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Dita

Questa cosa dell'appartenere a un pirla che crede di essere uno scrittore ci fa impazzire dalla gioia. Lui crede di essere padrone assoluto delle sue dita, mentre noi lo compatiamo solidali. Non che sia facile padroneggiare i suoi pensieri, ma se ci si mette d'accordo non è difficile dargli l'impressione di essere lui a scrivere. La manovra è un poco complessa e differente per ognuno di noi, in dipendenza dei legami sinaptici che abbiamo coi dendriti del suo, chiamiamolo pure, cervello. Sono collegamenti incrociati di ardua gestione, se dovessimo agire in dieci, ma per fortuna il cretino usa solo due di noi, io e il mio corrispettivo dell'altra mano, quelli che di solito usa per mandare affanculo il mondo. Non è strano che, per farlo, l'uomo usi il dito medio, proprio quello che, rappresentando la via di mezzo, dovrebbe essere il più equilibrato? Ma non stiamo a sottilizzare sui misteri dei meandri dell'animale di cui siamo una parte più attiva di quanto lui creda, e concentriamoci sul da farsi, ché lo scemo si sta organizzando per scrivere le solite quattro idee rimescolate tra loro con quella che chiama "creatività". Si tratta, in fondo, di essere più veloci del suo pensiero che, vi assicuriamo, è cosa da niente. La strada che deve fare l'ispirazione, povera in canna che quello si ritrova, per arrivare al risultato finale, è abbastanza lunga da consentirci di anticiparne i funesti effetti. Più o meno funziona così: lui, lo "scrittore creativo", vive alla cazzo pensando di essere un genio della sopravvivenza, e quando la noia lo ammazza si fionda alla tastiera del Mac, e apre la botola del suo ego. Da lì si accede ai bassifondi dell'anima che dà sulla scala a chiocciola che sprofonda nello spirito. Luogo misterioso anche per due dita intelligenti come noi. Da lì recupera una secchiata di sensazioni che lui chiama, pomposamente, "Intuizioni", e le riversa nell'androne della coscienza. Quella, disordinata com'è, le raccatta accumulandole nel pensiero che attiva i neuroni i quali, spintonandosi, ci inviano ordini. Ora che questi arrivano noi due abbiamo già iniziato a scrivere altro. Lui all'inizio ci rimane un po' male, ma poi si convince, essendo suo il corpo, di avere poteri straordinari e ride, meravigliato delle cose che gli consentiamo di leggere. È stupefacente che anche adesso, dopo questa nostra confessione, pensi di essere lui ad averla immaginata...

 

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4 commenti:

  • massimo vaj il 01/06/2014 08:46
    Quarto Oggiaro: 70. 000 abitanti con una spanna di verde a testa, perennemente impegnati a cercar di far nascere più bimbi di quanti adulti riescano ad ammazzare...
  • vincent corbo il 01/06/2014 08:26
    Anche nella Milano da bere, capitale del pret à porter, tredicesima metropoli più ricca del pianeta, ci stanno quartieri malfamati?
  • massimo vaj il 01/06/2014 08:19
    Pensa che prima di trasferirmi in montagna ho donato circa 500 libri alla biblioteca del malfamato quartiere, Quarto Oggiaro, dove ho vissuto a Milano. Erano testi talmente assurdi che le ultime borsate che ho consegnato non le hanno più volute registrare, e le hanno messe in un carrello metallico che mostrava un cartello con sopra scritto: "Book Pushing" sottotitolo: Libri gratis da portare a casa e da far girare. Quel carrello è ancora là, pieno fino all'orlo, e le persone che passano nei pressi della biblioteca... cambiano marciapiede per superarne l'ingombro...
  • vincent corbo il 01/06/2014 06:51
    e pensare che ci sono anche persone che spendono fior fiore di euri per leggere certe assurdità... ad esempio, in passato ho speso un patrimonio per i romanzetti thriller della Cornwell, di jeffery deaver e Kathy reichs.

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