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Angeli da proteggere

Una sera un uomo sentì il rumore di un sassolino sui vetri della finestra, scostò la tendina e rimase frastornato alla vista di una mano che, delicatamente, sosteneva un piccolo essere che aveva tutta la parvenza di essere un angelo. La mano entrò nella stanza e, con una voce armoniosa e angelica glielo porse, raccomandandosi di averne cura perché all'alba sarebbe passata a riprenderlo.
L'uomo lo fece delicatamente scivolare tra le sue mani, appoggiandolo subito al guanciale per addormentarsi di felicità, col viso al fianco del sorriso di gratitudine di quello sfavillante e candido esserino alato.
Quella notte scivolò senza rumori, come sempre accade quando se ne attende uno, e la mattina faticò ad albeggiare, come sempre quando si guarda il cielo chiedendosi il perché non sia totalmente nero. La mano ancora non arrivava, come sempre avviene quando se ne ha bisogno, e il piccolo angelo pareva non aspettare nessuno. Questo incespicare della realtà, che si dava quella tipica apparenza che hanno tutti coloro che non vogliono esaurire i propri compiti, innervosiva l'uomo e il suo stomaco che, insieme a lui, protestava. Sarà forse stato per il latte, cagliatosi nel frigorifero che non manteneva mai le promesse di una giusta e costante temperatura, o forse per il non poter uscire a fare colazione, nessuno lo potrà mai dire con certezza, ma quest'uomo si risolse in un'azione che definire "deontologica", riferendosi alla specie umana, non sarebbe neanche sbagliato.
Peccato non avere avuto anche un po' di pancetta da sdraiare, accostata ai bordi del pentolino, in ogni caso il sapore era decente e quelle evanescenti alucce fritte... un po' al becon assomigliavano...

 

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1 commenti:

  • marilena il 03/06/2014 17:54
    ho apprezzato l'iniziale nota poetica e il feroce e sorprendente sarcasmo nel finale, complimenti!

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