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Tatac tic... tatac

— Ti tic... tac tic... Tic ti tic tac tic... — la meraviglia, che una tecnica tanto avanzata dispiegava davanti ai suoi occhi non smetteva di rallegrarlo, mentre illustrava al resto degli umani le verità dello spirito che era sceso in lui
— Ti tic... tac... — le sue dita correvano sui tasti come non avessero mai fatto altro nella loro pur breve esistenza. Pareva benedicessero il mondo intero, nel loro descrivere la grandiosa magnificenza di una vita fatta per essere sacrificata al Dio del sacrificio
— Tac titic... tic tic tata tic... — un Dio che si era sacrificato per primo, allo scopo di mostrare la via che conduce a essere liberi per sempre
— Tatac tic... — un Dio che aveva rifiutato di possedere il destino dell'universo, per non contraddire la Libertà che Lui stesso era
— Titic tratatac! Troc! Patatrac!...
— Porca puttana! — pensò il Profeta, guardando storto il portatile che si era impiantato nel gelido silenzio che ha l'immobilità tipica dei muli, quando sono esausti di trascinare cannoni sui ripidi pendii delle montagne
— Porca puttana! — si disse ancora, questa volta ad alta voce
— È mai possibile che ci sia sempre qualcuno, o qualcosa, pronto a tradirti quando decidi di dire la Verità? —

 

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1 commenti:

  • marilena il 16/06/2014 17:10
    delicatamente ironico, da uno sile terso si piomba energicamente nel crudo reale, complimenti!

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