi doveva essere il giorno più bello della mia vita.
Tutto è iniziato lo scorso mese quando sono stato convocato in Comune per " Importanti e urgenti comunicazioni ".
Sono stato ricevuto con tutti gli onori da un funzionario e accompagnato in una bella saletta arredata elegantemente.
Mi è stato servito un te al Gelsomino, con una tazzina di burro all'uso mongolo e i biscotti; dopo poco, sono entrate altre due persone una delle quali mi è sembrato di capire fosse l'Assessore alla cultura.
< Carissimo Vassilj, noi tutti siamo orgogliosi di averti come concittadino dal momento che sei stato tu a issare la bandiera russa sulla Porta di Brandeburgo il due Maggio del millenovecentoquarantacinque. Come sai, il mese prossimo ricorre il cinquantenario di quella data e ti hanno invitato a Mosca per partecipare alla cerimonia ufficiale della ricorrenza al Cremlino. Domani verrà a casa tua un nostro incaricato per prepararti adeguatamente alla cerimonia. >
< Ma io. . . >
< Non dire niente, capiamo perfettamente quello che ci vuoi dire. Ora se vuoi scusarmi devo andare. >
Hanno continuato a farmi molti complimenti e felicitazioni ma io non li ascoltavo più perché ero confuso da quella notizia.
Molte altre volte avevo partecipato a cerimonie per ricordare quell'evento ma si trattava di cerimonie militari fatte in caserme e non al Cremlino.
Ho dormito malissimo e mi sono svegliato presto.
Il funzionario è arrivato verso le dieci in compagnia di un sarto.
Il sarto mi ha preso le misure e mi ha fatto provare un sacco di scarpe fino a trovare un paio che mi andavano bene.
< Tornerò tra quattro giorni per la prima prova. Buongiorno. >
L'incaricato del Comune invece si è trattenuto per informarmi che il giorno successivo sarebbe da me venuta una maestra per aiutarmi a scrivere un discorso che avrei dovuto dire.
Ero sconcertato; io ho fatto il tornitore per quaranta anni e ho letto anche qualche libro dei nostri scrittori più famosi ma parlare al Cremlino davanti alle autorità era al di fuori della mia portata.
Tutti in casa erano stupiti ed eccitati e si prodigavano in consigli e suggerimenti confondendomi ancora di più.
La maestra aveva già scritto il testo del discorso e me lo ha letto con le intonazioni che, secondo lei, dovevo utilizzare.
< Dovrò leggerlo? >
< No, devi imparalo a memoria. Torno tra tre giorni per sentire come stai andando. Esercitati mattina e pomeriggio leggendolo almeno una diecina di volte e cerca di ripeterlo davanti ad uno specchio. >
Il funzionario è tornato nel pomeriggio e mi ha detto che il giorno seguente mi aspettava per il mezzogiorno alla locanda del paese per un pranzo.

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