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La nascita della scrittura

Come sovente accade alle frane, dove tutto ha inizio da una piccola pietra schizzata di lato, dopo esser stata calpestata dagli zoccoli di un innocente camoscio, la scrittura ancora dormiva all'interno di un carboncino, rifiutato da un fuoco che l'aveva sparato lontano dallo scoppiettio creativo che non lascia il tempo di riflettere al legno che stava bruciando.
Una donna vicino al fuoco stava asciugando la pelle di un leopardo appena ucciso cercando di controllare, al suo solito, la proverbiale impazienza che distingue il mondo femminile da quello maschile; raccolse quel pezzetto di carbone con noncuranza e lo strinse tra le esili dita, sporcandosele. Le femmine detestano avere le mani sporche, perché per pulire le cose maschili devono sporcarsele di continuo così, per punirlo, lanciò il carboncino nel fuoco, mancandolo.  
Le donne hanno spesso una cattiva mira, che ha il suo lato positivo nel fatto di allungare la vita agli uomini.
Dall'altro lato del fuoco il compagno della conciatrice e lavandaia, che stava esercitando la pazienza indolente che distingue il mondo maschile da quello femminile, raccolse il pezzetto di carbone buttato dalla compagna, stringendoselo tra le nerborute dita, che si sporcarono.  
Gli uomini temono di sporcarsi, ma poiché sono coraggiosi sopportano quella pena volentieri, piuttosto che doversi lavare di continuo.
La donna vicino alla pelle di leopardo grugnì un rigurgito gutturale, che avrebbe avuto bisogno di qualche migliaio di anni per avvicinarsi al lamentoso stridio di disappunto che oggi conosciamo, e allontanò dal calore bruciante del fuoco la pelle maculata, in modo che non si seccasse troppo al suo interno.
L'uomo le si avvicinò stancamente, e quasi amorevolmente le sfiorò l'occhio per dirle, nel linguaggio dei cavernicoli, di dare un occhio a quella pelliccia ché lui, quel leopardo, mica l'aveva ucciso per far sfilare lei con la sua morbida pelle...
Poi, nell'esigenza di non rendere totalmente disgustosa la propria presenza, le accarezzò il viso facendole intendere che poteva considerarsi perdonata, ma la donna interpretò che il nero sopra all'occhio le donava e si sporcò anche l'altro.
Lui, non capendo le ragioni che l'avevano motivata a sporcarsi anche l'altro lato del viso raccolse il carboncino, e di stizza abbozzò sulla parete della loro grotta qualche segno che tentennando tentava di simulare un paio di corna, a significare che sua moglie era una vacca. Nello stesso giorno era nato il trucco femminile, il disegno e la scrittura, anche se, non sarà inutile ricordarlo, nessuna delle tre cose aiutò l'umanità a vivere onorevolmente...

 

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2 commenti:

  • Ellebi il 10/06/2014 13:01
    Spiritoso, divertente, bel racconto. Saluti
  • Stanislao Mounlisky il 10/06/2014 12:18
    divertente, sottile, acuto. mi complimento

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