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Separarsi

Altre volte avrei pianto, gridato, fatto cose strane come camminare per ore o correre con tutte le forze e la rabbia dentro. Adesso niente: tutto quasi normale: mi sono vestita e, come ogni giorno, già nel letto, durante il risveglio ho programmato, tralasciando però di riservare la consueta oretta a lui.
In fondo ci si accorge che si è creato un vuoto nella giornata e la difficoltà non consiste
nel colmarlo, ma nell'abituarsi all'idea che questo vuoto sarà o una passeggiata o una visita ad un'amica, o un'ora dedicata alla lettura e alla conoscenza profonda di se stessi.
Già quella persona entra a far parte dei ricordi con tutti i numerosi oggetti che la rappresentano, tacitamente, ma che adesso appaiono smisuratamente amplificati nella forma e nell'idea delle immagini che accompagnano. Ecco il libro di poesie che solo adesso appare sul tavolo dove si trova da molti giorni, lo spazio vuoto lasciato nella libreria dal vocabolario di francese che gli ho prestato e così il fermaglio dei capelli che ho nascosto in fretta a me stessa chiudendolo nel solito cassetto della confusione.
Poi, dove ritrovarsi, da dove ripartire? Scorrere indietro di tre anni oppure partire da adesso, momento 0, trascurando ciò che si porta con noi; ma è impossibile non sentire il peso dello strascico bagnato del nostro lungo mantello e 0 non racchiude in sè un concetto di nulla che per noi è inconsistente, impalpabile, irreale. Non possiamo percepire il nulla di noi stessi.
Corro in cerca di ganci robusti, pesanti, pronti a sostenere grossi pesi e mi accorgo che i pesi li hanno già; ma un gancio forte e saldo me lo devo poter creare: maggiore fiducia nelle mie capacità, forse ricerca decisa di successo, equilibrio interiore.
Ieri in auto, da sola, mi ripetevo che questa vita deve essere vissuta e dobbiamo cercare di viverla nella maniera più intensa e nel modo migliore per noi stessi: è una legge di sopravvivenza.
Quello che più mi fa paura saranno i sogni, gli incubi, le paure inconsce che riaffioreranno con intensità crudele, che possono logorare l'essere nel profondo. E allora alla forza e alla sicurezza si sostitutiranno timori, amarezze, rimpianti.
L'immagine di se stessi scompare in forme confuse, in fluidi che lentamente si miscelano gonfi di colore caldo e resta solo l'ammasso incostante della materia in dissoluzione.

 

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2 commenti:

  • marilena il 05/08/2014 13:39
    giacomo, apprezzo la tua pazienza nel leggermi, ti rivelo, visto che siamo in tema di confidenze, che questo vecchio racconto l'ho ritrovato dopo venti anni e quando l'ho scritto ero una giovane in cerca di sogni( ancora cerco)e la lacerazione di quella rottura era realmente vissuta; grazie per la tua profonda attenzione!
  • Anonimo il 30/07/2014 18:51
    Bella descrizione di una separazione... io personalmente trovo affascinanti, fin da quando ero bambino, le cose che non so fare, non so dire, o non conosco... e sono portato ad aumentarne l'importanza "forse"... e così questo brano mi sembra magico, una cosa ben scritta che io non sarei in grado di narrare tanto bene perché non ho mai provato la separazione, almeno quella della quale parli tu. Dovrei tentare immaginando i mesi dopo la morte di mia madre, o mio nonno, o mio padre... ma altro non mi viene... un solo amore, più di 40 anni insieme e dura come i primi giorni... mannaggia che limite il mio, quasi quasi lo dico a mio moglie, proviamoci almeno per gioco a separarci perché anch'io voglio scrivere un bel racconto come quello di Marilena... holahola.

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